Il parchimetro è uno strumento fondamentale usato ancora oggi, ma qual è la sua storia? Ecco le curiosità dietro quest’invenzione. 

Quando si lascia l’auto in parcheggi convenzionati o sulle strisce blu, non bisogna mai dimenticarsi del ticket al parchimetro. Chi non espone il ticket potrebbe ricevere sanzioni e multe molto salate. Come il semaforo, il parchimetro è uno strumento fondamentale per la mobilità in città. Conosciuto oggi come parcometro, questo strumento nacque quasi 100 anni fa e da allora si è evoluto sempre di più.

Ma qual è la storia del parchimetro? Dove e quando venne installato il primo? Scopriamo insieme l’affascinante

Storia del parchimetro: quando è nato?

Il primo parchimetro del mondo venne installato a Oklahoma City, negli Stati Uniti d’America, nel 1935. Quest’apparecchio, che ormai ha circa 90 anni, non fu accolto con particolare entusiasmo dalla popolazione locale. Tuttavia, contribuì in modo significativo a risolvere alcune criticità legate alla viabilità urbana, sia per gli automobilisti di passaggio che per l’amministrazione cittadina.

Da un lato, infatti, il nuovo dispositivo garantì una rotazione più efficiente dei posti auto, evitando che venissero occupati stabilmente da residenti o esercenti commerciali, con un conseguente alleggerimento del traffico. Dall’altro lato, offrì al Comune un’opportunità inedita per incrementare le proprie entrate attraverso la regolamentazione della sosta a pagamento.

Comunque, il principale beneficiario, sia in termini economici che di notorietà, fu l’inventore dell’innovativo sistema, il giornalista locale Carl Magee. Costretto quotidianamente a recarsi presso la redazione del The Oklahoma News, testata da lui fondata, Magee sperimentò personalmente le difficoltà derivanti dalla scarsità di parcheggi disponibili, fattore che lo spinse a concepire un sistema di sosta a tempo, regolato dall’introduzione di una moneta.

Dal primo brevetto ai moderni sistemi

Il dispositivo, denominato Park-O-Meter, fu brevettato nel dicembre del 1932. I primi modelli funzionavano con una moneta da 5 centesimi (equivalente oggi a circa 80 centesimi di dollaro) e consentivano una sosta compresa tra i 15 minuti e un’ora, a seconda dell’area urbana. Il tempo residuo veniva indicato da una lancetta posizionata su un segnale mobile.

A poco a poco, i parchimetri si diffusero in tutto il paese e negli Stati Uniti oggi se ne contano addirittura 5 milioni attivi. In Italia i parchimetri si diffusero rapidamente tra gli anni ’80 e gli anni ’90. Inoltre, ora i sistemi sono avanzati tecnologicamente, hanno display luminosi e in certe città sono addirittura touch screen, essendo intuitivi per tutti.

Ma il parchimetro durerà ancora a lungo? Difficile a dirsi, visto che oggi alcuni pagano la sosta sulle strisce blu in città direttamente dal telefono, senza parchimetro e senza monetine!