Vista mare, lago o montagna, all’avventura lungo i sentieri escursionistici più scenografici del Bel Paese, dove scattare foto ricordo memorabili.
In un tempo remoto rispetto a quello attuale, il tracciato di collegamento tra Bologna e Arezzo era solcato quotidianamente dai legionari romani e dai commercianti che trasportavano legno, ceramiche, tessuti e prodotti agricoli, su e giù dal nord al centro della penisola.
La strada, realizzata in grandi pietre squadrate e nota come Flaminia Militare, non rispondeva al capriccio di qualche ricco patrizio ma era un’opera strategica voluta dal console Gaio Flaminio nel 187 a.C.. Univa le antiche Bononia e Arretium attraverso gli Appennini, rendendo la viabilità di questa rotta più agevole e rapida rispetto alle difficili e lente alternative fluviali e montane.
Nei secoli gli echi delle ruote dei carri e lo scalpiccio dei soldati furono sostituiti dal mormorio sommesso dei pellegrini medievali e dai passi sordi dei pastori e contadini che si spostavano tra i villaggi e i pascoli circostanti. L’antica arteria, però, non ha mai smesso di condurre i viandanti.
Il nucleo originario vive ancora nella più moderna Via degli Dei, un tracciato segnato negli anni ’90 da un gruppo di appassionati di trekking. È considerato uno dei camminamenti più suggestivi per gli escursionisti e anche tra quelli che offrono gli scenari migliori per scattare selfie e foto panoramiche. Ma non è l’unico.
Gambe in spalla, andiamo alla scoperta di questo e di altri cinque particolarmente “instagrammabili”.
Val di Rose, in Abruzzo il percorso ad anello nella natura millenaria

La Val di Rose è uno degli itinerari più celebri del Parco Nazionale d’Abruzzo che, tra flora e fauna, offre ai visitatori un susseguirsi di bellezze naturali introvabili altrove.
Il percorso parte da Civitella Alfedena (1125 m) e si snoda per 3 ore fino al Rifugio di Forca Resuni (1952 m), con un dislivello di 845 metri.

La prima parte attraversa una faggeta secolare e si apre sullo splendore del lago di Barrea. Superato il bosco, l’anfiteatro roccioso dominato da Monte Boccanera e Passo Cavuto regala il primo contatto con il Rupicapra pyrenaica, ossia il Camoscio Appenninico. Questo caprino è sopravvissuto all’estinzione e ora vive esclusivamente in questa zona geografica. In autunno non è raro avvistare anche branchi di cervi.
Dal Passo Cavuto (1980 m), il sentiero conduce al Rifugio Forca Resuni, dove si trovano i Pini mughi, testimoni delle passata glaciazioni.
Il ritorno segue la Val Jannanghera con radure, faggete e la sorgente Jannanghera (1305 m).
Il completamento del giro richiede circa 6 ore. Nei mesi estivi da luglio a settembre, l’accesso è regolamentato e possibile solo con escursioni guidate.
GTA, in Piemonte dal Rifugio Gastaldi al Rifugio Vulpot nel cuore delle Alpi Graie
La Grande Traversata delle Alpi (GTA) è un itinerario escursionistico di oltre 1.000 chilometri che attraversa l’intero arco alpino piemontese, collegando piccoli borghi e vallate remote, dalla Val d’Ossola fino alle Alpi Liguri. Il percorso è un vero viaggio nel cuore delle Alpi, che regala continui cambi di panorami e scenari e permette un’immersione autentica nella natura e nelle tradizioni montane.
Percorribile in più tappe, una tratta particolarmente intensa e suggestiva, si snoda nelle Alpi Graie e collega il Rifugio Gastaldi, situato nell’Alta Val d’Ala, al Rifugio Vulpot, in Valle di Viù. Il percorso è lungo circa 15 chilometri e si può completare in 6 o 8 ore.

