Nella giornata di ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato il DEF, il Documento di Economia e Finanza, che contiene importanti novità. Tuttavia manca l’attesa abolizione del superbollo auto per il 2024. E la decisione sembra rinviata a data da destinarsi.

Il Governo non ha chiuso la porta alla possibilità di eliminare la sovrattassa per le auto più potenti, ma non potrà farlo fino a che non avrà trovato il modo di coprire le perdite finanziarie che ne deriveranno. Ecco tutte le informazioni trapelate finora.

Cosa è il superbollo auto, come funziona e chi lo paga

È da tempo che si parla dell’abolizione del superbollo, tra indiscrezioni stampa e voci di corridoio: per ora però si tratta di un nulla di fatto.

Ma cosa è il superbollo?

Introdotto nel 2011 dal Governo Monti, il superbollo è una tassa aggiuntiva che si applica alle auto con potenza superiore a 251 CV (185 kW): il calcolo del bollo considera l’importo di 20 euro per ogni kW di potenza eccedente la soglia.
La tassa era stata introdotta temporaneamente per superare la grave crisi finanziaria che l’Italia stava subendo nel 2011. Ma da allora, pur nella sua natura emergenziale, non è più stata eliminata.

Come il bollo auto “standard”, anche nel 2024 il superbollo deve essere pagato entro la sua scadenza.

La tassa si applica solo alle auto con motore a scoppio. I motori elettrici non sono infatti considerati nel calcolo del superbollo, per cui le auto elettriche sono completamente esenti.

Le auto ibride plug-in sono soggette al superbollo solo se il loro motore termico supera da solo la potenza di 251 CV, mentre la potenza del motore elettrico non viene considerata.

Abolizione del superbollo auto nel 2024: cosa è il “superamento progressivo”

Durante la conferenza stampa, il vice Ministro dell’Economia Leo ha chiarito che «nulla avviene per il superbollo auto, che fa parte della delega fiscale, ma che verrà realizzato nel momento in cui si troveranno le risorse».

Per lo Stato infatti il superbollo comporta un introito di 100 milioni di euro all’anno. Il Consiglio dei Ministri rimane aperto a un «eventuale e progressivo superamento» del superbollo, a patto però che non ci siano «nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica a carico del settore delle tasse automobilistiche».

In pratica, lo Stato non può permettersi di rinunciare a 100 milioni l’anno eliminando o riducendo il superbollo ma dovrà trovare quelle entrate in altri modi. Quali? Per ora possiamo solo fare delle ipotesi, immaginando che i nuovi ricavi potrebbero andare a toccare il bollo per le auto meno potenti o le accise sul carburante, almeno fino a quando lo Stato non avrà recuperato le perdite.

Cos’è il DEF e a cosa serve

Il DEF, o Documento di Economia e Finanza, è il principale strumento di programmazione economico-finanziaria del Governo italiano. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) lo redige ogni anno e il Parlamento lo deve approvare.

Il DEF delinea la strategia economica e di finanza pubblica del governo nel medio termine (3-5 anni) e contiene:

  • Previsioni macroeconomiche: crescita del PIL, inflazione, disoccupazione, ecc.;
  • Quadro di finanza pubblica: entrate, uscite, deficit/avanzo di bilancio;
  • Obiettivi programmatici: riduzione del debito pubblico, crescita del Pil, investimenti, riforme strutturali;
  • Politiche economiche: misure per il sostegno della crescita, la competitività, l’occupazione, ecc.

Il DEF inoltre ha un preciso iter di approvazione:

  • Il Ministero dell’Economia e della Finanza presenta il DEF entro il 10 aprile di ogni anno (circostanza verificatasi proprio ieri, 9 aprile, in Consiglio dei Ministri);
  • Le Camere lo esaminano e lo approvano con voto entro il 30 aprile;
  • Il DEF è inviato alla Commissione Europea per l’esame nell’ambito del semestre europeo perché sia approvato entro il 20 settembre prossimo.