Le torri storiche svettano orgogliose nel cielo di grandi città e di piccoli borghi, testimoni imperturbabili di un passato di cui andar fieri. Dal Piemonte all’Abruzzo, dalla Toscana alla Sardegna, dal Veneto all’Emilia Romagna e alla Liguria, ecco quali sono le più belle d’Italia.
Secondo la definizione architettonica, la torre è una struttura in cui la verticale è maggiore, in proporzione, alla dimensione della sua base – caratteristica molto evidente, ad esempio, nella Torre Eiffel. Esistono in ogni parte del mondo e ovunque hanno sempre avuto un ruolo di rilievo, non solo per la funzionalità (torri di vedetta, campanili, minareti, torri del vento) ma anche come simbolo di prestigio, come le casetorri e le torri gentilizie.
Le torri storiche più belle in Italia
Nella maggior parte delle città e dei piccoli borghi italiani, le torri spiccano slanciate ed eleganti sopra gli altri edifici e molte volte diventano simbolo delle località in cui si trovano, come la Torre di Pisa. Spesso non è neanche necessario prenotare un volo per visitare una torre storica, basta guardarsi attorno per avvistarne una.
Alba: la Torre Sineo
Un tempo il soprannome di Alba, terra di tartufi nel cuore delle Langhe, in Piemonte, era “la città delle cento torri”, grazie alla sua fiorente attività edilizia tra la fine del Medioevo e l’inizio del Rinascimento, quando numerosi bastioni sorsero sia nel centro che nelle aree periferiche, non solo per difendere una delle città più importanti del Piemonte, ma anche come chiara espressione di potere.
Purtroppo il passare dei secoli ha quasi cancellato ogni traccia di queste imponenti strutture, lasciando intatte solo poche testimonianze, tra cui la Torre Sineo, la Torre Astesiano e la Torre Bonino, tutte nei pressi di Piazza Risorgimento.
La Torre Sineo risale probabilmente alla seconda metà del XII secolo ed è una delle torri sopravvissute nel centro medievale della città del cuneese. Domina con imponenza su via Cavour, via Vittorio Emanuele II e piazza del Duomo, sulla quale si affaccia la cattedrale di San Lorenzo. Costruita a scopo difensivo, la torre, di forma quadrata, ha mura spesse fino a un metro e mezzo e raggiunge un’altezza di circa 35 metri.
Asti: la Torre Troyana
Probabilmente edificata dalla famiglia Cortesi tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, la torre di Asti passò di mano nel 1250 ai Troia, che demolirono il palazzo dei Cortesi per erigere la propria prestigiosa dimora. Decisero però di preservare la torre, cui aggiunsero tre piani, ognuno marcato dalle cornici marcapiano in pietra e dalle eleganti bifore, un triplice coronamento ad archetti pensili e una merlatura in stile ghibellino.
A fine Trecento il palazzo e la torre si aggregarono al complesso demaniale di Palazzo Ducale, il quale, nel 1420, fu concesso in uso al Comune, che installò sulla torre la campana pubblica. Ancora nell’Ottocento la campana della torre segnava l’orario e la ritirata per la notte, ma annunciava anche l’apertura delle scuole, la chiusura delle botteghe e richiamava il pubblico per l’inizio delle punizioni in piazza.
Restaurata tra il 1997 e il 1999, la torre presenta una base quadrata con lato esterno di 5,90 m e interno di 3,30 m. La sua altezza è di 36,6 metri al piano dei merli e 44 metri alla sommità della lanterna.
Milano: la Torre del Filarete al Castello Sforzesco
Tra i simboli più iconici di Milano c’è senza dubbio la Torre del Filarete del Castello Sforzesco. Progettata nel 1452 da Antonio Averulino, detto il Filarete, su ordine di Francesco Sforza, rappresentava l’espressione del potere della famiglia Sforza. La torre però fu in seguito destinata a deposito di polvere da sparo e, nel 1521, subì un crollo che segnò la fine della struttura originaria.
L’attuale edificio è il risultato di una completa ricostruzione affidata all’architetto Luca Beltrami, che lavorò sui documenti e sulle fonti iconografiche rinascimentali. Situata al centro del Castello Sforzesco, la torre, alta 70 metri, fu inaugurata il 24 settembre 1905, in vista dell’Esposizione Universale del 1906, e dedicata a re Umberto I, vittima dell’attentato di Monza nel 1900.
Tra i particolari che ne caratterizzano l’aspetto, l’orologio ornato da un sole raggiante ispirato alle insegne degli Sforza, la statua di Sant’Ambrogio posta nella nicchia centrale e sei stemmi – tre a sinistra e tre a destra – che richiamano le figure di Francesco Sforza, Galeazzo Maria, Gian Galeazzo, Ludovico il Moro, Massimiliano e Francesco II.
