Imbarcare auto elettriche o ibride sui traghetti è generalmente possibile e consentito. Tuttavia è necessario rispettare alcune regole o raccomandazioni finalizzate a garantire la sicurezza, soprattutto in relazione al rischio di incendio. Vediamo di cosa si tratta.

Con i suoi 8.000 Km di coste e la posizione centrale nel Mediterraneo, in Italia i viaggi in mare giocano un ruolo fondamentale nel campo dei trasporti. Si usa il traghetto per vacanza o per lavoro. E si viaggia in nave fa per recarsi in Sicilia e Sardegna, nelle isole minori e per spostarsi da una città all’altra. Ma anche per raggiungere Paesi come Grecia, Croazia, Francia, Tunisia, Spagna e Turchia.

Cresciuto progressivamente il numero di chi sceglie di acquistare auto elettriche anche per favorire la transizione verso la mobilità sostenibile, si è reso necessario regolare l’accesso di auto BEV e ibride plug-in a bordo di navi e traghetti. Nonostante al momento il quadro non sia ancora ben definito.

Traghetti e auto elettriche: informarsi in anticipo

Le regole sui traghetti per le auto elettriche riguardano principalmente limitazioni al livello di carica della batteria. Poi ci sono precauzioni legate all’accesso, al parcheggio e al numero di veicoli ammessi a bordo. In Italia non esiste attualmente una legge specifica sul tema. E quindi ogni società di trasporto marittimo impone le sue condizioni, basandosi anche sulle leggi in vigore nei Paesi esteri che hanno collegamenti con porti italiani. Come sta facendo tra le altre Grimaldi Lines con alcuni traghetti per la Grecia.

Diverse compagnie, in genere, stabiliscono un livello massimo consentito che oscilla tra il 20% e il 50% della carica totale della batteria delle auto elettriche. I pericoli riguardano rare ma possibili esplosioni o incendi causati da surriscaldamento o cortocircuito, anche in seguito a urti, vibrazioni o particolari condizioni climatiche, come eccessivo calore o troppa umidità. Inoltre, al pari di quanto avviene per le vetture a GPL, sulle navi sono previsti spazi appositi per le auto elettriche, dotati di maggior areazione e distanti da potenziali fonti di fiamma.

Chi deve partire in nave portando con sé la propria auto a batteria deve informarsi sul regolamento della compagnia di navigazione scelta. In fase di imbarco, si deve comunicare all’equipaggio il tipo di alimentazione della vettura, in modo da essere subito indirizzati verso l’area specifica. Alcune società, per facilitare queste operazioni e per rispettare un limite massimo di veicoli ammessi, richiedono la prenotazione anticipata o un supplemento di prezzo.

Navi e auto a batteria: le norme delle compagnie

Tra le novità più recenti spicca la legislazione varata quest’anno dalla Grecia, basata sulle linee guida dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima (EMSA) e dell’Unione Internazionale delle Assicurazioni Marittime (IUMI). Il Governo ellenico prescrive il massimo del 40% del livello di carica per i veicoli elettrici puri o ibridi ricaricabili. Quelli a GPL, invece, devono imbarcarsi con non oltre il 50% di carburante rispetto alla capacità del serbatoio. Se ci sono malfunzionamenti a sistema di alimentazione, batterie o serbatoi, l’imbarco sarà interdetto.

In Italia i traghetti di pressoché tutte le compagnie che operano nelle acque territoriali accettano l’imbarco di veicoli elettrici o a gas. Tuttavia il consiglio più opportuno è evitare di imbarcarsi con il livello di batteria o di serbatoio superiore al 40% o 50%. In ogni caso, Tirrenia, Moby, GNV e Caremar non presentano limiti per auto BEV ma solo per le GPL. Corsica Linea e Corsica Ferries impongono il massimo del 30% della batteria. Grimaldi Lines del 40% sulle navi battenti bandiera greca. Lo stesso vale per le compagnie greche operanti nei porti italiani.

Come riflessione finale, va detto che tali limiti al livello di carica delle batterie potrebbero complicare i piani di viaggio per i possessori di auto elettriche. Non tutte le navi sono dotate di colonnine di ricarica a bordo né consentono di collegare l’auto a prese di corrente. E se poi nelle vicinanze del porto di destinazione non ci sono infrastrutture per la ricarica, spostarsi potrebbe davvero essere un problema.