La mobilità sta cambiando sia a livello sociale, sia sul piano ambientale. Rispetto alla mobilità come l’abbiamo intesa fino ad oggi, nel 2024 sarà più focalizzata sulla sostenibilità e sul contenimento dei costi, grazie anche all’impiego di fonti di alimentazione sempre più green e all’introduzione dell’intelligenza artificiale negli autoveicoli. In questo articolo vediamo nel dettaglio quali sono i trend di mobilità sostenibile del 2024 che hanno già iniziato a modificare il nostro modo di muoverci in Italia e nel mondo. 

Rispetto al passato, oggi esistono tante alternative all’automobile per spostarsi in città, come l’utilizzo di mezzi di mobilità dolce o veicoli di micromobilità elettrica di proprietà o in sharing.
Benché queste siano due alternative all’utilizzo della propria auto già affermate da qualche anno in Italia (soprattutto nelle grandi città e nei contesti turistici come il turismo outdoor), un recente studio sulla mobilità nel nostro Paese ha fatto emergere l’attuale tendenza degli italiani a preferire ancora la propria vettura anche per gli spostamenti brevi.

La prospettiva per quest’anno, però, è diversa: ecco quali sono i trend sulla mobilità nel 2024 e cosa possiamo aspettarci, sia da parte dei cittadini che dalle imprese.

La circolazione commerciale su strada è sempre più green

Nel corso del 2024, anche a seguito delle pressioni normative imposte dall’Unione Europea per lo stop ai veicoli inquinanti, le case automobilistiche e le aziende del settore trasporti saranno chiamate ad un impegno ancora maggiore per ridurre l’impatto ambientale.

A partire dal 1° gennaio è stata, infatti, introdotta l’obbligatorietà del Bilancio di sostenibilità per le aziende che operano nel mondo dei trasporti e che rientrano in specifici parametri. Il documento deve includere, tra le varie informazioni, la misurazione delle emissioni di gas inquinanti e le strategie pianificate per limitare i danni ambientali.

Segnali positivi arrivano anche dal settore dell’idrogeno verde, da molti visto come la chiave del processo di decarbonizzazione energetica. Affinché il passaggio dai carburanti tradizionali all’idrogeno diventi realtà, sarà di cruciale importanza rendere il costo di questa energia “green” più competitivo e, simultaneamente, colmare il divario normativo attuale che costituisce ancora un ostacolo agli sviluppi del settore, sia dal punto di vista infrastrutturale che regolamentare.
L’impiego dell’idrogeno verde, prodotto da fonti completamente sostenibili, costituisce una svolta significativa nel percorso verso la transizione energetica, soprattutto se utilizzato nei veicoli commerciali e nei mezzi pesanti, che risultano molto più complessi da alimentare con elettricità.

L’intelligenza artificiale diventa parte integrante del nostro modo di muoverci

l’Unione Europea sta incentivando il settore dei trasporti ad aumentare l’uso delle nuove tecnologie dotate di intelligenza artificiale affinché l’intero sistema risulti più pulito, più sicuro e più efficace. Come ha sottolineato Adina Valean, Commissario europeo per i Trasporti, «Le tecnologie digitali hanno il potenziale per rivoluzionare il modo in cui ci muoviamo, rendendo la nostra mobilità più intelligente, più efficiente e anche più verde».
La crescente rilevanza dell’intelligenza artificiale nel settore automotive costituisce, quindi, un elemento cruciale e sempre più significativo: una tendenza che si allinea agli sviluppi osservati fino al 2023 e che probabilmente continuerà a caratterizzare il 2024 e oltre. L’intelligenza artificiale (soprattutto l’AI generativa) non rappresenta soltanto una tecnologia innovativa, bensì una forza trasformativa capace di rivoluzionare il modo in cui vengono gestite e ottimizzate le operazioni di trasporto. Non solo, infatti, contribuisce a migliorare la mobilità e la sicurezza prevenendo incidenti (pensiamo ai sistemi di sicurezza e di monitoraggio integrati nelle auto connesse), ma ottimizza anche i percorsi di viaggio tramite applicazioni installate nel veicolo che consentono di avere in tempo reale una panoramica del traffico, dei distributori di benzina e delle colonnine elettriche presenti nel tragitto.

Mobilità più sicura: sempre più zone con limite a 30 km orari

Nel corso del 2023, il concetto delle “Città 30” ha registrato un’importante evoluzione in Italia, con diverse città che hanno abbracciato questo modello per migliorare la sostenibilità e la qualità della vita urbana.
Il 16 gennaio 2024 Bologna è stata la prima città italiana a ridurre il limite di velocità a 30 km/h nella maggior parte delle strade urbane, allineandosi così alla coalizione delle più grandi “Città 30” europee come Madrid, Parigi, Lione, Valencia e Helsinki. Sta seguendo lo stesso esempio la città di Milano che, in base al trend della mobilità urbana sostenibile del 2024, ha iniziato ad abbassare i limiti di velocità in diverse zone. Sulla stessa scia, anche Bergamo e Parma sono pronte a seguire Bologna e diminuire il limite di velocità a 30 km/h. La questione sull’applicazione o meno del limite a 30 km/h si presenta ancora controversa, ma – nonostante le polemiche di una parte dell’opinione pubblica e degli operatori dei trasporti – il modello europeo ha dimostrato che la riduzione dei limiti di velocità si traduce in un sostanziale alleggerimento del traffico, in una significativa riduzione degli incidenti e in un miglioramento della sicurezza, soprattutto per i pedoni.

