Celebrazione che segna l’inizio del Triduo Pasquale, il Giovedì Santo è un evento religioso che fa ripercorrere ai cristiani gli ultimi giorni di vita di Gesù. Tanti borghi e città italiane ricordano questi episodi con rievocazioni religiose e riti tradizionali che vengono gelosamente preservati e che meritano di essere scoperti e approfonditi.
Paese di antiche usanze religiose e profane, dal Giovedì Grasso alla Festa di San Giovanni, fino alle tradizioni natalizie e alle feste patronali, l’Italia non manca di coinvolgere la popolazione e i visitatori con tanti momenti di meditazione e raccoglimento anche nel periodo di maggiore sofferenza per la Cristianità, la Quaresima, che culmina nella Settimana Santa.
Il Giovedì Santo, in particolare, è la celebrazione che inaugura il Triduo Pasquale, una serie di Messe e riti religiosi che raccontano la Passione di Gesù Cristo.
Credenti e semplici curiosi in questo giorno si riuniscono per portare avanti tradizioni secolari suggestive ed emozionanti, ognuna con le proprie particolarità, a seconda del borgo o della Regione.
Se desideri vivere appieno questo momento religioso, non lasciarti sfuggire questi eventi e immergiti in un’atmosfera unica e tradizionale che saprà commuoverti.
Cos’è il Giovedì Santo?
Nonostante non sia grandiosa come la Settimana Santa di Madrid, anche la Quaresima vissuta nelle piccole e grandi città dell’Italia vanta una storia secolare e usanze suggestive che richiamano turisti da tutto il mondo.
Il Giovedì Santo, in particolare, è uno dei momenti più significativi della settimana che precede la celebrazione della Pasqua. Esso segna l’inizio del Triduo Pasquale, il periodo di tre giorni che culmina con la Domenica di Pasqua, ed è dedicato alla commemorazione dell’Ultima Cena di Gesù Cristo con i suoi discepoli.
Dal punto di vista teologico e liturgico, il Giovedì Santo rappresenta vari aspetti fondamentali della fede cristiana. In primo luogo, è il giorno in cui viene celebrata la Prima Eucaristia, che stabilisce il Sacramento del Corpo e Sangue di Cristo. Questo giorno segna anche il comandamento di servizio e amore fraterno, incarnato da Gesù mediante il gesto della lavanda dei piedi dei suoi discepoli. Questa azione viene riproposta ogni anno durante la Messa in Cena Domini, la liturgia del Giovedì Santo che alla classica struttura della celebrazione eucaristica aggiunge, oltre al rito della lavanda dei piedi, anche l’Adorazione del Santissimo Sacramento, che in genere si prolunga fino a tarda notte.
Questi sono i riti tradizionali che ogni Chiesa d’Italia propone per inaugurare il Triduo Pasquale, ma non mancano riti aggiuntivi che diversi borghi o città d’Italia aggiungono a questo giorno per renderlo ancora più coinvolgente e memorabile.
Scopri i riti più suggestivi del Giovedì Santo che immergono città e borghi in un’atmosfera di meditazione e silenzio
I riti legati al Giovedì Santo sono molteplici. Alcuni, con la secolarizzazione della società, sono quasi scomparsi, altri continuano ad attrarre fedeli e semplici visitatori che desiderano approfondire usanze popolari antiche e affascinanti.
Ecco alcune delle tradizioni più celebri e interessanti che si svolgono in questo giorno.
La visita alle Sette Chiese, una tradizione tipica della Capitale
Roma è il cuore della Cristianità ed è naturale che mantenga diverse tradizioni legate al periodo più importante per la religione cattolica. Tra le tante è da menzionare – specie quest’anno, in occasione del Giubileo 2025 – il rito delle Sette Chiese.
Risalente al XVI secolo, è stato ideato da San Filippo Neri, una figura chiave nella storia della Chiesa cattolica e della città di Roma. San Filippo, fervente promotore della vita spirituale e pastorale, intendeva integrare momenti di preghiera con esperienze di pellegrinaggio urbano, avvicinando le persone alla fede attraverso la meditazione e la visita delle sette principali basiliche romane.
Il percorso originario del pellegrinaggio prevede la visita di sette chiese, ciascuna con un significato storico e spirituale profondo:
- Basilica di San Pietro in Vaticano;
- Basilica di San Paolo fuori le Mura;
- Basilica di San Giovanni in Laterano;
- Basilica di Santa Maria Maggiore;
- Basilica di San Lorenzo fuori le Mura;
- Basilica di San Sebastiano fuori le Mura;
- Basilica di Santa Croce in Gerusalemme.
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L’allestimento dei Sepolcri, un rito del Triduo Pasquale tipico dei borghi italiani
Una variante più popolare tra i piccoli borghi della visita alle Sette Chiese è la visita ai Sepolcri. Si tratta degli altari dei luoghi di culto più importanti di un Comune che, a seconda della Regione, vengono allestiti con fiori e lumi, un segno di devozione verso il “Signore deposto”.
In genere si devono visitare in numero dispari, e ogni borgo aggiunge qualcosa di personale per rendere questo rito ancora più unico e interessante. A esempio, nel Salento gli altari dedicati al SS. Sacramento vengono decorati con pignatte di terracotta – chiamate taieddhre – piene di terra, nelle quali vengono seminati prima del periodo pasquale chicchi di grano o lenticchie.
La tradizione dei Sepolcri è tipicamente popolare e si discosta leggermente dal rito religioso, poiché il Sepolcro è un simbolo tipico del Venerdì Santo e del Sabato Santo, giorni che ricordano l’effettiva morte di Gesù.
Assaggia la zuppa di cozze, piatto della tradizione del Giovedì Santo a Napoli
A Napoli, il Giovedì Santo è indissolubilmente legato alla preparazione della zuppa di cozze. Questo piatto è una celebrazione del mare e dei suoi frutti, che rievoca la semplicità e la genuinità della tavola partenopea. La tradizione vuole che la zuppa sia consumata dopo aver partecipato ai riti religiosi della giornata.
Le sue origini risalgono al XIX secolo, durante il regno di Ferdinando I di Borbone. Si racconta che il re, grande amante della buona cucina, avesse l’abitudine di mangiare cozze tutti i giovedì. Tuttavia, quando gli venne consigliato di moderarsi durante la Settimana Santa, Ferdinando decise di gustarle in una versione più semplice, creata dagli chef di corte, e così nacque la tradizione della zuppa di cozze del Giovedì Santo.
La preparazione della zuppa di cozze varia leggermente da famiglia a famiglia, ma esistono alcuni ingredienti fondamentali che ne caratterizzano il gusto unico. La ricetta tradizionale prevede l’uso di cozze fresche, pulite con cura per rimuovere ogni impurità. Successivamente, le cozze sono cotte in un sugo a base di pomodorini, aglio, olio d’oliva, prezzemolo e peperoncino. Chi ama fare dei viaggi gastronomici non può perdersi l’assaggio di questo piatto prelibato tipico del Triduo Pasquale.








