Nel 2024 si celebrano 110 anni dalla nascita della leggendaria Opel 260 CV, un’auto che ha lasciato un segno indelebile nella storia delle competizioni motoristiche e che oggi è ancora ricordata come un vero e proprio modello di culto.
Soprannominata “Mostro Verde” per la sua livrea caratteristica e le prestazioni impressionanti, la Opel 260 CV rappresenta uno dei più grandi successi ingegneristici della casa tedesca e un simbolo dell’epoca pionieristica dell’automobilismo.
Opel 260 CV: la nascita di un’icona
Era il 1914 quando Opel presentò al mondo la 260 CV, un’auto progettata per competere e vincere. Derivata dalla precedente Opel 110 CV, la 260 CV era un’evoluzione sotto ogni punto di vista, creata per dominare le gare più impegnative dell’epoca. Il cuore della vettura era un motore incredibilmente avanzato per i suoi tempi: un 4 cilindri da 12,3 litri di cilindrata, con alesaggio e corsa rispettivamente di 125 mm e 250 mm.
Questo colossale propulsore, dotato di una distribuzione bialbero a camme in testa (DOHC) e 16 valvole (4 per cilindro), erogava una potenza massima di 260 CV a 2.900 giri/minuto. La straordinaria coppia motrice permetteva alla vettura di raggiungere una velocità di punta di 228 Km/h, una cifra impressionante per l’epoca, quando le strade erano ancora in gran parte sterrate e prive di sicurezza.
Un capolavoro tecnico
La Opel 260 CV non era solo potente, ma anche innovativa. Il sistema bialbero a camme in testa e le 4 valvole per cilindro rappresentavano il massimo della tecnologia dell’epoca, garantendo una combustione più efficiente e una maggiore potenza. La trasmissione era affidata a un cambio manuale a 4 marce, che trasferiva la forza del motore all’asse posteriore.
Il telaio, progettato per sostenere l’enorme coppia generata dal motore, era robusto e sofisticato, mentre il sistema frenante era costituito da freni a tamburo azionati meccanicamente. Anche se limitati per gli standard moderni, questi freni erano adeguati per le prestazioni dell’auto.
Opel 260 CV: il successo nelle competizioni
La costruzione della Opel 260 CV richiese un investimento di ben 90.000 marchi tedeschi, una cifra straordinaria per l’epoca. Tuttavia, questo investimento fu ripagato con gli interessi grazie ai successi ottenuti nelle competizioni.
Al volante del “Mostro Verde” c’era Carl Jörns, uno dei piloti più talentuosi della sua epoca. Sotto la sua guida, la Opel 260 CV conquistò oltre 200 vittorie, accumulando premi in denaro che contribuirono a consolidare la reputazione di Opel nel mondo delle gare. Tra i successi più celebri spiccano le tre vittorie consecutive, dal 1922 al 1924, nella gara sull’isola danese di Fanö, una delle competizioni cittadine più iconiche del periodo.
Un restauro meticoloso
Dopo anni di inattività, la Opel 260 CV è stata sottoposta a un lungo restauro tra il 1998 e il 2001, con l’obiettivo di riportare la vettura al suo splendore originale. Oggi, questa straordinaria macchina è custodita presso il garage Opel Classic a Rüsselsheim, dove è diventata una delle attrazioni principali per gli appassionati di automobili storiche. Per arrivare in questa cittadina tedesca, sarà necessario munirsi di vignetta autostradale austriaca o svizzera, a seconda del percorso che si vuole prendere.
I visitatori possono esplorare virtualmente il garage Opel Classic, scoprendo non solo la 260 CV, ma anche una vasta collezione di veicoli storici, prototipi e moto che raccontano la lunga storia del marchio tedesco.
Opel 260 CV: la scheda tecnica completa del Mostro Verde
Anno di produzione
1914
Motore
- Tipo: 4 cilindri in linea
- Cilindrata: 12.300 cm³
- Alesaggio x corsa: 125 mm x 250 mm
- Distribuzione: doppio albero a camme in testa (DOHC)
- Valvole: 4 per cilindro, totale 16
- Potenza massima: 260 CV a 2.900 giri/minuto
- Velocità massima: 228 Km/h
Trasmissione
- Tipo: Manuale
- Marce: 4
Telaio
- Struttura: acciaio
- Sospensioni: assale rigido anteriore e posteriore
Freni
- A tamburo su tutte le ruote
Peso
- Circa 1.200 kg
Fonte foto: sito Stellantis.