Prosegue l’evoluzione della mobilità condivisa: Smart e Sharing Mobility

Dal punto di vista culturale, la rivoluzione più significativa nel campo della mobilità nel 2024 sarà innescata dalla condivisione dei mezzi. A livello mondiale, soprattutto nelle metropoli, si prevede che nel lungo periodo si abbandonerà gradualmente il tradizionale concetto di proprietà dell’automobile. Questa ipotesi è supportata da alcuni dati inconfutabili: innanzitutto, una vettura di proprietà rimane inutilizzata per il 90-95% del tempo e viene stimato che, in media, un’auto non venga adoperata per più di 10.000 km l’anno. Inoltre, il costo della gestione del veicolo è spesso insostenibile per molte persone. La mobilità condivisa ha, quindi, la capacità di affrontare in modo efficace ed economico queste sfide.
Il bike sharing, lo scooter sharing, il car sharing e il car pooling sono servizi che consentono il noleggio temporaneo (o la condivisione nel caso del pooling) di biciclette, scooter e auto, sia a titolo gratuito che a pagamento. Anche il microtransit, un servizio che adatta dinamicamente il percorso standard di un autobus o di un altro mezzo in base alle richieste degli utenti, sta velocemente prendendo piede per facilitare un trasporto più flessibile. Per rendere tutto questo (che in “termini tecnici” possiamo chiamare smart mobility) alla portata di più persone possibili, sono nate piattaforme digitali di mobilità intelligente che possono dare indicazione all’utente di tutti i servizi disponibili sul territorio italiano.

La sperimentazione MaaS (Mobility as a Service) continua nel 2024

Alla fine dell’anno appena trascorso, le prime tre città pilota (Milano, Napoli e Roma) – hanno concluso la prima fase della sperimentazione del progetto “Mobility as a Service for Italy”, cioè la piattaforma digitale per pianificare gli spostamenti che permette di accedere a vari servizi di sharing e di trasporto pubblico.
Nel corso dell’anno 2024 verrà redatto un documento sulla base dei risultati dell’anno precedente, che permetterà di valutare l’efficacia della piattaforma e il relativo impatto. Nel contempo, verrà dato avvio alla seconda e alla terza fase della sperimentazione, che porterà l’estensione del progetto a ulteriori città e territori.
Le città coinvolte nella seconda fase sono Bari, Firenze e Torino, mentre i territori individuati per la terza e ultima fase includono la Provincia Autonoma di Bolzano e le Regioni Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Piemonte, Puglia e Veneto. In tal modo prosegue il piano del Governo italiano, che mira a integrare una varietà di servizi di trasporto pubblico e privato in un’unica piattaforma digitale.

Maggior diffusione ed accessibilità dei veicoli ibridi ed elettrici

In concomitanza con l’integrazione delle diverse forme di mobilità pubblica di cui abbiamo parlato poco fa, un altro trend di rilevanza che ci accompagnerà nel 2024 riguarda la crescente diffusione e accessibilità dei veicoli ibridi ed elettrici.
La stima di Motus-E confermerebbe la sempre più diffusa adozione di veicoli elettrici: le auto elettriche circolanti in Italia al 31 dicembre 2023 sarebbero più di 220.188, con un incremento del 35,11% rispetto allo stesso periodo del 2022.
Purtroppo, tra i grandi del Vecchio Continente, il nostro Paese rimane l’unico dove l’elettrico, come dicevamo, fatica a decollare a causa di molte incertezze. E se le auto elettriche a livello globale raggiungono il 19%, in Italia nel 2023 rappresentano ancora il 4,2%. Dunque, per accompagnare gli italiani verso questa transizione sarà necessario agire su più fronti. Un elemento cruciale in questo contesto è rappresentato dalla disponibilità di automobili con motore elettrico a prezzi sempre più competitivi, che possano essere accessibili ad un pubblico sempre più ampio di consumatori. In aggiunta, fondamentale sarà l’espansione delle stazioni di ricarica sul territorio pubblico, specialmente di quelle veloci, che potrà rendere la scelta dei veicoli elettrici ed ibridi più allettante anche per coloro che temono di rimanere improvvisamente “a piedi” per non aver potuto ricaricare la batteria in tempo utile. Parallelamente, ci si aspetta anche che l’utilizzo di energia solare ed eolica per la ricarica dei veicoli elettrici si diffonda maggiormente, con l’obiettivo di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale del settore dei trasporti.