Partenza dal Rifugio Gastaldi, a quota 2659 metri slm, si sale verso Collarin d’Arnas (2851 m). Da questo punto si scende attraverso praterie alpine, lambendo le acque fredde e cristalline del bacino artificiale Lago della Rossa (2718 m), fino al Rifugio Luigi Cibrario (2616 m) al Pian dei Sabiunin. Ripresa la salita, si tocca poi il punto più alto e suggestivo a Colle Sulè (3073 m slm), dove lo sguardo si perde tra ghiacciai, pareti rocciose e la maestosa cima del Rocciamelone con i suoi 3.538 metri slm. La vetta ospita Nostra Signora del Rocciamelone, il santuario più alto d’Europa.

L’ultimo tratto corre tra i boschi di larici e le radure della Val Grande, regala grandiosi panorami sulla valle e sui piccoli borghi di montagna, fino al Rifugio Vulpot affacciato sulle rive dello splendido Lago di Malciaussia (1805 m). Un’esperienza che unisce spazi aperti a perdita d’occhio e cime innevate, regalando scorci naturali unici da fotografare.

Attenzione però: il percorso è classificato EE, Escursionisti Esperti, non si può improvvisare ma richiede una preparazione fisica e un equipaggiamento adeguati.
Sentiero Azzurro, in Liguria tra le atmosfere uniche delle Cinque Terre
Tra le destinazioni italiane per il trekking più instagrammabili in assoluto, una menzione d’onore merita sicuramente le Cinque Terre. Il mare azzurro a picco davanti e le verdi montagne dell’Appennino Ligure alle spalle, rappresentano lo scenario ideale per scatti indimenticabili.
Lungo circa 12 km, il Sentiero Azzurro si snoda a mezza costa dall’incantevole borgo di Monterosso a Mare a quello suggestivo di Riomaggiore, passando per Vernazza, Corniglia e Manarola. L’intero percorso narra la storia di un territorio sospeso tra cielo e acqua, che corre attraverso il Parco Nazionale delle Cinque Terre ed è in grado di stupire a ogni crocevia.

Il trekking può essere suddiviso in quattro tappe, ideali per un’escursione distribuita su due giorni per chi ama i ritmi lenti. La prima tratta di circa 4 km va da Monterosso a Vernazza. Prende il via con una salita impegnativa tra vigneti e limoneti, per arrivare a 199 slm e aprirsi poi sullo spettacolare panorama della spiaggia e del porticciolo.
Dal porticciolo di Vernazza si sale l’“arpaia”, una tipica scalinata locale, e si prosegue il Sentiero Azzurro verso Corniglia per 3,3 km, circondati da agavi e fichi d’india fino a raggiungere 208 metri slm. Da lì si scende in mezzo agli uliveti fino al paese per affacciarsi da una straordinaria terrazza e ammirare il litorale.
Il terzo segmento, da Corniglia a Manarola, è attualmente chiuso per frane. Un’alternativa più impegnativa passa più in alto per Volastra. Il plus di fatica, però, è ripagato dalla vista sulla Riviera.
L’ultimo tratto del Sentiero Azzurro va da Manarola a Riomaggiore, è a pagamento ed è percorribile solo in senso inverso. Si tratta di poco più di 1 km conosciuto in tutto il mondo come Via dell’Amore. È una strada pedonale realizzata nella scogliera negli anni ’20, come passaggio per gli scavatori della linea ferroviaria La Spezia-Genova. Offre una vista di grande impatto emotivo e atmosfere romantiche, ideali per le foto di coppia e non.

Il percorso del lago d’Antorno, in Veneto per ammirare le Tre Cime di Lavaredo
Il circuito del sentiero nei pressi del Lago di Misurina è uno dei percorsi più sorprendenti delle Dolomiti, ideale per gli escursionisti appassionati di birdwatching e trekking.
Lungo poco meno di 17 km con un dislivello di 500 metri, pur essendo classificato come medio-facile, necessita di appropriato equipaggiamento nei mesi freddi per via del ghiaccio e della neve. Il tragitto richiede circa 4 ore per essere completato.

