Un percorso a piedi tra le Mura Aureliane per scoprire una Roma diversa, fuori dai soliti itinerari turistici. Un trekking urbano tra storia e città.
Roma è un museo a cielo aperto, un intreccio infinito di arte e storia. I suoi capolavori più noti – dal Colosseo alla Fontana di Trevi, fino alle meraviglie vaticane – attirano ogni anno milioni di viaggiatori da tutto il mondo.
Ma oltre ai circuiti classici, esiste una Roma più “segreta”, meno affollata e sorprendentemente silenziosa, che si può scoprire camminando. Un itinerario unico nel suo genere è quello lungo le Mura Aureliane, perfetto per chi vuole concedersi un trekking urbano tra archeologia, scorci inattesi e frammenti di storia incastonati nel tessuto moderno della città.
Le Mura Aureliane, una storia che attraversa i secoli
Costruite in epoca imperiale tra il 270 e il 275 d.C. per volere dell’imperatore Aureliano, le Mura Aureliane nacquero come necessità difensiva contro le incursioni barbariche che minacciavano Roma. L’Urbe, fino ad allora protetta dalle più antiche Mura serviane, si era estesa ben oltre quei confini, lasciando scoperte zone importanti. Aureliano ordinò dunque la costruzione di una nuova cinta muraria: funzionale, veloce da realizzare, solida.
Lunga quasi 19 chilometri, la struttura si snoda ancora oggi in buona parte del perimetro cittadino, interrotta solo da restauri, demolizioni e incorporazioni urbanistiche. In alcuni tratti è imponente, con torri quadrate a distanza regolare; in altri, quasi si mimetizza tra palazzi e strade moderne. Eppure resta lì, testimone di secoli di assedi, restauri e trasformazioni. È una delle cinte murarie meglio conservate al mondo. Camminare lungo le sue pietre è come attraversare strati diversi di Roma, dalla gloria imperiale ai giorni nostri.
Trekking urbano lungo le Mura Aureliane: l’itinerario
L’itinerario segue l’andamento delle Mura Aureliane partendo da Porta del Popolo e toccando alcune delle principali porte ancora visibili. Un cammino gratuito, immersivo e facilmente affrontabile in più tappe.
Consigliamo di pianificare eventuali spostamenti in auto lasciando il veicolo nei parcheggi convenzionati presenti in prossimità delle zone centrali. Se sei stanco, invece, puoi sempre provare a prendere l’Archeotram. E ora: zaino in spalla e scarpe comode, si parte!
Da Porta del Popolo a Porta Pinciana
L’ingresso simbolico dell’itinerario è Porta del Popolo, un tempo Porta Flaminia, snodo storico e architettonico tra piazzale Flaminio e piazza del Popolo. L’attuale struttura rinascimentale vanta firme come Michelangelo, Bernini e Nanni di Baccio Bigio.
Attraverso via del Muro Torto si raggiunge Porta Pinciana: qui il vecchio muro repubblicano fu inglobato nella cinta tardoimperiale. Lungo il cammino, scorci sul Pincio e il suo parco accompagnano i primi passi.
Da Porta Pinciana a Piazza Fiume
Porta Pinciana conserva ancora molto del suo aspetto originario, con un unico arco e due torri laterali. Segni incisi sulla pietra raccontano storie di battaglie, come quella di Belisario contro i Goti. Lungo Corso d’Italia si giunge a Piazza Fiume, dove un tempo sorgeva Porta Salaria, demolita nel 1921. Qui si possono osservare resti delle mura e perfino una latrina sospesa incastonata nel muro.
Da Piazza Fiume a Porta Nomentana
Si attraversa Porta Pia per raggiungere i pochi resti superstiti di Porta Nomentana, oggi inglobata nell’ambasciata del Regno Unito. L’arco in laterizio e le torri sono ancora visibili. Lungo viale del Policlinico si costeggiano altri accessi chiusi nei secoli: Porta Pretoriana, Porta Clausa. Un viaggio nel tempo che continua fino a Porta Tiburtina.
Da Porta Nomentana a Porta Tiburtina
L’arco originario di Porta Tiburtina, costruito da Augusto, fu inglobato nelle mura aureliane e successivamente fortificato. Seguendo la cinta si raggiunge Porta Maggiore, altro nodo straordinario che mette insieme acquedotti, tombe e strutture militari, come l’Anfiteatro Castrense, inglobato nelle mura.
Da Porta Tiburtina a Porta Asinaria
Il percorso continua costeggiando le Mura fino a Porta Maggiore, dove l’imponente acquedotto Claudio attraversa la città. Qui si trovano anche i resti dell’Anfiteatro Castrense, inglobato nella cinta, e il sepolcro del fornaio Eurisace.
Da Porta Maggiore si può proseguire verso Porta San Giovanni (di epoca successiva) e poi raggiungere Porta Asinaria. Chiusa per secoli e riaperta nel 1956, è famosa per essere stata attraversata dai Goti di Totila nel 546 durante il saccheggio di Roma.
Da Porta Asinaria a Porta Latina
Dopo Porta Metronia, si raggiunge Porta Latina, tra le meglio conservate dell’intero tracciato. Onorio ne ridusse la larghezza, ma l’arco in laterizio e il monogramma di Costantino restano perfettamente leggibili.
Poco oltre, Porta Appia – oggi conosciuta come Porta San Sebastiano – è una delle più imponenti e ospita il Museo delle Mura. Da qui, camminando lungo viale di Porta Ardeatina, si incontrano i resti di Porta Ardeatina, chiusa già nell’VIII secolo.
Da Porta Latina a Porta Ostiense
La camminata prosegue lungo tratti delle mura che costeggiano l’Aventino e conduce fino alla celebre Porta Ostiense, accanto alla Piramide di Caio Cestio. Restaurata da Onorio, oggi ospita il Museo della Via Ostiense, dedicato alla storia della via consolare che collegava Roma al porto di Ostia.
Da Porta Ostiense a Porta Flaminia
L’ultima tappa del percorso attraversa Ponte Testaccio, nell’omonimo quartiere romano, lasciandosi alle spalle Porta Portuensis – demolita per fare spazio alla moderna Porta Portese. Le Mura si fanno più frammentarie, ma sopravvivono ancora due porte: Porta San Pancrazio, oggi sede del Museo della Repubblica Romana, e Porta Settimiana, affacciata su via della Lungara.
Il percorso si chiude idealmente nei pressi dell’antica Porta Cornelia, oggi scomparsa, che sorgeva vicino al Mausoleo di Adriano, nei pressi di Castel Sant’Angelo.








