Ora per fermarsi pochi minuti davanti al terminal, in alcuni casi, serve pagare: negli scali britannici salutare prima della partenza potrà costare fino a 10 sterline. Tutte le novità sulla “tassa” sugli abbracci in aeroporto.
Abbracciare una persona cara prima di un volo oggi avrà un costo in alcuni aeroporti. Non si tratta di un biglietto o di un servizio accessorio, come nel caso dei servizi di Fast Track, ma di una tariffa applicata a chi accompagna in auto passeggeri fino all’ingresso del terminal. Dal 1° gennaio, in diversi aeroporti del Regno Unito, la sosta breve per il cosiddetto “ultimo saluto” è diventata a pagamento o ha subito nuovi aumenti, con non poche perplessità da parte degli utenti.
Abbracci in aeroporto a pagamento: cos’è la “drop-off fee”
La “drop-off fee” è la tariffa applicata per l’accesso in auto alle aree davanti ai terminal. Serve a consentire una sosta di pochi minuti per far scendere i passeggeri. Al London City Airport, ad esempio, accompagnare qualcuno fino all’ingresso costa 8 sterline per i primi cinque minuti; superata questa soglia si paga una sterlina aggiuntiva al minuto, fino a un massimo di dieci minuti complessivi. Fino all’anno scorso l’operazione era gratuita. Anche negli altri grandi scali londinesi la situazione è simile: all’Heathrow Airport la tariffa è di 7 sterline per una sosta fino a dieci minuti, mentre a Bristol il costo arriva a 8,5 sterline.
Dal punto di vista formale, non si paga, ovviamente, l’abbraccio in sé, ma l’uso di un’area considerata sempre più strategica per la gestione dei flussi di traffico intorno agli aeroporti.
Dove si paga e come funziona negli altri aeroporti
Secondo un’analisi sui principali aeroporti mondiali, quelli britannici sono oggi gli unici a prevedere in modo sistematico una tariffa per il semplice “drop-off” davanti al terminal.
Nel resto d’Europa e in molti scali internazionali la sosta breve resta gratuita, seppur con limiti di tempo variabili da scalo a scalo. A Roma, ad esempio, all’aeroporto di Roma Fiumicino, è attiva l’area “Kiss&Go”, che consente di fermarsi gratuitamente per 15 minuti; una soluzione analoga è prevista anche a Milano, sia all’aeroporto di Milano Malpensa sia all’aeroporto di Milano Linate.
Le ragioni dietro a questa “tassa”
Le società di gestione aeroportuale spiegano la “drop-off fee” come uno strumento per ridurre l’uso delle auto private, incentivare il trasporto pubblico e contenere l’inquinamento atmosferico, reinvestendo i proventi nel miglioramento dei servizi. Tuttavia, secondo diversi addetti ai lavori, la motivazione principale è legata ai ricavi: le entrate non direttamente connesse all’attività di volo rappresentano una leva sempre più importante per bilanci sottoposti a forti regolamentazioni tariffarie.
Le stime indicano che nel 2026 la spesa complessiva per chi accompagna in auto passeggeri negli aeroporti britannici potrebbe superare i 150 milioni di sterline. Un trend che, secondo gli esperti dell’Iowa State University, sarebbe difficilmente replicabile in altri Paesi, come gli Stati Uniti, per il forte impatto sull’opinione pubblica. Anche il mondo del business travel, attraverso la Business Travel Association, sottolinea come il trasporto pubblico non sia sempre un’alternativa praticabile, soprattutto nelle prime ore del mattino.








