Se sei un amante della storia, dell’arte, della cultura e della natura, non c’è niente di meglio di un tour tra i borghi del Centro Italia. Ecco quali mete abbiamo scelto per mettersi subito alla guida. 

La Toscana, il Lazio e l’Umbria offrono una miriade di borghi medievali e rinascimentali che sembrano sospesi nel tempo, ognuno con un fascino unico da cui lasciarsi conquistare. Abbiamo tracciato un itinerario che tocca alcune delle mete più suggestive, da Montepulciano a Bolsena, passando per Todi e Cortona, così da scoprirne l’essenza e avere subito voglia di rimettersi in viaggio!  Partire per un road trip è sempre elettrizzante: sinonimo di libertà, muoversi con la propria auto dà ampi spazi di manovra per scegliere dove andare senza essere legati agli orari di treni o bus, potendo così organizzarsi in base alle proprie disponibilità e interessi. Quel che conta, però, è partire preparati, per non incorrere in brutte sorprese e affrontare al meglio gli imprevisti: assicurati di avere fatto il cambio gomme per l’estate, di saper come intervenire se si buca un pneumatico e di gestire la guida in caso di pioggia, soprattutto durante i temporali nella bella stagione che possono coglierti all’improvviso lungo il tragitto.
Detto questo, anche pianificare qualche destinazione in anticipo è un buon modo per godere ancora di più della vacanza, soprattutto quando non si ha molto tempo. Per questo abbiamo realizzato un itinerario di 7 tappe in giro per la Toscana, il Lazio e l’Umbria, da cui puoi prendere ispirazione per una settimana piena o dieci giorni a zonzo.

Tappa 1: Montepulciano e Pienza

Pienza

Il tour inizia da Montepulciano, un incantevole borgo collinare in provincia di Siena, tra le cittadine medievali più belle d’Italia. Passeggia per le strette stradine del suo centro storico, ammirando la maestosa Piazza Grande, il Palazzo Comunale, il Pozzo dei Grifi e dei Leoni, la Torre dell’Orologio di Pulcinella e i tanti palazzi nobiliari da guardare a testa in su, tra i più antichi Palazzo Neri Orselli, oggi sede del Museo Civico. Infilati in via di Gracciano del Corso: troverai negozi di alimentari, vinerie, botteghe, bar e souvenir. Fai un salto fuori dalle mura, al Tempio di San Biagio, vero e proprio capolavoro rinascimentale immerso nel verde.
Montepulciano è famosa per il suo vino Nobile: ti consigliamo di visitare una delle tante cantine locali per una degustazione, come la storica Cantina de’ Ricci, ma senza esagerare, perché il viaggio continua verso Pienza, un gioiellino della Val d’Orcia. Questo borgo è famoso per essere stato edificato per volontà di Papa Pio II, Enea Silvio Piccolomini secondo i dettami delle città utopiche rinascimentali.
Da vedere i suoi splendidi palazzi dichiarati patrimonio dell’Unesco, come Palazzo Piccolomini, Palazzo Borgia e il Duomo. Lungo via del Casello sulla cinta muraria potrai godere dello splendido panorama. Last but not least, non mancano norcinerie e gastronomie (ma nemmeno ristoranti) dove concedersi un tagliere di salumi e formaggi, uno su tutti il Pecorino di Pienza.

