Se molti pensano che il lago di Lugano sia una meraviglia naturale di esclusiva pertinenza svizzera è perché non conoscono il Lago Ceresio: la denominazione della porzione italiana dello specchio lacustre legato alla città elvetica. Grande circa 50 km quadrati, ovvero un terzo del lago di Como, il lago di Lugano si estende in gran parte in territorio svizzero, nel Canton Ticino, ma le estremità nord-est e sud-ovest appartengono rispettivamente alle province di Como e Varese: è qui che lo specchio d’acqua prende il nome di Ceresio. Sul significato del nome ci sono tre opzioni: deriva dal latino “cerasa”, ossia “ciliegia”; risale al toponimo romano “Ceresium” che letteralmente significa “Più blu del cielo”; la parola ricorda il celtico “keresus”, ovvero “ramificato”. In effetti, ognuna e tutte possono essere corrette: il lago Ceresio è circondato da ciliegi, ha le acque blu come il cielo e una forma contorta. Ed è una delle destinazioni più green delle province di Como e Varese, per la sua bellezza naturale e il modo in cui è stato preservato: il lago Ceresio è una destinazione ideale per chi è alla ricerca di mete turistiche in armonia con la natura e il paesaggio. Oltre a questi aspetti ci sono le attrazioni culturali e le possibilità escursionistiche tra Porlezza, Lavena Ponte Tresa, Porto Ceresio, i tre comuni italiani sulle sponde del Ceresio.

Veduta di Porlezza – Credits: Autorità di Bacino lacuale Ceresio Piano e Ghirla

Moveo ha visitato questa porzione di paradiso al confine con la Svizzera. Aria pungente e umida, paesaggio dai colori pastello di una bella giornata assolata d’inverno, le Alpi leggermente imbiancate a contornare uno dei laghi prealpini più belli in assoluto. Da Porto Ceresio a Lavena Ponte Tresa la strada regala la vista delle classiche case colorate che costeggiano il fiume. Quando si arriva a Lavena Ponte Tresa si trova una località quasi turistica, uno degli ultimi baluardi della provincia di Varese al lato del confine nazionale. La presenza di diversi sushi restaurant e la predisposizione di tutto il paese per un’accoglienza turistica hanno trasformato l’identità di zona: un effetto che ha colpito tutti i paesi italiani a ridosso del lago, in particolare dopo la pandemia.

Meta di turismo sostenibile? I laghi vanno di moda

Marco Prestifilippo è sindaco di Porto Ceresio dall’ottobre del 2021: giovane amministratore, di professione geometra, è determinato a portare una visione nuova per quest’area lacustre. Una prospettiva basata sulla presa di coscienza di come oggi questo spazio geografico sia un’altra cosa rispetto al passato: una meta turistica.

 «Sicuramente la riapertura della ferrovia a fine 2017, dopo esser stata chiusa dal 2009, ha portato gente da fuori a trovarci. Ma l’ingrediente principale è stato il boom post-Covid del turismo lacustre: oggi noi come altri paesi limitrofi siamo davvero pieni di turisti. E’ stato un incremento inedito, che ha visto arrivare tantissimi stranieri: qui i tedeschi non venivano da vent’anni e ora sono ritornati».

Perché il lago e non il mare? «Parliamo soprattutto di stranieri, che fanno una o due settimane di soggiorno, magari itinerante e con base qui a Porto Ceresio: la presenza del treno ha fatto la differenza: Siamo sicuramente anche in una posizione strategica per il turista: Como è a mezz’ora, come Lugano e Varese, e l’aeroporto di Malpensa dista meno di 50 minuti».

