Il caro carburanti riaccende la protesta dei tassisti. Unica Taxi Filt Cgil e Uiltrasporti chiedono un confronto urgente con il governo e avvertono: senza risposte, la categoria è pronta ad annunciare uno sciopero.
I sindacati dei taxi minacciano una nuova mobilitazione nazionale. A pesare è soprattutto l’aumento del prezzo dei carburanti, che si somma a una serie di problemi già aperti per la categoria e rende sempre più difficile sostenere i costi del servizio.
A lanciare l’allarme sono Unica Taxi Filt Cgil e Uiltrasporti, interpellate dall’ANSA. Le sigle spiegano di aver già chiesto un incontro al governo per discutere le criticità del settore, ma di non aver ancora ricevuto risposte. In assenza di un confronto, avvertono, lo scenario potrebbe essere quello di un vero e proprio fermo del servizio.
Caro carburanti: perché i taxi minacciano lo sciopero
Il nodo riguarda il peso dei carburanti sui bilanci dei tassisti. Per la categoria, spiegano le organizzazioni sindacali, la situazione è particolarmente delicata perché il servizio taxi opera con una tariffa amministrata, quindi non liberamente modificabile dagli operatori.
Questo significa che, mentre benzina e gasolio aumentano, i tassisti non possono adeguare in autonomia le tariffe per compensare i maggiori costi. A rendere il quadro ancora più pesante ci sono poi le altre spese di gestione delle vetture, dalla manutenzione agli oneri quotidiani legati all’attività.
Secondo i sindacati, il problema non può essere scaricato soltanto sui lavoratori del settore. Per questo chiedono un intervento del governo, attraverso misure di sostegno come incentivi, detrazioni fiscali o strumenti che consentano ai Comuni di introdurre tariffe differenziate.
Le richieste al governo e il rischio mobilitazione
Unica Taxi Filt Cgil e Uiltrasporti chiedono quindi l’apertura di un tavolo urgente con l’esecutivo. L’obiettivo è affrontare sia l’emergenza dei costi sia le questioni regolatorie rimaste in sospeso, a partire dal rapporto tra taxi e piattaforme digitali.
I sindacati insistono sulla necessità di trovare soluzioni che permettano di mantenere sostenibile il servizio senza penalizzare né gli operatori né gli utenti. Il timore è che, senza interventi, il caro carburanti e l’aumento generale dei costi rendano sempre più difficile garantire il servizio alle condizioni attuali.
Per ora la categoria attende una convocazione. Ma il messaggio al governo è chiaro: se non arriveranno risposte, i tassisti sono pronti a passare alla mobilitazione e a proclamare uno sciopero. Se dovesse essere confermato, bisognerà ripiegare sul trasporto pubblico locale: per evitare perdite di tempo e code nei punti vendita è possibile acquistare in anticipo i biglietti sfruttando i servizi per i mezzi pubblici in app.
Chi preferisce non dipendere dal trasporto pubblico può orientarsi verso soluzioni alternative ormai diffuse in molte città. I servizi di mobilità condivisa, come biciclette in sharing, scooter e monopattini elettrici, rappresentano un’opzione flessibile soprattutto per gli spostamenti brevi, consentendo di aggirare eventuali interruzioni del servizio.








