Nonostante la crescita del turismo in Italia, gli italiani tendono a viaggiare meno, frenati dai crescenti costi delle vacanze. A pesare c’è anche la tassa di soggiorno, imposta che potrebbe vedere un rialzo nel prossimo periodo. Vediamo cos’è e come funziona.

I dati Istat nel report “Viaggi e vacanze in Italia e all’estero” del 2023 indicano che i viaggi degli italiani sono rimasti stabili rispetto al 2022, ma ancora inferiori del 27% ai livelli pre-pandemia. In generale, viaggiare è diventato più costoso: alberghi e hotel hanno visto un aumento del 14%, i pacchetti vacanza nazionali del 16,1% e i voli nazionali addirittura del 37,8%. A tutto ciò si aggiungono ulteriori rincari su ristoranti, trasporti e attrazioni turistiche e, in più, la tassa di soggiorno.

Quest’ultima è un’imposta che i comuni possono richiedere ai turisti che alloggiano nelle strutture ricettive locali. Nata nel 2011 per finanziare iniziative legate al turismo, alla manutenzione e al recupero dei beni culturali e ambientali, nonché dei servizi pubblici locali. Inizialmente adottata da 13 Comuni, oggi sono più di 1.000 le amministrazioni in Italia che la applicano, incluse le province autonome di Trento e Bolzano.

Classifica città italiane, top 10 delle più care

L’Osservatorio Nazionale sulla Tassa di Soggiorno di JFC ha rilevato che nel 2023 questa imposta ha generato 702 milioni di euro, con un aumento del 9,5% rispetto al 2022, e si stima che supererà gli 800 milioni di euro nel 2024.  Il calcolo dell’imposta varia a seconda del Comune: alcuni applicano una quota fissa per tipo di struttura, altri la basano sul costo della camera, e alcuni adottano una tariffa unica. Inoltre, da poco è stata introdotta la possibilità di aumentare la tassa fino a un massimo di 10 euro. Non mancano però anche esenzioni per minori (o, in diversi comuni, bambini al di sotto di 10 anni) e alcune categorie protette.

Ecco quali sono le città italiane dove attualmente la tassa di soggiorno è più cara:

  1. Roma: chi soggiorna in una struttura a 5 stelle paga 10 euro a notte, con una media di 5,50 euro (dai 3 ai 7 euro al giorno) rispetto ai 3,70 euro del 2023. Tuttavia, nel 2025, in occasione dell’anno del Giubileo, la tassa di soggiorno negli hotel a cinque stelle potrà aumentare fino a 12 euro per persona a notte;
  2. Firenze: il comune ha recentemente aumentato la tassa di soggiorno a 8 euro a notte;
  3. Venezia: oltre alla cifra attuale, che può arrivare fino a 5 euro, dal 25 aprile verrà introdotto anche un contributo fisso di 5 euro per i visitatori giornalieri;
  4. Milano: c’è stato un leggero aumento per gli alberghi a 3 e 4 stelle, che ora richiedono 4,50 euro rispetto ai 4 euro dell’anno scorso;
  5. Napoli: qui i turisti possono pagare dai 3 ai 5 euro al giorno, a seconda delle struttura ricettiva;
  6. Torino: la tassa di soggiorno può variare tra 1,30 euro a 5 euro;
  7. Palermo: il costo varia da 1,50 euro a 4 euro al giorno;
  8. Perugia: la tassa di soggiorno arriva a un massimo di 5 euro;
  9. Siena: per i soggiorni a 5 stelle si spende non più di 5 euro;
  10. Portofino: anche qui il massimo oscilla tra i 3 e 5 euro.

Come funziona nel resto del mondo e in Europa

Oltre all’Italia, anche nel resto del mondo tassare i turisti sta diventando ormai sempre più comune. La tassa di soggiorno è vista dalle amministrazioni sia come una fonte di finanziamento che come uno strumento per combattere il fenomeno dell’overtourism.

Ad esempio, l’anno scorso la Costa Azzurra ha incrementato del 34% la sua tassa di soggiorno, destinando i proventi al miglioramento delle ferrovie nel sud-est francese. Recentemente, anche Barcellona ha aumentato la sua imposta di soggiorno, sempre in Spagna, a Formentera, la tassa per l’accesso con auto o moto è stata addirittura raddoppiata. Mentre la Norvegia sta valutando di introdurla per finanziare la manutenzione delle infrastrutture turistiche.

L’auspicio è che questi fondi siano sempre reinvestiti in servizi che migliorino sia l’esperienza dei turisti che dei residenti locali, nel pieno rispetto dei valori del turismo sostenibile. In generale, è evidente che questa tassa diventerà una componente sempre più rilevante dei costi di viaggio nel prossimo futuro.