Sponda del lago Ceresio vicino a Porto Ceresio – Credits: G. Schinaia per Moveo

Sviluppare un’economia che rilancia Ceresio

Come tante aree del Belpaese, anche quella che avvolge le sponde italiane del lago di Lugano soffre il calo dei residenti. La prospettiva di rilancio turistico è stata la chiave di volta di un cambiamento radicale nei residenti dei paesi intorno al Ceresio: «Chi prima aveva una seconda casa, adesso ha creato una casa-vacanza: per un periodo se ne sono aperte anche una ogni due mesi e noi contiamo 2840 residenti – spiega Prestifilippo – Certo, il paese oggi è più ricco ma continua a spopolarsi, perdendo 30 o 40 persone ogni anno. Ora il turismo sta diventando una risorsa, mentre prima era visto come scocciatura». Questa zona infatti un tempo era la residenza dei frontalieri, mansione tipica in questa parte d’Italia. «Tu venivi a vivere a Porto Ceresio o perché ti piace il lago o perché vai a prendere 5k al mese in Svizzera e ti serve solo un appoggio. Adesso la Svizzera non è più il paese di Bengodi: stipendi più bassi, contratti sempre più a favore degli svizzeri, sicurezze sul posto di lavoro inferiori a quelle italiane. Di conseguenza il turismo inizia ad essere visto come una possibile economia anche per chi vive qui da sempre». Così l’economia del paese torna ad essere protagonista e il marketing territoriale è strumento funzionale al rilancio di quest’area lombarda.

Veduta di Lavena Ponte Tresa – Credits: Autorità di Bacino lacuale Ceresio Piano e Ghirla 

D’altro canto, prevenire è meglio che curare. E così pianificando la crescita della zona verso un’accoglienza turistica che ogni anno cresce moltissimo, gli amministratori pensano anche a come non incorrere nelle problematiche di overtourism. Vero che si tratta di un fenomeno che interessa le grandi città d’arte, ma con le dovute proporzioni l’impatto ambientale di un’inedita affluenza turistica su un’area lacustre potrebbe essere pericoloso per l’habitat naturale. «La crescente presenza turistica potrebbe comportare un aumento del numero di imbarcazioni private, con un conseguente impatto ambientale. Per prevenire potenziali criticità future, è fondamentale incentivare l’adozione di mezzi elettrici e sostenibili. In questa direzione si inserisce il potenziamento delle infrastrutture portuali, con l’installazione di pontili attrezzati per la ricarica di imbarcazioni elettriche, e il progetto del battello elettrico Porlezza-Lugano», spiega Massimo Mastromarino, sindaco di Lavena Ponte Tresa.

Castello Valsoda – Credits: Autorità di Bacino lacuale Ceresio Piano e Ghirla 

Il battello elettrico del Lago Ceresio

Identità del territorio nello sviluppo del turismo passano per una scelta “green” dell’area del Lago Ceresio. Massimo Mastromarino, oltre ad essere primo cittadino di Lavena Ponte Tresa, uno dei tre paesi italiani sulle sponde, è anche Presidente dell’Autorità di Bacino del Ceresio: a Moveo descrive i prossimi progetti di sviluppo nell’ottica della transizione ecologica di tutta la zona. «Sono innovativi e sostenibili, capaci di migliorare la mobilità e ridurre l’impatto ambientale. Tra le iniziative più significative, spicca il battello elettrico sulla tratta Porlezza-Lugano: un primo passo verso un sistema di trasporto pubblico ecologico da estendere successivamente all’intero lago, a partire dal collegamento Porto Ceresio-Melide».

Pontile a Porto Ceresio – Credits: G. Schinaia per Moveo

Il progetto si chiama E.DI.PO. (Eco-Digital line Porlezza), finanziato dalla Regione Lombardia alla Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio.

«Il cuore del progetto è un’imbarcazione elettrica di ultima generazione, studiata per abbattere le emissioni di CO2 e offrire un’alternativa concreta al traffico su strada, spesso congestionato lungo la SS340. La mobilità è cruciale per superare l’isolamento del nostro territorio. Con E.DI.PO. proponiamo un modello sostenibile che può diventare una best practice per altre realtà»

L’investimento complessivo di 2,5 milioni di euro punta a fare di E.DI.PO. un progetto pilota replicabile su altri bacini lacustri, a partire dal Lago di Como. Si stimano dall’introduzione del battello elettrico diversi benefici: eliminare 120 tonnellate di CO2 l’anno, abbattendo il 90% del consumo di carburante rispetto ai mezzi tradizionali. E quindi la tratta Porlezza-Lugano sarà percorribile in soli 18 minuti, con pontili attrezzati e parcheggi dedicati per garantire un imbarco senza barriere anche alle persone con disabilità. Secondo le cifre dell’Autorità, i pendolari potrebbero risparmiare fino a 190 ore annue in termini di trasporti, e di riflesso mettere da parte duemila euro in più all’anno considerando il risparmio sui costi di impiego di un’auto privata.

