Percorri la Toscana in moto: strade da sogno, paesaggi da cartolina e borghi accoglienti che sembrano aspettarti. Se stai pensando a dove portare la tua moto per il prossimo giro tra curve e panorami, continua a leggere, perché questa guida potrebbe darti l’ispirazione giusta per partire domani.
La Toscana è una terra che sa parlare a chi ama viaggiare in moto. Dalle cime degli Appennini alle colline che degradano verso il mare, passando per vigneti, strade sterrate e castelli arroccati, ogni itinerario è un piccolo viaggio nel tempo. In questo articolo troverai alcune delle strade più belle d’Italia, attraverserai borghi medievali, scoprirai percorsi secondari poco battuti e ti verrà voglia di mettere la prima e partire.
È una guida pensata per chi ama i viaggi lunghi in moto, ma anche per chi vuole godersi un weekend o una giornata fuori porta. Che sia primavera o durante le vacanze di Pasqua, questi percorsi sono perfetti per rallentare e assaporare ogni curva. Ti porteremo alla scoperta di alcuni tra i borghi più belli della Toscana, incrociando le tappe del mitico Percorso Eroica, ti parleremo di luoghi legati alla storia e alla natura, senza dimenticare il piacere di una sosta per un bicchiere di rosso o una cena con vista sulle colline.
Le valli della Toscana in moto: gli itinerari più belli
La Toscana è fatta di vallate che raccontano storie diverse. C’è la Garfagnana, aspra e verde, dove le curve si arrampicano tra boschi e passi montani. C’è la Val d’Orcia, che sembra dipinta da un artista, con le colline tondeggianti e i cipressi ordinati come soldatini. Poi c’è il Chianti, dove tra una cantina e l’altra si snodano strade perfette per chi ama piegare dolcemente. E ancora la Val di Chiana, terra di sapori e dolcezza, e le Crete Senesi, paesaggio lunare da percorrere senza fretta.
Ecco quindi cinque itinerari da fare assolutamente in Italia, tutti pensati per chi guida la due ruote con calma e passione. Ogni percorso è un’esperienza a sé: alcuni sono più impegnativi, perfetti per chi cerca adrenalina e salite, altri sono l’ideale per chi vuole godersi un viaggio in moto rilassato, magari con la dolce compagnia di una due cilindri vintage.
Gita di un giorno in Val d’Orcia

Tra tutte le valli toscane, la Val d’Orcia è una delle più scenografiche da vivere in sella. Parliamo di una terra sospesa tra colline dorate, cipressi solitari, borghi medievali e vigneti a perdita d’occhio. Dal 2004 è Patrimonio dell’Umanità Unesco, e non a caso: tra le 100 strade più belle d’Italia, ogni curva sembra disegnata apposta per una cartolina. È l’itinerario perfetto per viaggiare con calma, godendoti il panorama curva dopo curva.
Montalcino, punto di partenza tra vigneti e fortezze
Si parte da Montalcino, in provincia di Siena. Se ami il buon vino, qui sei nel posto giusto: è la patria del Brunello, ma anche del Rosso di Montalcino. Vale la pena fermarsi un po’ per visitare il Duomo, il Palazzo dei Priori e la maestosa fortezza che domina il borgo. L’atmosfera è rilassata, e se ti va puoi già fare una prima sosta per un caffè o un bicchiere di rosso (solo se non sei alla guida, ovviamente!).
Tra curve e cipressi: San Quirico d’Orcia
Dopo Montalcino, prendi la SP14. Qualche chilometro tra i vigneti e arrivi a San Quirico d’Orcia, uno di quei borghi che sembrano usciti da un film. Passeggia per il centro, visita la Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta. Poco fuori dal borgo c’è uno dei luoghi più fotografati della Toscana: il boschetto di cipressi, vicino a Torrenieri. Non serve il GPS: lo riconoscerai dalle moto parcheggiate lungo la strada.
