Ridurre i tempi, velocizzare i processi, rendere l’esperienza di acquisto sempre più piacevole e intuitiva. Queste le caratteristiche del supermercato del futuro, in grado di semplificarci la vita e sollevarci dalle difficoltà e dalla noia di fare la spesa.  

Due nuovi supermercati senza casse a marchio Esselunga e Pam Panorama apriranno a Milano entro il 2024 dopo l’esperienza di Verona ad ottobre 2023 con il Tuday Conad “Prendi&Vai.

Ma come funzionano e come cambieranno il modo di fare la spesa? Diremo addio alle fastidiose code? Scopriamolo insieme.

Cosa sono e come funzionano i supermercati senza casse

Stanno arrivando i supermercati senza casse! Nei prossimi mesi, vedremo la nascita di altri due supermercati con questa grande tecnologia che promette di velocizzare il tempo necessario per la spesa e di ridurre i furti.

I due tecnologici punti vendita, uno sotto l’insegna Esselunga e l’altro a marchio Pam Panorama, apriranno a Milano entro quest’anno: lo store di Esselunga, di circa 200 metri quadrati, sarà collocato probabilmente al Mind Village, la zona di Milano dove si è svolto l’Expo del 2015; mentre quello di Pam non ha ancora una sede definita.

In questi supermercati gli addetti saranno comunque presenti per caricare gli scaffali, monitorare i clienti nel loro processo di acquisto e aiutarli in caso di difficoltà.

Come funzionano i supermercati senza casse

In questi supermercati, detti anche “autonomous store“, la spesa si effettua in totale autonomia prelevando i prodotti dagli scaffali e, finita la spesa, ci si avvicina ad un totem, opportunamente segnalato, che mostra il contenuto del carrello virtuale.

Per pagare, si inquadra poi con lo smartphone un QR code che consente di finalizzare l’acquisto in modo semplice e veloce.

Il pagamento è quindi gestito automaticamente tramite un’app e lo scontrino arriva direttamente sul cellulare.

Gli scaffali e i clienti sono osservati con delle telecamere e una tecnologia, detta “computer vision“, che monitora i vari comportamenti e registra i prodotti presi dai ripiani grazie all’intelligenza artificiale. Su ogni scaffale, infatti, si trova un sensore che rileva il cambiamento di peso sul ripiano, nel momento in cui viene prelevato il prodotto, e i dati raccolti dal sensore vengono poi incrociati con quelli delle telecamere. Con questi sistemi di controllo, così dettagliati e precisi, si vorrebbe anche ridurre i furti di articoli nei punti vendita.

Questo tipo di esperienza viene chiamata “frictionless“, ovvero “senza frizione” perché l’uso della tecnologia diventa così fluido, veloce ed intuitivo, privo, insomma, di ostacoli.

Una tecnologia che soddisfa le diverse esigenze degli utenti attraverso operazioni semplici e facili da compiere, per adattare la nostra vita a città sempre più smart e che va, via via, a permeare la nostra quotidianità.

Gli esempi nel mondo e le perplessità

I supermercati automatizzati, che sono una novità molto recente nelle nostre città, sono già stati sperimentati in altre parti del mondo.

La prima azienda ad aver installato dei punti vendita senza casse è stata Amazon, con “AmazonGo“, negli Stati Uniti. Da un’azienda così fortemente innovatrice e digitalizzata, era forse scontato aspettarsi una novità come questa.

Dopo poco anche Tesco,  la catena di generi alimentari britannica, ha aperto dei negozi a Londra con la stessa tecnologia, per non rimanere al passo con i tempi.

Questo tipo di supermercati, secondo una recente indagine dell’Università Bocconi di Milano su un campione di 1.200 italiani, è rivolto a consumatori tra i 18 e 54 anni, con un buon rapporto con la tecnologia, che hanno bisogno di fare acquisti, anche frequenti, in modo veloce e pratico.

Si tratta sia di abitanti della zona sia di persone che si spostano per lavoro e fanno la spesa prima di tornare a casa o nella pausa pranzo ma anche di turisti che hanno necessità di comprare pochi prodotti e di non perdere troppo tempo in giro per negozi.

Le perplessità sollevate

Molte persone si interrogano sui tagli al personale che potrebbe sviluppare questo tipo di tecnologia venendo a mancare completamente la figura del cassiere o della cassiera.

Il futuro di questi lavoratori appare per ora incerto anche se il supermercato automatizzato ha comunque bisogno di personale per sistemare, reintegrare i prodotti, assistere i clienti e permettere al sistema di funzionare tranquillamente.

Numerose perplessità sono sollevate anche sull’uso delle telecamere per il riconoscimento facciale e il monitoraggio dei clienti nel loro percorso d’acquisto. Un po’ come succede per le telecamere posizionate sulle strade per controllare le targhe, monitorare ZTL, o per motivi di sicurezza, anche nel caso dei supermercati senza casse i dubbi riguardo la tutela della privacy e il trattamento dei dati sensibili. Il tema provoca inevitabilmente un acceso dibattito e confronto tra le varie parti, lato aziende e lato consumatori, per cercare di far incontrare e soddisfare le richieste di entrambe.