Genova: la Lanterna
Il faro di Genova, noto come la Lanterna, è uno dei simboli più iconici della città. Con i suoi 77 metri d’altezza – per raggiungerne la cima ci sono ben 365 gradini – è il faro più alto del Mediterraneo, il secondo più alto d’Europa e il terzo più antico tra quelli ancora attivi, con quasi 500 anni di età.
Il faro intermittente, capace di illuminare fino a una distanza di 33 miglia, si erge su uno scoglio di 40 metri, nello stesso luogo dove un tempo sorgeva la fortezza della Briglia, antica torre di segnalazione e successivamente sede della guarnigione francese. La Lanterna è strutturata in due sezioni, sormontate da eleganti archetti pensili. Edificata nel 1543, mantiene ancora oggi un aspetto saldo e imponente. Al suo interno è ospitato il Museo della Lanterna: nelle sale iniziali si racconta la sua affascinante storia, mentre nelle ultime, dette dei “Cannoni”, sono esposti fari e fanali.
Savona: la Torre del Leon Pancaldo
La Torre Leon Pancaldo, chiamata anche Torre della Quarda e Torretta, rappresenta uno dei simboli più distintivi di Savona, in Liguria. La sua prima menzione documentata risale al 1392. Inserita nella cinta muraria della città, la torre è dedicata al navigatore savonese che accompagnò Ferdinando Magellano nel suo epocale viaggio per mare intorno al mondo. Caratterizzata da una pianta quadrata di circa sei metri per lato, la torre è alta circa 23 metri. Sulla sommità si distingue la merlatura tipica delle costruzioni medievali, mentre il lato rivolto verso il mare è impreziosito da un affresco realizzato nel XVIII secolo che raffigura lo stemma della Repubblica di Genova.
Venezia: la Torre dell’Orologio di Piazza San Marco
La Torre dell’Orologio di Venezia, in Piazza San Marco, è un capolavoro di architettura rinascimentale. Progettata da Mauro Codussi e costruita tra il 1496 e il 1499, nel corso dei secoli la torre ha subito ampliamenti e modifiche, in particolare nel 1506 e nel 1757, che l’hanno portata alla sua configurazione attuale. Sulla sommità della torre si trovano i famosissimi Mori di Venezia, due statue in bronzo alte circa due metri e mezzo che raffigurano due pastori che battono le ore sulla grande campana. Sono due i quadranti dell’orologio della torre: uno sulla facciata sud, su Piazza San Marco, e uno sulla facciata nord, verso la Merceria dell’Orologio, un’importante arteria commerciale del sestiere di San Marco.
Treviso: la Torre Civica
La Torre Civica di Treviso, eretta nel 1218 durante l’epoca comunale, fu integrata tra il 1265 e il 1268 nell’ampliamento del Palazzo del Podestà. Nel XIX secolo la torre subì una ricostruzione significativa che ne alterò l’aspetto originale: la lanterna sulla sua somma, già in stato di degrado, fu demolita insieme a gran parte della cella campanaria. La nuova struttura, alzata di alcuni metri, è coronata da merlature neoromaniche di stile ghibellino. Con un’altezza di 48 metri, la Torre Civica è la più alta della città.
Bologna: la Torre degli Asinelli
Con un’altezza di oltre 97 metri, la Torre degli Asinelli è la torre pendente medievale più alta d’Italia e, insieme alla Torre Garisenda, è il simbolo di Bologna. Costruita tra il 1109 e il 1119, offre dalla sua sommità – salendo 498 gradini – una vista panoramica straordinaria sul capoluogo emiliano. Uno dei punti migliori per ammirarne l’imponenza è da via Rizzoli.
Attualmente le visite alla Torre degli Asinelli sono sospese a causa dei lavori di restauro in corso sulla vicina Torre Garisenda. Piazza di Porta Ravegnana resterà chiusa fino al completamento degli interventi di messa in sicurezza. Per restare aggiornato in proposito, consigliamo di consultare la pagina del sito ufficiale.
Firenze: la Torre di Arnolfo
Alta 95 metri, la Torre di Arnolfo domina il centro storico di Firenze e sovrasta il Palazzo dei Priori, o Palazzo Vecchio. Progettata dall’architetto Arnolfo di Cambio, da cui prende il nome, la torre è stata costruita tra il 1299 e l’inizio del XIV secolo. 223 scalini portano alla sua cima per ammirare dall’alto la città e le colline circostanti. L’orologio originale della torre è stato sostituito nel 1667 con uno realizzato da Giorgio Lederle di Augusta, ancora oggi funzionante.