Tappa 2: San Quirico d’Orcia, Bagno Vignoni, Acquapendente, Bolsena

Il borgo di Bagno Vignoni

La prima parte del viaggio continua in Toscana: da Pienza in meno di 20 minuti si arriva a San Quirico d’Orcia, un borgo di origine etrusca, punto di partenza della tappa 36 della Via Francigena. In un paio d’ore cogline l’essenza passeggiando per la principale via Dante Alighieri, con bar, botteghe e negozi, ammirando la suggestiva Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta, una chiesa romanica dagli interni barocchi e immergendoti nei rinascimentali Horti Leonini, un meraviglioso giardino all’italiana del 1580.
A pochissimi chilometri di distanza si trova Bagno Vignoni, deliziosa località termale famosa per la sua Piazza delle Sorgenti, l’enorme vasca di acqua calda che occupa tutto il centro e dove si affaccia l’altrettanto iconico Loggiato di Santa Caterina.
Se hai voglia di metterti a mollo e rilassarti, c’è il vicino Parco dei Mulini, a ingresso libero, oppure prosegui in direzione Acquapendente, sulla via Cassia, in provincia di Viterbo. Si tratta di un borgo fiabesco dove si mescolano arte, religione, storia e natura. Non a caso è chiamata la Gerusalemme verde: nella sua Chiesa del Santo Sepolcro, tradizione vuole che siano conservate le reliquie con le pietre macchiate del sangue di Cristo, mentre il suggestivo Bosco del Sasseto, dichiarato Monumento Naturale dal 2006, è stato scelto da Matteo Garrone come set del film Il racconto dei racconti.
L’arrivo è alla sera a Bolsena, per cenare in uno dei tipici ristoranti di pesce vista lago.

Tappa 3: Bolsena e Civita di Bagnoregio

I borghi più belli d'Italia nel Lazio: Civita di Bagnoregio

Situata sul lago vulcanico di Bolsena, nell’Alto Lazio, l’omonima cittadina è meta di rilassanti escursioni fuori porta da Roma, per i romani e anche per i turisti, che possono andare alla scoperta del suo borgo medievale diviso in tre contrade sotto il segno dello slow living. Le viuzze sono strette e pittoresche, puntellate di numerose botteghe e ristorantini con tavoli all’aperto in primavera e in estate.
I punti di attrazione sono Piazza San Rocco, con la sua fonte – si narra – miracolosa, la rocca Monaldeschi, che domina il paese, il Palazzo del Drago, splendida dimora signorile cinquecentesca e la Chiesa di Santa Cristina: anche qui, c’è una reliquia da scoprire, quella del miracolo del Corpus Domini, avvenuto nel ‘200. A giugno di ogni anno, si svolge la Festa delle ortensie, fiore molto diffuso nel borgo che ne è diventato il simbolo.
Non farti mancare una camminata sul lungo lago e se ti piace l’idea, approfitta di una gita in battello per approdare sulla papale isola Bisentina, la piccola isola Martana e il promontorio di Capodimonte dove si erge la Rocca Farnese.
Bolsena dista appena una ventina di minuti da uno dei borghi laziali più affascinanti per la sua posizione (quasi) inaccessibile sopra una sperone di roccia: Civita di Bagnoregio, detta la città che muore, e che non ha praticamente bisogno di presentazioni. Il consiglio è quello di non scegliere le ore più calde del giorno e neppure i weekend, dove rischia di essere presa dall’assalto: puoi programmare Bagnoregio subito al mattino e nel pomeriggio dedicarti a Bolsena.

