La nuova data da tenere d’occhio è il 5 settembre 2026. Il taglio delle accise sul diesel è stato prorogato di dieci giorni, ma il livello dei prezzi dei carburanti rimane alto, con benzina e gasolio entrambi sopra i 2 euro al litro.
C’era attesa, negli ultimi giorni, per un’ulteriore mini-proroga al taglio delle accise da parte del governo, dopo che quella precedente aveva prolungato la misura fino al 26 agosto. La risposta è arrivata dal Consiglio dei Ministri di ieri, il quale ha dato il via libera al decreto legge.
Alla base di questa decisione, giunta peraltro in seguito alle crescenti pressioni di cittadini, imprese e organizzazioni dei consumatori, c’è anche l’esigenza di facilitare il periodo dei rientri dalle vacanze dell’estate 2026 e il conseguente controesodo da bollino rosso, tamponando così l’impatto dei costi del rifornimento di carburante.
Taglio delle accise sul diesel: c’è il decreto
La firma del Presidente della Repubblica e l’autorizzazione alla conversione in legge del decreto dell’esecutivo sono arrivate in serata. Ora il taglio delle accise, ma solo sul diesel, può proseguire fino a sabato 5 settembre. Senza la proroga, sarebbe terminato alla mezzanotte del 26 agosto. Per la benzina, invece, non cambia nulla.
Alla radice profonda di questo provvedimento c’è sempre il caro carburanti generato dall’inflazione dei prodotti petroliferi sui mercati internazionali. Il tutto a causa della situazione geopolitica in Medio Oriente e della chiusura dello stretto di Hormuz. L’accordo USA-Iran dello scorso giugno e il relativo calo dei prezzi dei carburanti sembrano ormai lontani ricordi
Lo sconto sulle accise sul gasolio vale 17 centesimi al litro. Dal punto di vista finanziario, l’operazione non è coperta dal meccanismo delle accise mobili, vale a dire sconti variabili in base all’extra gettito IVA sui carburanti del mese precedente. Questi, infatti, sono già esauriti in seguito alla proroga al 25 agosto. Secondo alcune ricostruzioni dei media, Palazzo Chigi avrebbe reperito altrove risorse tra 110 e 130 milioni di euro.
Cosa succede dopo il 5 settembre
Anche quest’ultimo taglio delle accise sul diesel è un’operazione a breve termine, che non elimina i reali problemi degli italiani nel fare il pieno. La domanda che anche stavolta molti si fanno è: cosa succederà dopo la scadenza del 5 settembre? Sicuramente un nuovo aumento dei prezzi dei carburanti, in attesa di scenari più chiari.
L’orientamento del governo è sempre rivolto a terminare progressivamente gli sconti generalizzati sulle accise, particolarmente onerosi per le casse pubbliche (finora il costo si aggira sui 2 miliardi). Si vorrebbero perciò varare interventi più mirati e selettivi, ad esempio privilegiando cittadini con basso reddito e settori economici particolarmente colpiti (su tutti l’autotrasporto).
È evidente, tuttavia, che la situazione rimane estremamente fluida e legata all’andamento dei mercati internazionali e della situazione geopolitica, con un monitoraggio costante delle quotazioni del petrolio. Senza dimenticare che, nonostante gli effetti limitati, sul piano politico il taglio delle accise rimane una misura molto gradita dai cittadini.
Benzina e diesel in Italia: i prezzi aggiornati
Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio dei prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nella data di giovedì 27 agosto 2026, i prezzi medi in modalità self service sulla rete stradale nazionale sono:
- Benzina 2,016 euro al litro (-1 millesimo su ieri);
- Diesel 2,134 euro al litro (-3 millesimi).
Sulla rete autostradale:
- Benzina 2,096 euro al litro (+4 millesimi su ieri);
- Diesel 2,210 euro al litro (+2 millesimi su ieri).
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