Come si costruisce un mito? Ripercorriamo la storia di uno dei marchio più famosi dell’industria e della storia automobilistica italiana per capirlo: Alfa Romeo, che proprio oggi celebra il suo 115° anniversario.

Anno dopo anno, vicenda dopo vicenda, Alfa Romeo ha saputo realizzare auto esclusive e preziose che hanno fatto la storia, ricercate da molti collezionisti di auto storiche e d’epoca e simbolo di bellezza e passione italiane nel mondo. Vetture uniche da proteggere con un’assicurazione auto adatta, anche provvista di garanzie accessorie.

Le origini milanesi: dalla A.L.F.A. ad Alfa Romeo per la nascita di un mito

All’inizio del Novecento, l’industria automobilistica italiana era ancora giovane e Milano si preparava a diventarne uno dei suoi cuori pulsanti. La storia dell’Alfa Romeo inizia il 24 giugno 1910 in questa città, quando viene registrato l’atto notarile di costituzione della A.L.F.A. (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili). L’azienda nasce dalle ceneri della Società Italiana Automobili Darracq, fondata nel 1906 a Napoli ma trasferita presto nello stabilimento del Portello, quartiere allora periferico di Milano.

Il cavalier Ugo Stella, insieme ad altri imprenditori lombardi, rileva la società in liquidazione e affida al progettista Giuseppe Merosi la creazione della prima vettura del marchio: la 24 HP. Questa berlina raffinata, con motore 4.0 da 42 cavalli, era capace di raggiungere i 100 km/h, un vero record per il periodo. Ne sono stati prodotti circa 200 esemplari e ha rappresentato l’esordio di quella che diventerà una leggenda dell’automobilismo mondiale.

Da ALFA a Alfa Romeo: il nome cambia, la passione resta

Durante la Prima Guerra Mondiale, le difficoltà finanziarie portano l’A.L.F.A. alla liquidazione nel 1915. È in questo momento che entra in scena Nicola Romeo, giovane imprenditore napoletano che aveva fondato la Società Ing. Nicola Romeo & C. per la produzione di proiettili. Romeo acquista gli stabilimenti dell’A.L.F.A. e la trasforma in un’impresa meccanica votata anche alla produzione militare.

Nel febbraio 1918, al termine del conflitto, nasce ufficialmente l’Alfa Romeo (Società Anonima Italiana Nicola Romeo & C.), e solo alla fine del 1919 riprende la produzione automobilistica, inizialmente assemblando parti in stock per poi progettare nuovi modelli.

Nel 1920 viene presentata la prima vettura a portare il nuovo marchio: la 20-30 HP. Il simbolo del Biscione, assieme alla croce rossa su fondo bianco di Milano, diventa così uno dei loghi più riconoscibili al mondo.

Gli anni d’oro delle competizioni: le vittorie e il simbolo del Quadrifoglio

Gli anni ’20 segnano l’ascesa sportiva dell’Alfa Romeo. Nel 1923, la RL guidata da Ugo Sivocci vince la celebre Targa Florio, la prima di 10 vittorie del marchio nella celebre corsa siciliana. È proprio in questa occasione che nasce il Quadrifoglio Verde, simbolo portafortuna dipinto da Sivocci sulla sua vettura numero 13.

L’arrivo di Vittorio Jano come direttore tecnico porta alla creazione della P2 con cui l’Alfa Romeo conquista nel 1925 il primo campionato mondiale automobilistico. In quegli anni nascono alcuni modelli leggendari come la 6C 1500, la 6C 1750 e la 8C 2900, gioielli meccanici che fondono prestazioni e bellezza condotti da piloti leggendari come Antonio Ascari e Tazio Nuvolari, a cui è dedicato il Gran Premio Nuvolari.

La rinascita del dopoguerra: dalla 1900 alla leggendaria Giulietta

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Alfa Romeo riprende la costruzione di automobili con spirito rinnovato. La ricostruzione postbellica segna il passaggio dall’artigianato alla produzione industriale e nel 1950 esce la 1900, prima berlina dal prezzo accessibile che inaugura un nuovo percorso della casa automobilistica.

Il vero successo commerciale arriva poi nel 1955 con l’Alfa Giulietta. Con il suo motore 1.3 da 79 cavalli, diventa l’auto ideale per la media borghesia italiana: disponibile in versione berlina, coupé e spider, la Giulietta unisce prestazioni sportive e linee eleganti, diventando un simbolo del boom economico italiano.

Nel frattempo, l’Alfa Romeo domina i primi due campionati mondiali di Formula 1 nel 1950 e nel 1951 con l’Alfa 158 e la sua evoluzione l’Alfa 159, guidate da campioni come Nino Farina e Juan Manuel Fangio e diventando protagonista anche della storica corsa Mille Miglia.