Tappa 4: Bolsena, Orvieto, Todi

Strisce blu a Orvieto: orari, tariffe e come pagare il parcheggio

La prossima destinazione è in Umbria, precisamente Orvieto. Parcheggia sulle strisce blu (si pagano con app e per le auto elettriche sono gratis) e inizia il tour direttamente dal centro storico. In mezza giornata potrai facilmente rimanere colpito dalle bellezze medievali e rinascimentali di questo borgo visitando l’imponente Duomo gotico dalla splendida facciata e i preziosi affreschi interni della Cappella di San Brizio, percorrendo le colorate stradine verso la Piazza del Comune, il Palazzo del Capitano del Popolo e la Torre del Moro con la sua terrazza panoramica.
Se non soffri di claustrofobia, segna tra i place to be una discesa nel Pozzo di San Patrizio, opera ingegneristica del ‘500 profonda 62 metri che serviva da cisterna per l’acqua e nella Orvieto sotterranea, una tra le più belle città del sottosuolo di tutta la penisola.
È giunto il momento di impostare il navigatore verso Todi, in provincia di Perugia, raggiungendola in un’ora costeggiando il Lago di Corbara. Se vuoi scoprire una piccola chicca, puoi fai una breve deviazione verso Civitella del Lago, dove si trova il delizioso Museo dell’Ovo Pinto, che raccoglie migliaia di uova pitturate da artisti ed amatori, portando avanti un’antica tradizione contadina del periodo pasquale. Per quanto riguarda la patria del famoso beato e poeta Jacopone da Todi, ti ammalierà per l’eleganza del suo centro storico medievale: il cuore nevralgico è la grande Piazza del Popolo di forma quadrangolare, circondata dal Duomo (la Concattedrale della Santissima Annunziata) e i palazzi pubblici del Capitano, del Popolo e dei Priori. Non passa inosservata l’antichissima Chiesa Tempio di San Fortunato, in cima a una scalinata, dove spiccano i bassorilievi del portone centrale, ricchi di allegorie e la tomba del celebre letterato.
Per gli amanti dell’arte contemporanea questo borgo riserva una bella sorpresa: vicino a Piazza del Popolo c’è la Casa Dipinta dell’artista Brian O’Doherty (scomparso nel 2022) e della moglie critica d’arte Barbara Novak. Un edificio di tre piani dalle pareti disegnate e colorate dove compare il “misterioso” alfabeto Ogham, utilizzato in Irlanda fino al VII secolo.

Tappa 5: Todi, Bevagna, Spello, Assisi

Borghi medievali: Spello

Questa tappa è interamente dedicata alla Valle Umbra, che custodisce borghi favolosi tutti ubicati in provincia di Perugia. Solo 30 chilometri separano Todi da Bevagna: percorrendo la SP 414 passerai per Bastardo, una frazione del comune di Giano dell’Umbria. Negli anni, diversi tentativi di cambiare nome non sono andati a buon fine.
Fai una foto di rito al cartello, ma poi rendigli omaggio visitando la raccolta Chiesa di Santa Barbara, protettrice dei minatori: fino a metà degli anni ‘50, infatti, il paesino era un centro minerario per l’estrazione della lignite. Bevagna ti porterà nei secoli passati perché l’eredità medievale del borgo si vede negli edifici e permea anche lo spirito dei cittadini, che tra la fine di aprile e l’inizio di giugno la celebrano con la rievocazione storica del Mercato delle Gaite.
Metti indietro le lancette dell’orologio e passa per Piazza Silvestri, su cui si affacciano il Palazzo dei Consoli, la Chiesa di San Michele, la Chiesa di San Silvestro e l’antico lavatoio, l’Accolta, dove le acque del fiume Clitunno formano delle pittoresche cascatelle. Il richiamo di Assisi già si fa sentire nella Chiesa di San Francesco: qui è custodita la pietra su cui il patrono d’Italia avrebbe poggiato i piedi durante la sua famosa “Predica agli Uccelli”.
A 11 chilometri c’è Spello, ai piedi del Monte Subasio, conosciuto come il borgo dei fiori: in primavera e in estate è tutto un tripudio di fiori che spuntano dai balconi, dalle porte e sui muri delle adorabili case in pietra. Invadono con i loro petali perfino le strade durante la tradizionale Infiorata del Corpus Domini. A caratterizzare Spello sono anche le opere d’arte del Pinturicchio, da ammirare nella Cappella Baglioni e nella Chiesa di Sant’Andrea e i resti del suo passato romanico, da scoprire nella Villa dei Mosaici.
Non resta che montare in auto e tagliare il traguardo di Assisi in poco meno di 20 minuti. Il suggerimento è quello di fare una passeggiata serale per il centro storico, così da destinare la mattina seguente alla visita dei luoghi di culto.

