Nei Paesi Bassi le nuove videocamere intelligenti contro l’uso dello smartphone al volante hanno fatto impennare le sanzioni e gli incassi. In Italia si guarda a soluzioni simili, tra Tutor evoluti e TruCam di ultima generazione.

Negli ultimi dodici mesi la sicurezza stradale olandese ha conosciuto una svolta grazie all’introduzione di sistemi automatizzati capaci di individuare chi utilizza lo smartphone alla guida. I numeri parlano chiaro: le contravvenzioni sono passate da 154.408 nel 2024 a 248.020 nel 2025, generando circa 90 milioni di euro di entrate. Un incremento significativo attribuibile in larga parte ai cosiddetti focusflitsers, dispositivi che da soli hanno prodotto oltre 73.000 multe.

Il dato evidenzia non solo un aumento dei controlli, ma anche l’efficacia delle tecnologie adottate per contrastare una delle principali cause di distrazione al volante. Vediamo nel dettaglio come funzionano.

Come operano le telecamere anti-smartphone alla guida

I focusflitsers sfruttano algoritmi di intelligenza artificiale e sistemi avanzati di analisi delle immagini per riconoscere comportamenti sospetti, come la presenza del telefono in mano o posture incompatibili con una guida corretta. L’efficacia del sistema ha convinto le autorità dei Paesi Bassi a pianificare l’installazione di 50 apparecchi distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Secondo le amministrazioni, l’obiettivo primario resta la riduzione degli incidenti stradali legati alla distrazione. Tuttavia, non sono mancate critiche: associazioni civiche e sostenitori della tutela della privacy hanno sollevato dubbi sulla qualità delle immagini, sulle procedure di verifica delle infrazioni e sulla gestione dei dati personali raccolti.

In Italia, il percorso è ancora in evoluzione, specialmente dopo l’avvento del nuovo Codice della Strada. Fino a poco tempo fa l’accertamento dell’uso del cellulare era affidato quasi esclusivamente ai controlli diretti delle pattuglie. Oggi si stanno diffondendo strumenti omologati in grado di notificare automaticamente le violazioni.

Tra le tecnologie più discusse figurano i TruCam di nuova generazione e i Tutor avanzati installati sulle principali arterie, dispositivi che non si limitano più al controllo della velocità ma possono rilevare ulteriori comportamenti irregolari, incluso l’utilizzo del telefono.

Opportunità e criticità dei sistemi automatici

L’impiego di apparati automatizzati offre indubbi vantaggi: monitoraggio continuo delle strade più trafficate e maggiore capacità di individuare infrazioni rispetto al passato. Al tempo stesso emergono questioni delicate, come la necessità di procedure trasparenti per il riesame delle sanzioni e la possibilità per gli automobilisti di contestare eventuali errori.

Gli esperti sottolineano che la tecnologia non può sostituire del tutto l’azione educativa: accanto ai controlli servono campagne di sensibilizzazione e interventi strutturali sulla viabilità per modificare davvero i comportamenti alla guida. Le amministrazioni ribadiscono che l’intento non è incrementare le entrate, ma diminuire il numero di incidenti legati alla distrazione.

Il parere degli esperti: il dibattito resta aperto

La comunità scientifica invita a valutare con attenzione costi, benefici e impatto normativo di questi sistemi, soprattutto per quanto riguarda la protezione dei dati personali. In Italia il confronto è aperto: adottare integralmente il modello olandese oppure puntare su un approccio misto che combini strumenti tecnologici e presenza delle forze dell’ordine?

Per chi guida, la regola resta semplice: evitare di usare lo smartphone al volante è la scelta più sicura e l’unica in grado di prevenire incidenti e sanzioni. Nel frattempo, il dibattito sull’impiego delle telecamere intelligenti è destinato a intensificarsi anche nel resto d’Europa.