Pienza, la città ideale
Riprendi la marcia in direzione nord, lungo la SP146. Ti aspetta Pienza, la “città ideale” voluta da Papa Pio II. Anche lei è un Patrimonio dell’Unesco, e te ne accorgerai subito: ogni angolo è un gioiello. Il Duomo, Palazzo Piccolomini, la Chiesa di San Francesco: tutto merita una sosta. Senza dimenticare il pecorino locale, perfetto per uno spuntino con vista sulle colline.
La magia di Bagno Vignoni e la Madonna di Vitaleta
Da Pienza prendi la SR2 in direzione sud e poi svolta verso il borgo di Bagno Vignoni, dove troverai qualcosa di unico: al centro della piazza principale non c’è una fontana, ma una vasca termale alimentata da sorgenti naturali. Il posto è perfetto per respirare un po’ di tranquillità e fare foto indimenticabili. Prima di arrivarci, però, concediti una piccola deviazione verso la Cappella della Madonna di Vitaleta: si trova su una stradina sterrata tra grano e cipressi.
Castiglione d’Orcia e la Rocca di Tentennano
Lasciando Bagno Vignoni, dirigiti verso Castiglione d’Orcia. Anche qui ti aspettano piccoli tesori: la Pieve dei Santi Stefano e Degna, la Chiesa di Santa Maria Maddalena e soprattutto la Rocca Aldobrandesca. Fai una capatina anche nella frazione di Rocca d’Orcia per salire sulla Rocca di Tentennano: da lassù la vista è impagabile.
Sotto il Monte Amiata: Sant’Antimo e Radicofani
La SP della Badia di Sant’Antimo è una vera goduria da percorrere in moto. Curve dolci e paesaggi incredibili ti porteranno all’Abbazia di Sant’Antimo, immersa nel verde, un luogo che sprigiona una spiritualità silenziosa. Siamo nei pressi di Castelnuovo dell’Abate, ai piedi del Monte Amiata: il contrasto tra i cipressi ordinati e la montagna in lontananza è pura poesia. Ultima tappa: Radicofani, borgo affascinante lungo la Via Francigena. Qui puoi visitare la Rocca con il Museo del Cassero, la Chiesa di San Pietro e, se hai ancora un po’ di energia, perderti nei sentieri del Bosco Isabella, un modo perfetto per concludere il giro.
Due giorni per scoprire la Val d’Elsa

Hai due giorni liberi, la moto pronta e voglia di staccare dal solito giro? La Val d’Elsa è la risposta. Un angolo di Toscana dove le curve si snodano tra vigneti ordinati, oliveti, aree boschive e borghi “enogastronomici”. Qui l’uomo ha modellato il paesaggio con rispetto, lasciando che la natura e gli eventi storici convivessero in perfetto equilibrio. È una valle che racconta storie: quelle scritte da Leonardo da Vinci, Boccaccio e Pontormo, ma anche quelle che puoi vivere tu, chilometro dopo chilometro, tra una sosta panoramica e una visita in una cantina. In Val d’Elsa si viene per guidare, per godersi il panorama e per scoprire l’anima più autentica della Toscana. E magari anche per una degustazione di Chianti o per riportarsi a casa una bottiglia d’olio buono o un pezzo di ceramica artigianale.
Il percorso che ti proponiamo è lungo circa 150 km: da Siena fino al mare, tra strade che sembrano disegnate apposta per chi viaggia su due ruote.
Partenza da Siena: arte, storia e spirito toscano
Si parte da una delle città d’arte più belle d’Italia: Siena. Un altro Patrimonio dell’Unesco, cuore della Toscana medievale. Piazza del Campo, con la forma a conchiglia, è il suo simbolo più iconico, ma non fermarti lì: sali sulla storica Torre del Mangia per una vista spettacolare, entra nel Duomo per perderti tra i marmi bianchi e neri e visita la Libreria Piccolomini e il Battistero.