Tappa 6: Assisi e Gubbio

Assisi, sulle orme di San Francesco

Assisi è nota per le sue magnifiche chiese e santuari, che rappresentano un importante patrimonio artistico e religioso. La Basilica di San Francesco è sicuramente la prima da vedere, con gli affreschi di Giotto e la tomba del santo. La seconda è la Basilica di Santa Chiara, che conserva le spoglie della religiosa e il Crocifisso di San Damiano.
Fai una sosta anche nell’Oratorio di San Francesco piccolino, dove leggenda vuole che sia la sua “casa” natale. Alla base della collina c’è la Basilica di Santa Maria degli Angeli, meta anch’essa di pellegrinaggi grazie alla Porziuncola, la cappella dove San Francesco fondò l’ordine che porta il suo nome. Nella parte più alta della città, invece, si trova la Rocca Maggiore, fortezza risalente al 1100, poi ricostruita nel 1362 per volere del potente Cardinale Albornoz e ampliata per tutti i due secoli successivi: è un ottimo belvedere. Prima di andare via, lasciati sorprendere come successe a Goethe dal Tempio di Minerva, con le sue maestose colonne corinzie.
Si prosegue quindi verso nord, direzione Gubbio, un borgo che resta nel cuore per le tantissime cose da scoprire, più o meno folcloristiche. Per esempio, puoi prendere la patente di “matto” facendo tre giri attorno alla Fontana dei Matti; oppure ogni 15 maggio assistere alla Corsa dei Tre Ceri e ancora vedere illuminato l’albero di Natale più grande del mondo. Intanto, in mezza giornata, prendi fiato e pianta una bandierina sui seguenti siti: Piazza Grande, la terrazza panoramica della cittadina; il palazzo Ranghiasci-Brancaleoni in stile neoclassico; il Duomo e il Palazzo dei Consoli dalle architetture gotiche; il Palazzo Ducale commissionato da Federico di Montefeltro, duca di Urbino; la basilica del patrono, Sant’Ubaldo, in cima al monte Igino raggiungibile con una funivia. Gubbio è legata a San Francesco per l’episodio del lupo addomesticato: location dell’incontro pare sia stata la Chiesa di Santa Maria della Vittorina.
Infine, gli antichi romani ci mettono lo zampino: a testimoniarlo ci sono i resti del teatro, che poteva ospitare fino a 6000 spettatori, e che in estate è ancora protagonista di rassegne e spettacoli.

Tappa 7: Gubbio, Umbertide e Cortona

I borghi più belli d'Italia in Toscana: Cortona

L’ultima tappa del tour ci riporta in Toscana, ma non senza aver fatto una fermata intermedia in quel di Umbertide, attraversata dal Tevere, per passeggiare nel suo pittoresco centro storico circondato da mura medievali, visitare il Museo delle Ceramiche Rometti (aperto in concomitanza con il cinema Metropolis che lo ospita) e la Rocca quattrocentesca, diventata un centro per l’arte contemporanea.
La meta finale è Cortona, in provincia di Arezzo, una delle località più conosciute della Val di Chiana anche per merito del suo vivace Cortona On The Move, il festival internazionale della fotografia, a cui si aggiunge dal 2023 il Cortona Comics, per gli appassionati di fumetti. Il cuore del centro storico è Piazza della Repubblica, con il Palazzo del Comune del XIV secolo, facilmente distinguibile per la caratteristica scalinata e la Torre dell’orologio. Obbligatorio l’ingresso al museo MAEC, che raccoglie, tra i tanti simboli della cultura cortonese, diversi reperti del passato etrusco e romano della città. Una delle vie medievali più suggestive, invece, è via Jannelli, con edifici in pietra e legno. Non perderti la Fortezza del Girifalco, che domina tutto l’abitato, polo d’attrazione perché sede di eventi e di esposizioni; la Basilica di Santa Margherita sul Monte Egidio, con la navata in stile barocco completamente affrescata e l’Eremo “Le Celle”, dove San Francesco scrisse il suo testamento spirituale.

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