Un incredibile spazio scenografico alla sommità di un bosco artificiale, tra memoria storica, intrighi della Guerra Fredda e gigantesche opere di arte muraria in continuo mutamento

A circa mezz’ora di metro dal centro di Berlino, direzione Ovest – quartiere di Grunewald – sorge una collina boscosa che ha in realtà ben poco di naturale. Anche se oggi è ricoperta da una folta foresta, è infatti interamente composta dai detriti della Seconda guerra mondiale e sulla sua sommità svettano delle grosse cupole bianche, in buona parte disfatte: difficile, senza esserne a conoscenza, riuscire a immaginare che cosa possano essere state, e cosa siano oggi. Teufelsberg, questo il nome della collina artificiale (alta solo 120 metri, abbastanza tuttavia per godere di un’ampia vista panoramica su tutta la città) è un luogo che nessun amante delle esplorazioni urbane e della street art dovrebbe perdersi: un museo a cielo aperto con oltre 400 opere di artisti internazionali in costante rinnovamento.

Foto: Giulia Foschi

Teufelsberg: le origini post belliche

La storia del Teufelsberg affonda le radici nelle macerie lasciate dai bombardamenti su Berlino. Sulla collina sorgeva un progetto ambizioso del regime nazista: la Wehrtechnische Fakultät, una facoltà tecnica militare voluta da Hitler e mai completata. Dopo il 1946, con la città in rovina e la necessità di smaltire enormi quantità di materiale, il Senato scelse il sito del Grunewald come deposito: tra il 1950 e il 1972 centinaia di camion accumularono circa 26 milioni di metri cubi di detriti, trasformando il terreno in una collina artificiale. A partire dal 1952 furono piantati alberi e arbusti per consolidare la collinetta, che divenne un elemento riconoscibile nel paesaggio boschivo occidentale di Berlino: fino alla fine degli anni Sessanta, Teufelsberg divenne a tutti gli effetti un parco pubblico frequentato dai cittadini, e in inverno una meta per slittini e sci improvvisati, essendo uno dei pochi punti in pendenza in una città completamente piatta. Una convivenza bizzarra tra una dimensione ludica e familiare e l’attività segreta che si svolgeva poco più in alto, dietro le membrane bianche delle cupole.

Foto: Giulia Foschi

Il fronte dello spionaggio occidentale

Con l’avvento della Guerra Fredda la posizione elevata e panoramica del Teufelsberg attirò l’attenzione delle forze occidentali. Tra il 1969 e il 1971 gli Stati Uniti vi costruirono una stazione radar permanente e a partire dal 1972 il sito divenne una delle principali installazioni della National Security Agency (NSA) fuori dai confini USA, utilizzata anche da reparti del British Army: 1500 persone vi operavano in turni 24 ore su 24, raccogliendo segnali e trasmettendo i dati ai centri di intelligence negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Il lavoro degli specialisti prevedeva l’uso di apparecchiature analogiche dell’epoca – sintonizzatori, nastri magnetici, schermi con oscilloscopi – e la collaborazione di linguisti, analisti e specialisti in crittografia.

Foto: Giulia Foschi

Il complesso funzionava come una vera e propria base autosufficiente, con edifici operativi, alloggi e infrastrutture tecniche, completamente isolata dal contesto urbano circostante. Le iconiche cupole – tecnicamente radome – avevano la funzione di proteggere le antenne sensibili al loro interno e di schermarne l’orientamento, rendendo invisibile dall’esterno la direzione delle intercettazioni. Dal Teufelsberg, per oltre vent’anni, vennero intercettate comunicazioni dall’Unione Sovietica, dalla Germania dell’Est e da altri Paesi del Patto di Varsavia. Questo periodo storico, del quale in realtà non molto è stato svelato, è ben illustrato nel percorso Declassified – The Secret of the Teufelsberg, che tra le stanze dell’ex stazione mostra documenti, foto e  interviste con testimoni dell’epoca.

Foto: Giulia Foschi

La rinascita creativa

La stazione fu dismessa nel 1992. Per anni l’area rimase abbandonata, gli edifici furono svuotati di ogni apparecchiatura e lasciati a deteriorarsi: finestre rotte, corridoi vuoti, cemento nudo e detriti. Writer e graffitari iniziarono a intrufolarsi, superando recinzioni o varcando zone vietate: un’attività clandestina che gettò le basi di quella che oggi è una galleria di arte urbana nel verde del Grunewald. Fortunatamente diversi progetti immobiliari non andarono in porto, così nel 2018 il complesso fu formalmente posto sotto tutela monumentale e oggi è gestito come spazio espositivo regolamentato, con visite a pagamento e percorsi in cui parte della street art è ufficialmente curata, mentre permessi specifici vengono dati agli artisti per dipingere liberamente in aree designate.

Foto: Giulia Foschi

Nel corso degli anni, a Teufelsberg sono comparse migliaia di opere, fra sovrascritture e lavori effimeri. La street art non è mai stata censita in modo sistematico: ogni stanza, corridoio o scala può cambiare volto nel giro di pochi mesi, rendendo il sito una sorta di organismo in continua evoluzione. Accanto a writer anonimi arrivati clandestinamente negli anni dell’abbandono, hanno lasciato tracce anche artisti noti della scena berlinese e internazionale, come Thierry Noir, tra i pionieri della street art sul Muro di Berlino, o El Bocho, riconoscibile per le sue figure femminili malinconiche. Molti interventi dialogano direttamente con la storia del luogo: occhi, volti e simboli di sorveglianza compaiono sulle pareti delle ex sale di ascolto. Forse, più che una galleria, Teufelsberg è un archivio temporaneo: le opere non sono pensate per durare, ma per essere viste e sovrascritte. L’impatto visivo è a dir poco potente e l’esplorazione – tra scalette interne ed esterne, molteplici punti di osservazione e l’enorme terrazza panoramica sulla sommità superiore – è di per sé un’avventura.

Foto: Giulia Foschi

Info pratiche

Per arrivare al Teufelseberg si prende la metro fino alla stazione Heerstraße S-Bahn. Da qui, si cammina per una mezz’ora, dapprima su strada, poi seguendo i sentieri nel bosco, finché si sbuca al cospetto di questo immenso complesso, con le sue opere murarie sgargianti ed enormi. In occasione di eventi (qui si organizzano feste di ogni genere, sessioni di yoga al tramonto, aperitivi e dj set: tenete d’occhio sito e profilo Instagram) possono essere previste delle navette. In auto si arriva un po’ più vicini (c’è un parcheggio a 10 minuti a piedi dal sito, inserite nel navigatore l’indirizzo Teufelsseechaussee 10, 14193 Berlin). Teufelseberg è aperto tutti i giorni dalle 11 del mattino al tramonto, salvo occasioni particolari (l’orario preciso varia in base alle stagioni, verificate sul sito); l’ingresso è a pagamento (10/12 euro). Oltre alla visita libera vengono organizzati tour guidati e tematici in diverse lingue.

Foto: Giulia Foschi