Monteriggioni: il borgo da fiaba
Lasciata Siena, la prima sosta è Monteriggioni. Il borgo è minuscolo, e ti lascerà a bocca aperta. Le mura medievali rimaste intatte e le torri merlate sembrano uscite da un romanzo cavalleresco. È anche una delle tappe più suggestive della Via Francigena. Parcheggia la moto fuori dalle mura e fai due passi. Da vedere: la Chiesa di Santa Maria Assunta, le mura percorribili a piedi e la Villa di Stomennano.
Il fascino medievale di Colle di Val d’Elsa
Riprendi la strada verso Colle di Val d’Elsa, nota per la lavorazione del cristallo (più del 90% del cristallo italiano viene prodotto qui!). Oltre all’artigianato, c’è un centro storico incantevole. Salendo verso la parte alta del borgo troverai la Concattedrale dei Santi Alberto e Marziale, Palazzo Pretorio e l’antica Porta Nova. Se ti va di sgranchirti un po’ le gambe, scendi nel Parco Fluviale dell’Alta Val d’Elsa: un’oasi verde perfetta per una pausa rigenerante.
Poggibonsi: la tappa inaspettata
La prossima tappa è spesso sottovalutata, ma Poggibonsi ha qualche sorpresa in serbo. A pochi passi dal centro trovi la Fonte delle Fate, una sorgente medievale che sembra uscita da un racconto fantasy. Sei già vicino alle Colline del Chianti e l’atmosfera cambia: il verde si fa più intenso, le curve più dolci. Qui puoi approfittarne per un pranzo in una trattoria o per una degustazione in una cantina, prima di ripartire verso un’altra delle meraviglie della Toscana.
San Gimignano: la Manhattan medievale
Quando arrivi a San Gimignano, capisci subito perché l’hanno soprannominata la “Manhattan del Medioevo”: le torri svettano all’orizzonte come grattacieli d’altri tempi. Anche questo borgo è Patrimonio dell’Unesco, e merita una visita con calma. Da non perdere: il Duomo, la Chiesa di Sant’Agostino, la Loggia del Comune e le torri più celebri, come la Rognosa o la Torre Grossa. Devi assolutamente assaggiare un gelato (uno dei più buoni d’Italia si trova qui) e curiosare tra le botteghe artigiane. Lascia la moto in uno dei parcheggi esterni e goditi la passeggiata.
Volterra: etrusca, medievale, autentica
La strada da San Gimignano a Volterra è un piacere da guidare: curve dolci, panorami mozzafiato, campi dorati e colline che si rincorrono. Cinta da mura possenti, Volterra si erge su un colle che guarda su tutta la valle. Qui puoi visitare l’Acropoli Etrusca, il Duomo, il Palazzo dei Priori e le botteghe dell’alabastro, materiale tipico della zona. Vale la pena salire fin su alla Fortezza Medicea per una vista spettacolare.
Fino al mare: da Cecina a Rosignano Solvay
Dopo tanta campagna, è ora di sentire l’odore del mare. Da Volterra prendi Via di Porta a Selci e punta verso Cecina, seguendo la Via Aurelia Nord. La strada è scorrevole, con qualche bel tratto panoramico, e l’arrivo sulla costa è liberatorio. Fermati a Cecina per un caffè o una passeggiata sul lungomare, poi prosegui fino a Rosignano Solvay. Le spiagge bianche ricordano i Caraibi, anche se sei in provincia di Livorno. Rilassati in spiaggia e magari fatti un tuffo: è il modo perfetto per concludere questo breve viaggio.
La Maremma in tre giorni

Tre giorni tra curve da piega perfetta, borghi medievali, colline assolate e tratti di costa dove il mare incontra la macchia mediterranea: è la Maremma. Prenditi un lungo weekend, carica le borse e preparati a vivere un’avventura tra terra e mare.
