Nel sud-ovest della città, le interminabili piste d’atterraggio sono le direttrici di un parco senza alberi né funzioni prestabilite: uno spazio amato dai cittadini e minacciato dai nuovi progetti edilizi

La sorte dei grandi spazi urbani dismessi solitamente segue due strade: l’abbandono o la trasformazione radicale. L’ex aeroporto berlinese Tempelhofer feld ha seguito una terza via: è rimasto quello che era – un aeroporto, appunto, con le sue sconfinate piste di decollo e di atterraggio – e così, in tutta la sua vastità e assenza di infrastrutture, è stato semplicemente aperto ai cittadini.

Foto: Giulia Foschi

Da quasi vent’anni, questo vuoto di 355 ettari tra i quartieri di Neukölln e Schöneberg è abitato quotidianamente da jogger, ciclisti, persone di ogni età che passeggiano, si riposano, dormono, leggono, grigliano, fanno pic-nic, ballano, coltivano l’orto, pascolano pecore, percorrono coi pattini o con lo skate le infinite piste. Recentemente sono nati un paio di biergarten che si perdono nell’immensità del paesaggio senza interromperlo, ma per il resto non c’è nulla – neppure alberi – e non serve nulla. Al tramonto, si può vedere il sole che cala all’orizzonte quasi come su un immaginario mare. Ecco perché questo spazio libero, privo di una specifica funzione, è così speciale e così prezioso.

Foto: Giulia Foschi

Da aeroporto a parco pubblico: la lunga storia di Tempelhofer Feld

Prima di diventare un parco pubblico diverso da tutti gli altri, Tempelhofer Feld è stato molte cose: terreno agricolo, piazza d’armi, aeroporto, simbolo della Guerra Fredda. Già nel XVIII secolo l’area veniva usata come campo per parate ed esercitazioni militari; negli anni Venti del Novecento fu trasformata in aeroporto, diventando uno dei primi scali commerciali della Germania. Il grande edificio ancora visibile oggi venne realizzato in epoca nazista, tra gli anni Trenta e Quaranta, seguendo un progetto monumentale che doveva rappresentare la potenza del regime.

Foto: Giulia Foschi

Durante la Seconda guerra mondiale l’area fu utilizzata dall’industria bellica e, dopo il 1945, l’aeroporto assunse un ruolo decisivo nella storia di Berlino Ovest: durante il blocco sovietico del 1948-49 fu uno dei principali punti di arrivo del ponte aereo alleato, con voli di rifornimento continui che lo trasformarono in un simbolo di sopravvivenza urbana. Chiuso definitivamente al traffico aereo nel 2008, con la prospettiva dell’apertura dell’aeroporto di Brandeburgo (che in realtà venne rimandata di ben 12 anni) venne riaperto al pubblico e restituito alla città nel 2010.

Foto: Manuel Frauendorf. Fonte: tempelhoferfeld.de

Progetti civici, giardini e autogestione

Una delle caratteristiche più berlinesi del Tempelhofer Feld è la presenza dei progetti di cittadinanza attiva. Dal 2011, questi progetti integrano l’offerta ricreativa con attività culturali e sociali. Tra le più note c’è Allmende-Kontor, orto comunitario interculturale: oltre 500 persone coltivano circa 5.000 metri quadrati dell’ex aeroporto, trasformandolo in uno spazio di incontro tra residenti, bambini, gruppi ambientali, ricercatori e visitatori.

Foto: Ole Bader. Fonte: tempelhoferfeld.de

Ci sono poi orti di quartiere, aule verdi, laboratori ambientali, spazi artistici, officine per biciclette, una galleria d’arte, un mini golf artistico, progetti di mobilità e iniziative dedicate all’inclusione. Nelle sere primaverili le persone si ritrovano a ballare lo swing. C’è anche Haus 104, un edificio pensato per rafforzare la presenza della società civile sul campo che può ospitare incontri, feste scolastiche, conferenze, iniziative di quartiere e progetti orientati al bene comune. Tutto ciò nasce dal basso e per questo mantiene una grande spontaneità e soprattutto non modifica l’essenza di questo spazio che può essere vissuto come si vuole.

Foto: Giulia Foschi

Natura, educazione ambientale e tutela

Tempelhofer Feld è anche un laboratorio ecologico urbano. Nelle grandi praterie tra le piste si è sviluppata negli anni una flora particolare, con numerose specie vegetali, alcune rare. Il programma Campus Stadt Natur organizza visite guidate e workshop per adulti, famiglie e scuole su temi come flora, fauna, uccelli, api, suolo urbano, clima e gestione dello spazio aperto. Ci sono poi spazi pensati per i bambini, come la Tempelschlucht, area naturale di circa un ettaro con colline modellate, pompa d’acqua, sabbia, argilla e materiali naturali per il gioco libero.

Foto: Konstantin Borner. Fonte: tempelhoferfeld.de

Il futuro di Tempelhofer Feld

Occorre dire che non è tutto così idilliaco come può sembrare: Tempelhofer Feld resta uno spazio conteso. Nel 2014 un referendum cittadino ne ha bloccato l’edificazione, sancendo la tutela di questo enorme vuoto urbano come spazio collettivo. È chiara dunque la volontà degli abitanti di Berlino. Tuttavia, da allora, complice la crescente crisi abitativa, l’ipotesi dell’edificazione di una parte dello spazio dell’ex aeroporto continua ciclicamente a riproporsi.

Foto: Giulia Foschi

Qualche mese fa la CDU, il partito conservatore che attualmente governa la città-Land di Berlino con il sindaco Kai Wegner, ha rilanciato l’idea di costruire lungo i margini del Feld fra i 20.000 e i 30.000 appartamenti, mantenendo libera la parte centrale del parco. L’area destinata all’edificazione, pur se relegata alla zona perimetrica, coprirebbe un terzo dell’area complessiva. La proposta ha riaperto una frattura che accompagna Tempelhof fin dalla sua trasformazione in spazio pubblico: da un lato la necessità di nuove case in una città sempre più cara; dall’altro la difesa di un vuoto urbano unico al mondo, usato ogni giorno da migliaia di persone e considerato fondamentale anche per il clima, la biodiversità e la qualità della vita.

Foto: Giulia Foschi