A partire da gennaio 2024 le tasse sulle auto elettriche importate dal Regno Unito potranno subire un considerevole aumento. Lo scenario non è particolarmente roseo per l’industria automobilistica inglese ed europea.

La mobilità elettrica privata stenta a decollare a pieno regime a causa, principalmente, degli elevati costi di acquisto dei veicoli elettrici. In molti paesi, compresa l’Italia, si sta cercando infatti di ridurre il prezzo dei mezzi a batteria lavorando a diverse proposte, come il noleggio agevolato delle auto elettriche, l’introduzione di appositi incentivi o la messa a disposizione di servizi per una mobilità più green e conveniente.

A livello europeo, tuttavia, vi sono alcune novità che potranno incidere negativamente sul mercato delle macchine elettriche. Segnali di allarme provengono, in particolare, dai produttori automobilistici britannici che si troveranno, a breve, a fare i conti con nuovi rincari sulle tasse per le auto elettriche.

Nuove tasse sulle auto elettriche dal 2024

Lo scenario di preoccupazione è legato ad una delle conseguenze della Brexit, il processo di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Si fa riferimento, per la precisione, all’imminente termine dell’Accordo sugli scambi e la cooperazione tra l’UE e il Regno Unito (TCA). Questo, nato per tutelare gli interessi dell’Unione Europea e garantire condizioni di concorrenza leale a seguito della Brexit, è entrato in vigore a maggio 2021 e andrà a scadenza al 31 dicembre 2023.

Tra le misure introdotte dalla Direttiva una riguarda proprio il commercio dei veicoli elettrici tra il Regno Unito e i paesi dell’UE. La norma ha stabilito una temporanea esenzione dal pagamento dei dazi doganali per esportare i veicoli elettrici di fabbricazione britannica in Europa.

Con la scadenza dell’Accordo tale esenzione verrà meno e si andrà incontro all’applicazione di una tassa del 10% sulle compravendite delle auto elettriche tra UE e Regno Unito.

Vendita auto elettriche tra UK e UE: cosa cambierà

Nello specifico, le regole attualmente in vigore prevedono che, per non pagare dazi doganali maggiorati, solo il 40% del valore del veicolo elettrico e il 30% della batteria debbano provenire dal Regno Unito o dall’UE.

Tali soglie, a partire da gennaio 2024, subiranno dunque un aumento che porterà un incremento delle tasse per l’export delle auto elettriche tra Regno Unito e paesi Europei di ben 10 punti percentuali.

Questo aumento potrà non essere applicato esclusivamente per le auto elettriche che verranno prodotte per oltre il 45% in UK o in un paese dell’Unione.

Gli effetti delle nuove tasse

Tra gli effetti del nuovo dazio vi sarà, inevitabilmente, l’innalzamento dei prezzi di vendita delle macchine a batteria e la cessione di una buona quota di mercato ai produttori del resto del mondo.

Tale conseguenza si rivelerebbe controproducente per l’industria automotive europea impegnata nelle produzione dei mezzi green. E in particolare per il mercato automobilistico inglese, attualmente in difficoltà anche a causa dei rincari delle assicurazioni per i veicoli EV.

Proposte per contrastare le tasse sulle auto elettriche

Il solo modo per contrastare le nuove tasse sulle auto elettriche previste dal prossimo gennaio è legato alla possibilità che i paesi coinvolti possano produrre autonomamente le parti che compongono i veicoli, e in particolar modo le batterie, attualmente fabbricate in larga misura nei paesi asiatici.

Per lavorare a tale possibilità c’è però bisogno di tempo. Proprio per questo la Society of Motor Manufacturers and Traders (SMMT), società che rappresenta i produttori e i commercianti di automobili in UK, e la European Automobile Manufacturers’ Association (ACEA), il Gruppo che riunisce i produttori dell’industria automobilistica a livello europeo, hanno presentato una richiesta di intervento alla Commissione Europea, al momento in attesa di risposta.

In particolare, i rappresentanti di tali organismi ritengono che l’Europa dovrebbe sostenere maggiormente i comparti industriali del continente per favorire i processi di transizione ecologica e avvicinarsi più rapidamente ad uno scenario a emissioni zero, senza introdurre ostacoli come aumenti di costi o di tassazione.

Per riuscirci, chiedono SMMT e ACEA, sarebbe utile concedere una proroga di 3 anni all’attuale periodo di introduzione delle norme sulle batterie e consentire, così, all’industria automobilistica di realizzare una catena di fornitura interna per reperire in Europa tutti i materiali necessari alla produzione dei veicoli elettrificati.