Un giorno in più. Il taglio delle accise sul diesel è stato prolungato fino al 26 agosto. L’ultimo decreto lo aveva fissato al 24 e successivamente prorogato al 25. Un minimo di beneficio per il controesodo estivo, ma la preoccupazione per l’ascesa dei prezzi dei carburanti resta alta.

Nel periodo del controesodo da bollino rosso, con il rientro di milioni di italiani dalle vacanze dell’estate 2026, arriva dal governo un “palliativo” per affrontare l’incessante caro carburanti.

La scadenza per il taglio delle accise sul gasolio, già prorogato al 25 agosto dopo che il decreto di inizio mese l’aveva fissato al 24, adesso è mercoledì 26 agosto.

La sostanza, però, non cambia molto. A brevissimo, il prezzo del diesel rischia di subire una nuova impennata. Nei giorni scorsi, comunque, era già salito, al pari di quello della benzina che peraltro non è interessato dallo sconto sulle accise.

Taglio accise diesel: la situazione

Il taglio delle accise sul diesel attualmente in vigore consiste in 17 centesimi al litro in meno. L’ultima proroga decisa dall’esecutivo è stata possibile con l’attivazione del meccanismo delle accise mobili. Si tratta di sconti variabili in base all’extra gettito IVA sui carburanti del mese precedente.

Infatti, il rincaro generato dall’aumento del prezzo dei prodotti petroliferi a livello internazionale, a causa della situazione geopolitica in Medio Oriente e della chiusura dello stretto di Hormuz, ha determinato un conseguente aumento degli introiti IVA. Le risorse attivate dall’Italia per la proroga ammontano a 20,8 milioni di euro.

Tuttavia, le principali organizzazioni dei consumatori (Codacons, Assoutenti, UNC) hanno espresso perplessità. Ritengono il provvedimento non sufficiente per far fronte alla situazione. Tra l’altro, il rientro dalle vacanze non è finito: ci sono ancora l’ultimo weekend di agosto e il primo di settembre.

Cosa succede dopo il 26 agosto

Con la fine del taglio alle accise sul diesel del 26 agosto, è molto probabile che non ci saranno altri interventi di Palazzo Chigi per calmierare il prezzo del carburante. Nuove misure in tal senso, infatti, appaiono particolarmente impegnative per le finanze statali e sono costate finora circa 2 miliardi di euro.

Intanto, i ministri dell’economia di sei paesi UE – Austria, Germania, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna – sono i firmatari di una proposta per introdurre una tassa comunitaria sugli extra profitti delle compagnie petrolifere. Sarà presentata in occasione del prossimo vertice dei ministri dell’economia in programma a Dublino (l’Irlanda ha la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea).

I proventi potrebbero essere destinati per misure a favore di imprese e consumatori per far fronte all’aumento dei costi energetici e magari rendere il costo del rifornimento di carburante meno proibitivo per le persone.

Benzina e diesel in Italia: i prezzi aggiornati

Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio dei prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nella data di lunedì 24 agosto 2026, i prezzi medi in modalità self service sulla rete stradale nazionale sono:

  • Benzina 2,010 euro al litro (nessuna differenza su ieri);
  • Diesel 2,131 euro al litro (nessuna differenza su ieri).

Sulla rete autostradale:

  • Benzina 2,088 euro al litro (+1 millesimo su ieri);
  • Diesel 2,204 euro al litro (+1 millesimo su ieri).

Per confrontare i prezzi, inoltre, è disponibile anche l’app gratuita del Ministero, denominata Osservaprezzi Carburanti, che si propone come strumento attraverso cui gli utenti sono aiutati a scegliere la migliore soluzione di rifornimento.