Lago Ceresio – Credits: G. Schinaia per Moveo

Transizione ecologica: le iniziative di Porto Ceresio

Quando parliamo di aumento del turismo in zona, Marco Prestifilippo sindaco di Porto Ceresio descrive una crescita del 100% anno per anno, «e sul tema siamo un po’ la locomotiva della Val Ceresio». Il paese ha quindi cominciato a indicare una direzione ai nuovi ricavi: ad esempio, la tassa di soggiorno è devoluta alla pianificazione di interventi per la cura del territorio e finanziare eventi culturali, che diventano essi stessi attrazione turistica. Obiettivo di Porto Ceresio e dei comuni limitrofi è agganciarsi all’economia nascente sul lago di Como, e sulla rivoluzione del Lario, descritta anche da Moveo, come proposta di “green lake”. «In termini di mobilità sostenibile, con un biglietto ferroviario unico da Milano a 25 euro con Trenord puoi arrivare a Porto Ceresio e prendere il battello che porta a Lugano o altre località limitrofe. Qui intendiamo prolungare il lungolago e accogliere una parte del paese che è più di recente sviluppo.

Parte del rifacimento del lungolago a Porto Ceresio – Credits: G. Schinaia per Moveo

Vogliamo ristrutturare un antico chiosco doganale, per farne un hub di raccordo servizi e mobilità per chi arriva da fuori, un luogo intermodale dove potranno trovare stazione dei treni, dei battelli, dei pulman e il parcheggio per le macchine private parcheggio».

Antico chiosco doganale a Porto Ceresio – Credits: G. Schinaia per Moveo

Gran parte della zona del lago Ceresio si presta molto bene alla ciclopedonalità e l’e-bike è uno dei mezzi preferiti per visitare i dintorni del lago. E’ in via di realizzazione la ciclabile che da Porto Ceresio porterà a Induno: questa è la cittadina che unisce le due valli, la Val Ceresio e la Val Ganna. Da Induno la pista arriverà a Lavena Porto Tresa, in un percorso a “u”. Poi, nei prossimi cinque anni, da Induno la ciclabile porterà anche al lago di Varese. «Abbiamo dismesso un pontile privato che ormai era abbandonato per costruire percorsi green e fitness. Stiamo installando colonnine di ricarica elettrica per le nuove auto – segue descrivendo le iniziative del comune Prestifilippo – e abbiamo introdotto il car sharing, che funziona anche come flotta auto per il comune, risparmiando sui costi gestionali».

Il futuro del territorio basato sul lago (e non sui paesi)

Sia dalle intenzioni progettuali dell’Autorità di Bacino che dalle parole dei sindaci emerge un senso comune di visione: uscire da una logica di interesse comunale per pensare allo sviluppo come valle a ridosso del lago.

Lungolago Ceresio – Credits: G. Schinaia per Moveo

«Ci incontriamo spesso tra noi sindaci della zona e con i colleghi svizzeri del resto del lago di Lugano – segue Prestifilippo – siamo uniti dalla navigazione, che qui è in mano alla Svizzera, e la condivisione della navigazione ci permette di incontrarci e pianificare. Dobbiamo interpretare il futuro del lago come una comunità legata a questo monumento naturale, e non come singole amministrazioni che curino solo interessi specifici. Non possiamo più ragionare così: dovremmo fare un comune unico per tutta la valle. I territori che hanno fatto il boom di crescita e per noi sono un esempio hanno ragionato come territori. Pensiamo al Garda: non si parla di Sirmione, ma il brand territoriale è il Garda. Con i Comuni di Brusimpiano e Lavena Ponte Tresa, che insieme a Porto Ceresio compongono i tre comuni della provincia di Varese sul lago di Lugano, abbiamo un ottimo rapporto. Direi anche più stretto di quello che ho con colleghi più vicini geograficamente ma non sul lago: con questi comuni che affacciano sul Ceresio ho qualcosa di speciale da condividere». Una visione della crescita dell’economia del lago, che possa essere sostenibile e salvare dallo spopolamento una delle aree più suggestive della Lombardia.

Veduta su Valsoda – Credits: Autorità di Bacino lacuale Ceresio Piano e Ghirla