Lucca: la Torre Guinigi
La peculiarità che rende unica la Torre Guinigi di Lucca è il piccolo bosco di lecci sulla sua sommità. Con un’altezza di 44,25 metri, la torre è uno degli esempi più rappresentativi di architettura romanico-gotica lucchese ed è rimasta nel tempo intatta, insieme alla vicina Torre delle Ore. Costruita nel XIV secolo per volere della famiglia Guinigi, ricchi mercanti e banchieri, la torre era un simbolo di potenza. Per passeggiare tra i lecci della Torre Guinigi è necessario salire 230 gradini, ma la fatica è pienamente ripagata dall’esperienza.
Pisa: la Torre Pendente
Alta 57 metri, la Torre di Pisa – in Toscana – è uno dei monumenti più celebri al mondo, seconda solo al Colosseo, e simbolo del ricco patrimonio architettonico della città toscana, tanto che era tra le proposte per le Sette Meraviglie del Mondo Moderno. Questo campanile, parte integrante della Cattedrale di Santa Maria Assunta, si trova in Piazza del Duomo (o Piazza dei Miracoli), Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco dal 1987. La sua particolare inclinazione è dovuta a un cedimento del terreno argilloso e sabbioso su cui si trova, fenomeno che si manifestò già nelle prime fasi della costruzione, iniziata nel 1173, e che ha colpito altre due torri cittadine. Nonostante gli interventi di consolidamento nel corso dei secoli, la torre continua a pendere e i turisti di tutto il mondo continuano a farsi fotografare mentre fingono di tenerla in piedi.
San Gimignano: la Torre Grossa
Lo skyline di San Gimignano è caratterizzato dalle torri che svettano sulle colline toscane. In passato erano 72, ma oggi ne restano 14, tra cui la maestosa Torre Grossa. Situata in Piazza del Duomo, accanto al Palazzo Nuovo del Podestà, la Torre Grossa è la più alta della città: 54 metri. La sua costruzione iniziò il 21 agosto 1300 per completarsi nel 1311. È una delle poche torri accessibili al pubblico; salendo i suoi gradini, i visitatori possono godere di una vista panoramica indimenticabile sul borgo e sulle colline.
Siena: la Torre del Mangia
La Torre del Mangia, emblema di Siena, è stata edificata tra il 1338 e il 1348. Il suo nome deriva da Giovanni di Balduccio, il primo campanaro, soprannominato “Mangiaguadagni” per la sua propensione a sperperare denaro. Nel 1666 la grande campana, chiamata anche “Campanone” o “Sunto” in onore della Madonna Assunta, fu installata sulla torre. Questa campana, alta 2,34 metri, con un diametro di 1,98 metri e un peso di 6.764 chili, scandisce ogni giorno ancora oggi i momenti della vita cittadina, inclusi quelli legati al Palio.
Pacentro: la Torre Fantasma
Il Castello Caldora, o Castello Cantelmo, è un’antica fortificazione del XIV secolo che si trova a Pacentro, uno dei borghi più belli in Abruzzo. Tra le strutture principali dell’edificio si staglia nel cielo, a nord-est, la Torre Fantasma, che deve il suo nome alla storia del barone Roberto di Licinardo, che fece scolpire sulla torre il volto della moglie Margherita di Braj, dopo che ella, credendo erroneamente alla morte del marito, si tolse la vita gettandosi dalla sua sommità, più di 27 metri.
Il complesso comprende anche altre torri significative. La Torre del Re, alta 25 metri, si trova a nord-ovest, dietro il ponte levatoio, e prende il nome dal feudatario che, secondo la tradizione, si affacciava da essa durante la cerimonia di presa di possesso del castello. La Torre d’Assedio, situata a sud-est, è la più antica, con un’altezza di 12,95 metri. La sua sommità è tronca, danneggiata durante l’assedio del 1230 da parte delle truppe di Federico II di Svevia.
Stintino: la Torre della Pelosa
Situata a Stintino su un isolotto all’ingresso dello stretto dell’Asinara, la Torre della Pelosa è una delle più affascinanti fortificazioni sulle coste della Sardegna. Costruita prima del 1578, anno in cui sono documentati interventi di riparazione, la torre si erge per 10 metri di altezza e presenta un diametro alla base di 16 metri. Il suo nome deriva dalla vicina spiaggia “Sa Palosa”, così chiamata per la presenza di paglia marina. Questa struttura faceva parte di un sistema difensivo costiero istituito tra il XVI e il XIX secolo per proteggere l’isola dalle incursioni nemiche. La sua posizione strategica infatti permetteva il controllo del traffico marittimo tra l’Isola Piana e Capo Falcone.








