Il Governo prolunga il taglio accise sui carburanti grazie alle risorse provenienti dall’extragettito IVA e dai fondi legati alle sanzioni Antitrust. Restano però dubbi su cosa accadrà dopo il 22 maggio.
Le conseguenze della guerra in Iran hanno reso sempre più costoso e problematico fare rifornimento di carburante. Tuttavia, la proroga fino al 22 maggio sul taglio delle accise dei carburanti è stata confermata. Dopo il via libera del Consiglio dei ministri dello scorso 30 aprile e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il sistema di sconti sulle accise del carburante resterà operativo fino a quella data, anche se con riduzioni differenti tra verde e diesel.
L’intervento prevede infatti un alleggerimento più consistente per il gasolio rispetto alla benzina: il diesel beneficia di uno sconto pari a 24,4 centesimi al litro, mentre per la benzina la riduzione è di 6,1 centesimi.
La misura era stata inizialmente prevista fino al 10 maggio attraverso un primo stanziamento, ma è stata successivamente estesa grazie a un secondo intervento finanziato con l’extragettito IVA. L’obiettivo è contenere il caro carburanti in una fase ancora molto delicata per i mercati energetici internazionali.
Ma quanto costeranno benzina e diesel con la proroga? E cosa succederà con la fine del taglio delle accise? Ecco tutti gli scenari.
Proroga taglio accise: come funzionano gli sconti fino al 22 maggio
La proroga consente ad automobilisti e autotrasportatori di continuare a beneficiare dei prezzi calmierati per altre settimane. Il meccanismo scelto dal Governo si basa su due differenti fonti di copertura economica.
La prima fase dopo la scadenza del 1 maggio, valida dal 2 al 10 maggio, è stata finanziata utilizzando 146,5 milioni di euro provenienti dalle sanzioni Antitrust. La seconda tranche, che copre il periodo dall’11 al 22 maggio, viene invece sostenuta attraverso l’extragettito IVA registrato nelle ultime settimane.
Le riduzioni applicate restano quindi le stesse: 24,4 centesimi di sconto sul gasolio, 6,1 centesimi sulla benzina. Grazie a questo intervento, i prezzi medi dei carburanti riescono ancora a mantenersi attorno ai due euro al litro, evitando per il momento ulteriori impennate soprattutto sul diesel. Insomma, fare il pieno sarà comunque dispendioso.
Quanto costano oggi benzina e gasolio
I listini continuano comunque a muoversi quotidianamente in base alle tensioni internazionali e all’andamento del petrolio. Al 10 maggio 2026, la benzina registra questi valori medi: il self-service sulla rete ordinaria a 1,934 euro al litro, mentre in autostrada tocca i due euro al litro. Il prezzo medio risulta superiore rispetto alla settimana compresa tra il 28 aprile e il 4 maggio, quando si attestava a 1,789 euro al litro, anche se si osserva un lieve calo rispetto ai giorni immediatamente precedenti.
Tra le province con i prezzi più alti figurano Crotone, Nuoro e Verbania, mentre i valori più bassi vengono registrati a Sondrio, Ancona e Fermo. Per il gasolio, invece, le quotazioni attuali sono: diesel self-service sulla rete ordinaria a 2,026 euro al litro, in autostrada 2,093 euro al litro.
Anche il diesel mostra un leggero ribasso rispetto alla giornata precedente. Le aree più care risultano Nuoro, Trieste e Agrigento, mentre i prezzi più contenuti si registrano a Sondrio, Biella e Barletta-Andria–Trani.
Cosa potrebbe succedere dopo la scadenza della proroga
L’attenzione ora si concentra sulla scadenza del 22 maggio. In assenza di ulteriori proroghe, i prezzi potrebbero tornare rapidamente a salire. Molto dipenderà dall’evoluzione dello scenario internazionale. In particolare dalle tensioni nell’area dello Stretto di Hormuz e dai rapporti tra Stati Uniti e Iran, che continuano a influenzare il mercato energetico globale.
Senza un nuovo intervento del Governo, dal 23 maggio la benzina potrebbe tornare intorno ai 2 euro al litro, mentre il gasolio rischierebbe di avvicinarsi ai 2,3 euro al litro. Le ripercussioni sarebbero significative sia per i consumatori sia per il settore dei trasporti.