Giorno 1. Da Scansano a Pereta: profumo di vino e pietra antica
La cavalcata inizia da Scansano, nel Morellino, facilmente raggiungibile dalla Via Aurelia. Fatti un giro nel centro storico: la Chiesa di San Giovanni Battista, il Palazzo Pretorio e il Teatro Castagnoli meritano una sosta, ma soprattutto non perderti una visita in una cantina. Una degustazione di Morellino con vista sulle colline maremmane è il modo perfetto per cominciare il viaggio con lo spirito giusto.
Sali verso il Castello di Montorgiali o dirigiti alla frazione di Montepò, dove ti aspetta un altro castello tra i vigneti. In zona ci sono anche interessanti siti archeologici, come l’Aia Nova e la necropoli etrusca di Poggio Marcuccio.
Prosegui poi verso Pereta, piccolo borgo abbarbicato sulle colline, con la struttura medievale intatta e un’atmosfera raccolta che conquista subito. La Torre dell’Orologio e la Pieve di Santa Maria Assunta sono due chicche da non perdere.
Giorno 2. Orbetello, Capalbio e Manciano: la Maremma che guarda il mare
Da Pereta scendi verso la costa, ma non tralasciare una breve sosta al suggestivo Monastero di San Bruzio, un rudere in stile romanico immerso tra gli ulivi, a sud di Magliano in Toscana. Poi è tempo di spalancare il gas e puntare verso il mare.
La strada che porta all’Argentario è stupenda da percorrere in moto: curve panoramiche, odore di salmastro e panorami spettacolari. Una volta arrivato a Orbetello, prenditi un po’ di tempo per girare il promontorio costiero. Il periplo dell’Argentario è puro piacere motociclistico: salite, discese, tornanti e tratti affacciati sul blu del Tirreno. Se ti va, fai una deviazione fino a Porto Santo Stefano o Porto Ercole, ideali per un pranzo con vista mare.
Dopo la costa, si rientra nell’entroterra per scoprire due perle: Capalbio, la “piccola Atene” della Maremma, con le mura perfettamente conservate e l’atmosfera d’altri tempi, e Manciano, con la torre medievale e la vista che abbraccia tutta la valle.
Qui, volendo, puoi concludere la giornata con un bagno caldo: le Terme di Saturnia ti aspettano con acque sulfuree a 37,5° immerse nella natura. Per goderti al massimo l’esperienza, fermati a dormire nei dintorni.
Giorno 3. Borghi segreti e panorami da cartolina: Semproniano, Roccalbegna e dintorni
Il terzo giorno ti porta su strade più tranquille, ma non per questo meno emozionanti. Da Saturnia, segui le indicazioni per Semproniano, borgo arroccato e poco battuto dall’overtourism, dove sembra che il Medioevo non sia mai finito.
Da qui prosegui verso Rocchette di Fazio, minuscolo ma affascinante, e poi giù fino a Roccalbegna, che sembra uscito da un film fantasy. Il borgo è incastonato tra due rupi imponenti, su cui svettano il Cassero Senese e la Rocca Aldobrandesca.
Se hai ancora tempo (e carburante), potresti allungare verso la Riserva Naturale del Monte Labbro o salire fino al Monte Amiata. Le curve si moltiplicano, la vegetazione cambia, e la sensazione è quella di essere lontano da tutto, immerso in una Toscana quasi selvaggia.
Tra la Val di Cecina e la Val di Cornia

Questo giro tra Val di Cecina e Val di Cornia è l’ideale se cerchi una gita breve ma intensa, perfetta per un weekend o anche per una singola giornata ben organizzata. Il bello sta tutto nei dettagli: curve morbide, paesaggi da cartolina, borghi mai troppo affollati e una cucina che non delude mai. Non è lungo – circa 80 km in tutto – ma ogni chilometro è un invito a guardarti intorno e goderti la strada.
Partenza da Vada, con il bianco abbagliante del mare
L’itinerario inizia da Vada, una frazione di Rosignano Marittimo, e dalle sue incredibili spiagge bianche. Da qui si imbocca la SP39, una strada piacevole che ti porterà a Cecina, borgo di origine etrusca e punto di riferimento per chi cerca mare e pinete. Fermati al Museo Archeologico, oppure semplicemente prendi una pausa nei pressi della pineta del Tombolo, dove il verde abbraccia il mare.