Prende avvio accanto allo specchio d’acqua del Lago d’Antorno e si muove alla volta di paesaggi emozionanti e fotografabili, fino al momento clou: la vista delle Tre Cime di Lavaredo, dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2009.
La prima parte del percorso necessita di circa un’ora di cammino e conduce al Rifugio Auronzo, costruito nel 1912 a 2326 d’altitudine. Da qui la mulattiera 101 porta al Rifugio Lavaredo (2345 m) e, successivamente, lungo il sentiero 104 si raggiunge la Forcella Lavaredo (2454 m), per poi aprire al punto d’osservazione migliore per immortalare la Cima Grande (la centrale), la Cima Ovest e la Cima Piccola.

Il sentiero prosegue sotto il Monte Paterno fino al Rifugio Locatelli (2405 m), da cui si gode una vista spettacolare sulla parete nord delle Tre Cime. Il rientro avviene attraverso il sentiero 105, superando la Forcella Col de Mezzo (2315 m), e il sentiero 108A che conduce alla Malga Rimbianco.
Sentiero A2 Le Torri, in Toscana tra pini e daini respirando il mare
All’interno del Parco naturale della Maremma, in Toscana, muniti di biglietto di entrata, è possibile seguire un suggestivo sentiero che attraversa l’ottocentesca Pineta Granducale dell’Uccellina, e termina sull’incontaminata spiaggia di Collelungo. Si chiama A2 Le Torri e, circondati dal profumo di lentisco e ginepro, è un cammino di 11 km in mezzo ad angoli e scorci naturali inediti.
Superato il Ponte delle Tartarughe, si attraversa il canale dello Scoglietto-Collelungo e dalla pianura si sale dolcemente lungo una falesia ricoperta da rosmarino, cisto e leccio. Poco dopo la vista si apre su un mare di pini che si estende fino alla costa, dove il blu del mare abbraccia le isole dell’Arcipelago Toscano.
Raggiunto il crinale il sentiero conduce al Precoriale, un piccolo stagno immerso nella quiete, prima di proseguire verso la Torre di Castel Marino, una struttura del Duecento che offriva protezione dalle incursioni dei pirati. In questo punto, stagliati su un mosaico di colori dal turchese al verde all’azzurro, la foto è irrinunciabile.

La discesa porta all’antico uliveto monumentale di Collelungo, un luogo incantevole dove non è infrequente incrociare daini che pascolano indisturbati. Da qui si raggiunge la Torre di Collelungo che apre alla possibilità di un’ulteriore passeggiata di 3 km lungo la spiaggia fino a Cala Rossa.
Non meno emozionante dell’andata, la via del ritorno costeggia il vivace canale ricco di tartarughe, anatre e martin pescatori.
La Via degli Dei, tra Emilia e Toscana sulle tracce della Repubblica romana
In parte sul tracciato della Flaminia Militare, la Via degli Dei è un itinerario che si snoda per 130 km attraverso l’Appennino Tosco-Emiliano, collegando Firenze a Bologna.
Il percorso inizia precisamente da Piazza Maggiore a Bologna e termina a Piazza della Signoria a Firenze (o viceversa!). Il suo completamento richiede dai 5 ai 7 giorni, ma se si dispone di poco tempo, è possibile dedicarsi a una sola delle 9 tappe.
Ricco di storia, arte e cultura, il sentiero presenta dislivelli importanti e, a seconda delle tratte, può risultare impegnativo e richiedere attenzione.

Una tra le più affascinanti, in circa 6 ore conduce lungo i 17km che uniscono Madonna dei Fornelli a Passo della Futa. In più punti del sentiero è possibile ammirare i resti dell’antica strada romana, delle fornaci del II secolo a.C.a Piana degli Ossi e del Castelliere Ligure del III sec a.C. a Poggio Castelluccio.
Immersi nelle atmosfere suggestive del bosco di conifere, il percorso raggiunge il punto massima di quota a circa 1200 m, per poi arrivare a destinazione tra radure aperte e panorami pittoreschi. Tutti da fotografare.