Gli anni ’60: Arese, la Giulia e il Duetto

Sotto la presidenza di Giuseppe Luraghi (dal 1960), l’Alfa Romeo costruisce il nuovo stabilimento di Arese e lancia nel 1962 la Giulia, auto rivoluzionaria “disegnata dal vento” grazie all’innovativa carrozzeria sviluppata nella galleria del vento. La Giulia GT e la sua versione da corsa GTA domineranno le competizioni turismo per oltre un decennio.

Il modello che porta l’Alfa Romeo alla fama mondiale è però la 1600 Spider, soprannominata “Duetto“, presentata nel 1966 al Salone di Ginevra e resa celebre dal film “Il Laureato” con Dustin Hoffman. Questo modello conquista definitivamente il mercato americano e diventa un’auto iconica del cinema internazionale, oltre che il simbolo della dolce vita italiana su quattro ruote.

Innovazioni tecniche: Alfasud e Alfetta

Gli anni ’70 segnano una nuova fase con due importanti modelli. Con la nascita dello stabilimento di Pomigliano d’Arco, Alfa Romeo decide di portare la produzione anche al Sud e di creare l’Alfasud, una compatta pensata per le masse e prima Alfa Romeo a trazione anteriore, con motore boxer e design firmato da Giorgetto Giugiaro.

Nello stesso anno, dall’impianto di Arese esce l’Alfetta, erede della Giulia con l’innovativo schema transaxle (motore anteriore, cambio e frizione al posteriore) che garantisce un comportamento stradale eccezionale e un’ottima tenuta di strada, per una maggiore sicurezza stradale.

Anche gli anni ’80 vedono il lancio di altri due fortunati modelli a marchio Alfa: l’Alfa 33 e l’Alfa 75, due vetture che mescolano in modo sapiente spirito sportivo e nuove tecnologie.

L’era Fiat e i modelli di transizione

Nel 1986, a causa di gravi difficoltà finanziarie, Alfa Romeo venne assorbita dal Gruppo Fiat, iniziando un periodo di rinnovamento e riposizionamento sul mercato. Si apre quindi un nuovo capitolo per l’evoluzione dell’automobilismo italiano.

Con modelli come l’Alfa 145, l’Alfa 155 e 156 e l’Alfa 147, il marchio torna al centro dell’attenzione, grazie anche a un design più moderno e a numerose vittorie nel Campionato Turismo. In particolare, l’Alfa 147 vedrà una produzione di 650.000 esemplari e l’Alfa 156 di 680.000 vetture.

Il rilancio moderno: 4C, Giulia e Stelvio

Negli anni Duemila, Alfa Romeo continua a sperimentare con l’Alfa Brera (disegnata sempre da Giugiaro), la sportiva 8C Competizione e la berlina Alfa 159 che conquistano il pubblico per estetica e prestazioni,

Nel passare degli anni, altri modelli segnano il ritorno alla trazione posteriore e all’impostazione puramente sportiva, come con la spider in serie limitata Alfa Romeo 4C, del 2013. Nel 2015-2016 arriva la nuova Giulia, disponibile anche nella versione Quadrifoglio da 510 cavalli.

Alfa Romeo entra poi nel mondo dei SUV con lo Stelvio, nel 2017: il design rimane fedele ai valori del marchio fondendo la dinamica di guida da berlina con lo spazio e il comfort offerti dal SUV.

Nel 2020 è stata presentata la Giulia GTA, versione potenziata della Quadrifoglio con motore V6 portato a 540 cavalli, prodotta in soli 500 esemplari, insieme alla più estrema GTAm, vera auto da corsa omologata per uso stradale.

Poco dopo, precisamente nel 2022, è il momento del Tonale, che segna l’ingresso ufficiale nel mondo dell’elettrificazione con la motorizzazione ibrida plug-in.

L’Alfa Romeo oggi: tra tradizione e innovazione

Oggi l’Alfa Romeo, ora parte del Gruppo Stellantis, continua a rappresentare l’eccellenza italiana nell’automobilismo mondiale. La gamma attuale comprende la Giulia nelle versioni normale e Quadrifoglio, lo Stelvio 2025 anch’esso disponibile in versione Quadrifoglio, il Tonale e la nuovissima Alfa Romeo Junior, il SUV compatto che si inserisce nel settore delle auto ibride ed elettriche.

Questi ultimi modelli sono stati forniti in dotazione anche alle Forze dell’Ordine, continuando un rapporto tra Alfa Romeo e i nuclei per il servizio di pronto intervento che dura dal lontano 1952 con la scelta dell’Alfa Romeo 1900 come auto ideale per le attività delle “Pantere” della Polizia e delle “Gazzelle” dei Carabinieri.

Il marchio del Biscione ha saputo mantenere negli anni la sua identità, continuando a emozionare gli appassionati di tutto il mondo con vetture che sono diventate un simbolo del grande Made in Italy nel settore automotive.