Salite dolci e piccoli borghi: Casale Marittimo e Guardistallo
Lasciata Cecina, si devia sulla Variante Aurelia e poi si sale lungo la Strada Provinciale 146. Qui comincia la parte più scenografica del giro. Le curve si fanno più sinuose e davanti a te si aprono le suggestive colline della Val di Cecina.
Casale Marittimo è il primo gioiellino che incontrerai. Piccolo, raccolto, autentico. Fermati a visitare la Cappella della Madonna delle Grazie e poi perditi tra i vicoli lastricati: il silenzio è rotto solo dal vento.
Poco più avanti ecco Guardistallo, altro borgo medievale che vale una sosta. L’aria qui profuma di pane appena sfornato e legna arsa. Se hai fortuna, puoi capitare durante una delle sagre paesane che animano la piazza, come la Sagra della Crogiantina, in primavera.
Tra boschi e curve nella Riserva di Caselli: Canneto e Monteverdi Marittimo
Proseguendo verso l’interno, ti addentri nella Riserva Naturale di Caselli: qui il paesaggio cambia, si fa più selvatico, i pini si infittiscono e la strada si stringe. È il momento ideale per rallentare il passo e goderti ogni curva. Arrivi così a Canneto, minuscolo e raccolto, circondato da verde a perdita d’occhio. Pochi minuti per respirare l’atmosfera autentica del borgo, e poi via di nuovo verso sud lungo la SS329, con la prossima tappa che promette ben più di una sorpresa. Monteverdi Marittimo è uno di quei posti che non ti aspetti: un piccolo borgo che conserva monumenti sorprendenti come la Chiesa di Sant’Andrea, l’Oratorio del Santissimo Sacramento e le rovine del Monastero di San Pietro in Palazzuolo.
Castagneto Carducci e Bolgheri: borghi poetici
Da Monteverdi Marittimo la strada si apre su splendidi panorami e in breve raggiungi Castagneto Carducci, il borgo dove visse il poeta Giosuè Carducci. Il Castello di Castagneto domina lo sguardo e dalle terrazze la vista arriva fino al mare.
Qui una sosta è d’obbligo: tra enoteche e ristorantini, è il posto perfetto per assaporare un bicchiere di Bolgheri DOC con vista. A proposito di Bolgheri, eccoci al momento iconico del giro. Si imbocca la Strada Provinciale Bolgherese, un tratto di asfalto tra i più belli di tutta la Toscana, che serpeggia tra vigneti ordinati e fattorie storiche. L’ingresso a Bolgheri è da film: il leggendario viale dei cipressi, lungo oltre 4 km, celebrato da Carducci, è una di quelle immagini che ti restano dentro. Fermati, scatta, respira. Nel borgo passeggia tra le botteghe, assaggia qualcosa di locale e lasciati conquistare.
Arrivo a Bibbona: un finale in bellezza
Ultima tappa: Bibbona, a pochi minuti da Bolgheri. Il centro storico è un labirinto di viuzze in pietra, perfetto per un’ultima passeggiata prima di rientrare. Da vedere: la Pieve di Sant’Ilario, il Palazzo del Comune Vecchio e l’antica Rocca, testimone del passato medievale del borgo. Se vuoi concludere con gusto, Bibbona offre ottimi agriturismi e trattorie dove farti coccolare con i sapori della cucina maremmana: tagliatelle al cinghiale, crostini, vino rosso corposo e magari una grappa per chiudere in bellezza. E se vuoi passare una notte sotto le stelle, a Marina di Bibbona troverai le Bubble Room, trasparenti come bolle di sapone.
