A partire dal 1° aprile 2024, la tassa di sbarco sull’isola di Capri subirà un incremento, passando da 2,50 a 5 euro.

C’è l’ufficialità della decisione del Comune di Capri di raddoppiare la tassa di sbarco sull’isola, portandola dagli attuali 2,5 a 5 euro. L’aumento entrerà in vigore a partire dal 1 aprile e resterà attivo fino al 31 ottobre dello stesso anno, con l’obiettivo di generare un introito aggiuntivo di circa 4 milioni di euro per la stagione turistica. Ma le motivazioni non sono solo quelle legate al ritorno economico. Andiamo a scoprire maggiori dettagli.

Tassa di sbarco a Capri: i motivi dell’aumento

Il principale obiettivo di questo rincaro è mitigare il problema dell’over-turismo. Questo fenomeno, caratterizzato da eccessive folle e disordine, affligge l’isola durante i mesi estivi ormai da troppi anni. Esattamente il contrario del turismo sostenibile, godibile a ritmi lenti e senza impattare eccessivamente sull’ambiente.

Franco Cerrotta, il vice sindaco di Anacapri, descrive la misura come un primo sforzo per gestire in modo più efficace l’afflusso di visitatori. Scopo finale dunque è quello di alleviare i disagi che si verificano frequentemente sia al porto che alla funicolare, influenzando negativamente l’esperienza dei turisti sull’isola.

Non solo: l’aumento della tassa (che, ricordiamo, è esclusa per i residenti), mira a raccogliere fondi per migliorare l’accoglienza turistica a Marina Grande e per potenziare i servizi offerti sia a chi abita l’isola che ai visitatori. In particolare, si intende coprire i costi aggiuntivi legati all’alto afflusso di turisti nell’isola durante il periodo aprile-ottobre.

L’iter burocratico

Sembra ormai una decisione definitiva, a meno di cambiamenti da parte del comune di Anacapri. Il raddoppio è stato approvato dalla giunta municipale di Capri, guidata dal sindaco Marino Lembo, su proposta dell’assessore al bilancio Salvatore Ciuccio e in collaborazione con il vicesindaco di Anacapri Franco Cerrotta. Dopo il voto di Anacapri, si passerà all’approvazione finale del nuovo balzello, che entrerà in vigore nella prossima primavera.

Questo raddoppio della tassa di sbarco potrebbe avere diverse ripercussioni sulla stagione turistica. Sebbene i visitatori abituali dell’isola potrebbero non risentirne significativamente, è probabile che influenzi maggiormente il turismo occasionale, come ad esempio le famiglie che pianificano un breve soggiorno sull’isola. Tuttavia, il fascino di Capri potrebbe compensare l’aumento della tassa, rendendolo più accettabile anche per questo tipo di visitatori.

Anche Capri vuole un turismo più sostenibile

L’Italia è la meta preferita per il turismo lento, un punto di riferimento a livello internazionale. Capri, che rimarrà in ogni caso una delle vacanze più gettonate del 2024, sta cercando di abbracciare un turismo più a misura d’uomo, lontano dalle logiche consumistiche di un turismo di massa.

Una sfida che inizierà ufficialmente a partire dal prossimo 1 aprile. Staremo a vedere se la decisione dell’Amministrazione dell’isola sortirà gli effetti voluti.

Tuttavia, l’aumento della tassa di sbarco a Capri non è l’unica iniziativa per limitare il turismo di massa nelle città italiane, come dimostrano l’istituzione del ticket d’ingresso a Venezia e il dibattito sui flussi turistici nelle Cinque Terre.