A Milano mancano da tre mesi i dati sul traffico cittadino e le ricerche più recenti indicano un aumento degli ingorghi. In particolare, nelle zone della Ztl Area B e Area C.

Secondo lo studio “Data Mobility 2024“, l’utilizzo delle auto private a Milano è cresciuto del 10%, mentre la velocità media è diminuita del 7,5%.

Da aprile, però, l’Amat non ha più fornito le statistiche sugli ingressi nelle zone Area B e C, adducendo ritardi dovuti a un fornitore, con la promessa che i dati saranno presto disponibili. L’incertezza riguardo agli accessi in queste zone nevralgiche della città si sovrappone alle segnalazioni su un incremento significativo del traffico in città.

Che cosa succede?

Perché mancano i dati sul traffico a Milano?

Dal 2020 Palazzo Marino, attraverso l’Amat, diffonde mensilmente un report dettagliato che include vari indicatori, tra cui gli accessi nelle due zone a traffico limitato della città, l’indice di congestione del traffico, l’uso dei mezzi pubblici e dei servizi di mobilità condivisa. Tuttavia dall’aprile scorso i report non sono più stati diffusi.

Le controversie riguardo ai numeri sul traffico non sono certo una novità, ma con la mancanza completa di ogni dato su cui discutere sono aumentati i dubbi. Valentino Sevino, Direttore Generale di Amat, ha spiegato che il ritardo è dovuto alla complicazione delle procedure di gara e verifica da parte dell’Anac. Tuttavia ha assicurato che i report saranno pubblicati e diffusi nel breve periodo.

Nel frattempo, la società di consulenza tecnica Go-Mobility ha presentato uno studio che mostra Milano come la città più congestionata dal traffico tra le 14 metropoli italiane analizzate. La ricerca, basata sui big data dei dispositivi digitali delle auto e delle sim telefoniche, evidenzia un aumento dell’uso dell’auto privata e del numero di spostamenti in auto rispetto agli abitanti.

I numeri del report diffusi nel marzo scorso

Gli ultimi dati disponibili, validati da Palazzo Marino nel marzo 2024 e confrontati con lo stesso periodo del 2023, mostrano una diminuzione degli ingressi nella Ztl, sia in Area B durante gli orari di divieto che in Area C. In calo leggero anche l’uso dei mezzi pubblici e dei parcheggi di interscambio, mentre car sharing, scooter sharing e bike sharing hanno registrato forti cali.

L’ultima rilevazione effettuata dal Comune a giugno 2023 ha mostrato una riduzione dei veicoli diesel, considerati i più inquinanti, mentre è aumentato l’ingresso di auto elettriche e a benzina nelle classi consentite. Non a caso Milano è considerata la città italiana più “green”: il capoluogo meneghino ha la più alta incidenza con 8,2 auto elettriche (BEV) ogni 1.000 auto.