Il tour del Parco dell’Orecchiella, in Garfagnana

Se quello che cerchi è un giro in moto che unisca paesaggi montani, borghi e strade che sembrano disegnate apposta per piegare, questo itinerario nel cuore della Garfagnana fa al caso tuo. Si parte dal Parco dell’Orecchiella e si finisce quasi a ridosso del mare, attraversando le pieghe rocciose delle Alpi Apuane e delle colline toscane. Circa 100 km da goderti con calma, tra panorami che si aprono all’improvviso, boschi fitti e tornanti memorabili.
Si parte da Sillano Giuncugnano, nel cuore della Garfagnana
Il nostro viaggio comincia nel comune sparso di Sillano Giuncugnano, piccolo e appartato, nella parte più alta della Valle del Serchio. Qui si respira aria di montagna vera, quella che profuma di castagni, muschio e legna tagliata. Fai una sosta nella Chiesa di Sant’Antonio Martire (in località Varliano) oppure spingiti fino alla frazione di Rocca Soraggio, dove si conserva un antico crocifisso medievale, il Volto Santo, oggetto di devozione e memoria collettiva.
Dalla Pradarena a Castelnuovo: curve e borghi da esplorare
Lasciata Sillano, prendi la SP12 e risali verso il Passo della Pradarena. Questa strada è puro godimento: larga il giusto, curve fluenti, pochi veicoli e una vista che si apre su grandi vallate. Sei sul crinale tra Toscana ed Emilia Romagna, con l’Appennino che ti accompagna a ogni piega. Da qui la strada scende dolcemente verso Ventasso, per poi piegare di nuovo a sud lungo la SP47.
Dopo un tratto costeggiato da boschi e viste sull’acqua, arrivi al Lago di Pontecosi, un angolo tranquillo dove fermarsi per una foto o anche solo per sentire il rumore dell’acqua. Poco più avanti c’è Castelnuovo di Garfagnana, borgo affascinante e vivace, con la splendida Rocca Ariostesca, che porta il nome del poeta Ludovico Ariosto, qui governatore nel Cinquecento. Vale la pena anche visitare il Duomo dei Santi Pietro e Paolo e fare due passi fino alla Fortezza di Mont’Alfonso, perfetta per sgranchire le gambe con gli occhi sulla valle.
Dalle Apuane al Tirreno: Massa e Carrara
Lasciata Castelnuovo, la strada prende quota tra le pieghe delle Alpi Apuane, seguendo la SP13. È un tratto che sa mettere alla prova: curve strette, salite impegnative e scorci improvvisi sulle pareti calcaree. Ma ogni metro vale la pena. Arrivi così a Massa, una delle ultime città toscane prima della Liguria. Puoi visitare il Duomo, con la facciata austera, oppure passeggiare nel centro storico fino a Palazzo Ducale. Dai un’occhiata anche a Villa Massoni o a Villa La Rinchiostra, che oggi ospita il Museo Guadagnucci.
Carrara e Fosdinovo: tra marmo e storia
Dopo Massa, il richiamo della pietra ti porta a Carrara, famosa in tutto il mondo per il suo marmo bianco. Le cave si vedono già da lontano, come squarci brillanti nelle montagne. Puoi fare una deviazione verso Colonnata per gustare il suo famoso lardo, ma se vuoi tenere il ritmo del viaggio, punta dritto verso Fosdinovo.
Qui entri nel regno dei Malaspina. Il Castello di Fosdinovo, arroccato e austero, domina sul borgo. A pochi chilometri, nella frazione di Caniparola, puoi visitare Villa Malaspina, residenza estiva settecentesca circondata da un elegante giardino all’italiana.
L’arrivo a Sarzana, al confine con la Liguria
La tua cavalcata si chiude a Sarzana, città di confine tra Toscana e Liguria, vivace e raffinata. Il centro storico è un piccolo gioiello: la Concattedrale di Santa Maria Assunta, Palazzo De Benedetti, le botteghe artigiane, i caffè all’aperto, tutto invita a fermarsi.








