La Diga del Gleno è una meta turistica del tutto particolare. Suggestiva e immersa in un paesaggio naturale mozzafiato, custodisce la triste storia della grande tragedia che la investì a pochi mesi dalla sua costruzione, distruggendola quasi completamente.

I resti della Diga di Gleno si trovano in Lombardia. È situata nella Valle di Scalve, ai piedi del Monte Gleno, e fa parte del Comune di Vilminore, in provincia di Bergamo. Contornata da maestose cime alpine, la Diga costituiva uno sbarramento artificiale alle acque del torrente Gleno.

Oggi offre interessanti percorsi di trekking. Gli itinerari che portano alla scoperta dei suoi resti si avventurano tra sentieri immersi nella natura incontaminata della montagna alpina e durante la camminata si attraversa anche un’antica mulattiera.

Una volta arrivati alla meta, posta a 1500 metri di altitudine, si possono ammirare gli imponenti ruderi della Diga, affacciati su un bellissimo laghetto alpino.

La storia della Diga del Gleno

La Diga venne costruita in 7 anni. I lavori iniziarono nel 1916 e il bacino dello sbarramento si riempì per la prima volta di acque, dovute anche alle forti piogge del periodo, nell’ottobre del 1923.

Alta 50 metri e lunga 260 metri, la Diga del Gleno aveva il compito di contenere l’acqua raccolta in un lago artificiale alimentato dal torrente Povo, dal Nembo e da altri affluenti minori. Avrebbe inoltre contribuito alla produzione di energia elettrica nelle centrali di Bueggio e di Valbona.

La sua attività però fu bruscamente e tragicamente interrotta a pochi mesi dall’inaugurazione ufficiale. Il 1° dicembre 1923, infatti, la Diga del Gleno crollò e le sue acque travolsero il territorio e i centri abitati circostanti generando una catastrofe ancora oggi ricordata come “l’altro Vajont”.

Perché la diga non ha retto? La storia

La Diga del Gleno era sicuramente una grande opera dell’ingegneria. Le sue massicce arcate davano forma a un bacino dalla capacità di ben 6 milioni di metri cubi d’acqua.

La struttura però, realizzata con un sistema misto che univa archi in calcestruzzo (che distribuivano la forza della spinta dell’acqua verso le aree laterali) ad un muro a gravità (in cui la struttura contrasta la spinta idrica con il suo stesso peso), non resse alla forza dell’acqua.

Il disastro della Diga di Gleno

Dopo il verificarsi di alcune perdite nei giorni precedenti, la mattina del 1° dicembre 1923 alle ore 7.15, la Diga del Gleno crollò riversando 6 milioni di metri cubi d’acqua nei territori circostanti.

La furia dell’acqua, mista anche a fango e detriti, travolse dapprima il vicino centro abitato di Bueggio e, subito dopo, quello di Dezzo, che venne spazzato via completamente.

L’acqua non fermò qui la sua corsa, ma arrivò fino in Val Camonica, devastando le località di Mazzunno, Angolo Terme e Corna di Darfo Boario Terme, per riversarsi, infine, nel Lago d’Iseo.

Il crollo della Diga di Gleno causò numerosi morti. Si stima che le vittime furono più di 350, anche se il numero esatto di coloro che persero la vita a causa della catastrofe di Gleno resta ancora oggi un mistero.

Escursioni sulla diga del Gleno

L’area in cui si trova la Diga del Gleno è perfetta per programmare diversi tipi di escursioni. Gli amanti delle camminate in montagna, in particolare, possono percorre i sentieri, tra cui uno ad anello, che portano a visitare i resti dello sbarramento. I percorsi di trekking presenti nella zona offrono passeggiate di diversa difficoltà, ideali per stare a contatto con la natura e ammirare panorami mozzafiato.

Per organizzare al meglio le escursioni, oltre a seguire i sentieri segnati dal CAI, è bene dotarsi di applicazioni per la montagna e che aiutino a non perdersi nei territori montani.

Giunti alla Diga, ci si può rilassare nella verde vallata che affianca lo splendido laghetto del Gleno, approfittare delle giornate più miti per fare un pic nic e beneficiare dei meravigliosi scorci sulle Alpi Orobiche.

Come si raggiunge la Diga del Gleno

Per arrivare alla Diga del Gleno occorre partire dalla vicina Pianezza, frazione di Vilminore di Scalve (Bergamo), da cui dista circa 3 km.

La località di Vilminore, una volta giunti sul territorio di Bergamo, si raggiunge facilmente in auto. Qui sono disponibili parcheggi a pagamento e il servizio navetta che, durante la stagione estiva, conduce direttamente a Pianezza. Nelle altre stagioni, invece, si potrà giungere in loco in auto.

Per organizzarsi al meglio per visitare la Diga del Gleno e raggiungere Vilminore è utile usufruire di un’app di servizi per la mobilità che permetta di avere sempre a portata di mano tutte le informazioni utili per ogni spostamento.

Da Pianezza, superando la fontana di Piazza Bonicelli, si deve imboccare Via Bet e percorrere il sentiero CAI 411. La tratta richiede circa 2 ore tra andata e ritorno e presenta una difficoltà media, poiché comunque si devono affrontare gradoni e pendenze.

Dopo un breve tragitto nel verde, si prosegue nel bosco fino a raggiungere la località Pagarulì. Da qui, un percorso più pianeggiante conduce in pochi minuti direttamente ai ruderi della Diga di Gleno.