Il taglio alle accise, che ha aiutato a contenere l’aumento dei prezzi di diesel e benzina, sta per scadere. Il Governo valuta un’eventuale fine degli sconti.

L’escalation in Medioriente e la guerra in Iran, con il timore di una possibile chiusura a lungo termine dello Stretto di Hormuz, aveva fatto schizzare verso l’alto le quotazioni del petrolio, facendo anche alzare il prezzo del rifornimento di carburante per milioni di automobilisti.

Per contenere gli effetti dell’emergenza, il Governo era intervenuto con un decreto carburanti per ridurre temporaneamente le accise su benzina e gasolio, esteso più volte. L’ultima proroga scadrà tra due giorni, il 3 luglio: se non arriveranno nuovi provvedimenti, gli automobilisti potrebbero tornare a pagare prezzi più elevati per fare rifornimento.

Continuerà il taglio delle accise?

Al momento il Governo non ha annunciato un’ulteriore proroga delle agevolazioni fiscali in scadenza il 3 luglio. Nelle ultime settimane, complice il fragile accordo USA-Iran e la ripresa dei flussi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz, il prezzo del petrolio è tornato a scendere, riducendo la pressione sui listini dei carburanti.

Proprio in vista della fine dello sconto, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato le principali compagnie petrolifere – Api-Ip, Eni, Q8 e Tamoil – per verificare l’andamento dei prezzi. L’obiettivo è fare in modo che il calo delle quotazioni internazionali venga trasferito rapidamente ai consumatori. “Ho convocato le compagnie petrolifere per richiamarle alla loro responsabilità nell’adeguare il più velocemente possibile il prezzo dei carburanti all’andamento dei mercati“, ha dichiarato il ministro a TgCom24.

L’orientamento dell’esecutivo sembra quindi quello di accompagnare gradualmente il ritorno alla normalità. Lasciando che siano soprattutto le dinamiche del mercato a determinare l’evoluzione dei prezzi, salvo nuovi shock geopolitici.

I prezzi attuali alla pompa e come sarebbero senza gli sconti

L’ultimo decreto carburanti è entrato in vigore il 7 giugno e resterà efficace fino al 3 luglio. La misura mantiene una riduzione delle accise pari a 5 centesimi al litro. Queste diventano 6,1 centesimi considerando anche l’IVA, sia per la benzina sia per il gasolio.

Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la benzina costa in media 1,809 euro al litro, mentre il gasolio si attesta a 1,892 euro. Se dal 4 luglio lo sconto dovesse decadere senza una nuova proroga, la benzina potrebbe salire fino a circa 1,87 euro al litro e il diesel poco oltre 1,95 euro al litro.

L’obiettivo dell’ultimo intervento era quello di mantenere i prezzi al di sotto della soglia psicologica dei 2 euro al litro. Traguardo che resta però più difficile da raggiungere lungo la rete autostradale, dove i listini continuano spesso a superare questa cifra.

Taglio accise: tutti gli ultimi decreti del Governo

Il primo intervento del Governo risale al 18 marzo, con entrata in vigore il giorno successivo. In quella fase il taglio delle accise su benzina e gasolio era pari a 24,4 centesimi al litro ed era stato introdotto per contrastare l’aumento dei prezzi provocato dall’escalation della crisi in Medioriente.

Alla scadenza del primo decreto, prevista per il 7 aprile, il CdM ha approvato una proroga fino al 1° maggio. Successivamente il taglio è stato prorogato fino al 22 maggio, quindi fino al 6 giugno e infine fino al 3 luglio.

Con il passare delle settimane il beneficio è stato progressivamente ridotto, seguendo il calo delle quotazioni petrolifere. L’ultima proroga, valida per quasi un mese, ha mantenuto uno sconto di 5 centesimi al litro sulle accise. È stato finanziato con 149,4 milioni di euro provenienti dall’extragettito IVA registrato nel mese di maggio. Se non arriveranno ulteriori interventi, dal 4 luglio il regime agevolato terminerà e le accise torneranno ai livelli ordinari.