Tesla ha aumentato i prezzi della sua Model 3 in Europa di 1.500 euro. L’azienda attribuisce l’aumento ai dazi imposti dall’UE sulle auto elettriche importate dalla Cina.

Tesla, noto marchio di veicoli elettrici guidato da Elon Musk, ha recentemente annunciato un aumento di 1.500 euro per tutte le versioni della sua Model 3 in Europa. L’azienda ha giustificato questa mossa citando i dazi imposti dalla Commissione Europea sulle auto elettriche prodotte in Cina.

Le ragioni dietro l’aumento dei prezzi di Tesla Model 3

La Model 3, ricordiamolo, viene prodotta nella Gigafactory di Shanghai e poi importata in Europa. Questi dazi, che sono giunti dopo quelli imposti dagli USA e che ammontano al 20,8% in più sulla tariffa standard del 10% per le importazioni extra-UE, hanno inevitabilmente aumentato i costi per l’azienda.

L’aumento riguarda tutte e 3 le versioni dell’auto:

  • Tesla Model 3 RWD, da 40.490 a 41.990 euro;
  • Tesla Model 3 Long Range, da 47.990 a 49.490 euro;
  • Tesla Model Performance, da 55.990 a 57.490 euro.

Tuttavia, alcune testate online di settore fanno notare che Tesla– la quale per altro appena 4 mesi fa aveva abbassato il listino della stessa Model 3- ha una storia di frequenti variazioni dei prezzi, spesso legate a strategie di marketing o a fluttuazioni dei costi delle materie prime. Pertanto è difficile determinare con certezza se i dazi siano davvero l’unico motivo dell’aumento.

Il modello base RWD rimane comunque sotto la soglia dei 42.700 euro: sarebbe dunque ancora compatibile con gli incentivi per le auto elettriche, qualora il Governo decidesse di rifinanziarli. Nel frattempo, altri produttori cinesi di auto elettriche, come MG, hanno deciso di non aumentare i prezzi, almeno per il momento.

L’impatto dei dazi sull’industria automobilistica

L’introduzione dei dazi sulle auto elettriche cinesi è una mossa protezionistica da parte dell’UE, volta a salvaguardare l’industria automobilistica europea dalla concorrenza. L’Unione teme che le auto elettriche cinesi, spesso più economiche grazie ai generosi sussidi governativi, possano inondare il mercato europeo e danneggiare i produttori locali.

Tuttavia, questa strategia potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. I dazi, infatti, potrebbero rallentare la transizione verso la mobilità elettrica in Europa, rendendo le auto elettriche meno accessibili per i consumatori.

La partita non è però ancora chiusa. I produttori coinvolti hanno tempo fino al 18 luglio per chiedere un’audizione alla Commissione Europea e contestare le analisi che hanno portato all’imposizione dei dazi. Tesla, BMW e SAIC hanno già fatto richiesta, sperando in un adeguamento delle aliquote.

La decisione finale della Commissione Europea è attesa per novembre. A quel punto sapremo con certezza se i dazi provvisori diventeranno definitivi e con quali aliquote. Il futuro dei prezzi delle auto elettriche in Europa è incerto. L’evoluzione della situazione dipenderà da diversi fattori, tra cui l’andamento dei dazi, le politiche governative in materia di incentivi e l’evoluzione della concorrenza tra i produttori.