Tra le città più verdi e vivibili d’Italia, il capoluogo trentino unisce natura, storia, innovazione e qualità della vita. Una guida di Trento alla scoperta dei suoi quartieri, dei parchi e di un modello di sostenibilità che funziona davvero.

Circondata dalle montagne e attraversata dal fiume Adige, Trento è una città virtuosa, che riesce a unire perfettamente tradizione e innovazione. La conferma arriva anche da Legambiente, che quest’anno le ha conferito il titolo di “città più sostenibile d’Italia“, podio conquistato più volte nel corso degli anni. Apprezzata per la qualità della vita e la cura degli spazi verdi e non, ha investito in mobilità dolce, energia pulita e rigenerazione urbana.
Un’atmosfera che colpisce anche chi la visita, con le sue architetture contemporanee accanto a palazzi rinascimentali, tanti parchi urbani e piste ciclabili comode per esplorarla. Si rivela così la meta ideale per chiunque cerchi un turismo più sostenibile, lento e a misura d’uomo, dove storia, natura e innovazione convivono armoniosamente. Ecco la guida per scoprire un lato di Trento più alternativo, oltre i cliché di questa città dall’anima mitteleuropea.

Trento, una guida alla scoperta della città più sostenibile d’Italia

Trento, Palazzo delle Albere
Palazzo delle Albere

Visitare Trento oggi significa entrare in una città che ha fatto della sostenibilità un tratto distintivo. Nel 2025 ha riconquistato il primo posto nella classifica “Ecosistema Urbano” di Legambiente, con un punteggio del 79,98%, davanti a Mantova, Bergamo e Bolzano. Più che un risultato, è una conferma: negli ultimi sei anni, Trento è sempre stata tra le primissime città italiane per qualità ambientale.
Per chi viaggia e per chi ci vive, questo si traduce in aria pulita, spazi verdi curati (oltre 21 metri quadrati a persona), tanti servizi di mobilità condivisa, un trasporto pubblico efficiente e distanze facilmente percorribili a piedi o in bicicletta. I frutti di questo approccio si possono vedere nei numerosi progetti del piano “Trento 2030”, che stanno ridisegnando gli spazi della città. L’area ex Sit diventerà un Hub intermodale con un parco panoramico sul tetto e collegamenti pedonali diretti con la stazione ferroviaria, in fase di completo restyling.
Entro pochi anni sono in progetto anche la cabinovia Trento-Bondone, che collegherà il centro cittadino con Vason in appena 17 minuti, passando per Sardagna; e l’ascensore inclinato di Mesiano, che unirà la zona di viale Bolognini al polo universitario in meno di due minuti.
La circonvallazione ferroviaria sposterà i treni merci fuori dal perimetro urbano, liberando 16 ettari che verranno trasformati in un grande corridoio verde per la mobilità dolce. Allo stesso tempo, stanno prendendo forma progetti di rigenerazione come la rinascita del quartiere Santa Chiara, la riqualificazione della Barchessa di Palazzo delle Albere e nuovi impianti per sport e tempo libero. Ma, anche senza aspettare fino al 2030, Trento offre già non pochi motivi per programmare al più presto una visita della città.

Verde, giardini e natura a Trento e dintorni

Panorama di Trento dal Castello del Buonconsiglio
Panorama dal Castello del Buonconsiglio

A Trento la natura regala paesaggi straordinari. La città si sviluppa lungo l’Adige e si apre subito verso montagne, boschi e laghi, facilmente raggiungibili anche senza allontanarsi troppo dal centro. Allo stesso tempo, negli ultimi anni sono state create o riqualificate numerose aree verdi nel territorio cittadino, pensate per offrire spazi di relax, sport e socialità.
Tra i parchi più frequentati c’è il Parco delle Albere, nato insieme all’eco-quartiere progettato da Renzo Piano. Circa cinque ettari di prato e canali si estendono fino alla sponda sinistra dell’Adige, dove corre una lunga pista ciclabile. Qui si può camminare, prendere il sole o semplicemente sedersi all’ombra, mentre i bambini giocano vicino ai corsi d’acqua.
Poco distante, il Parco di Gocciadoro è il più esteso della città. Inaugurato nel 1922 e immerso in una zona collinare, alterna prati, boschetti e sentieri con fontane, aree giochi e spazi per attività sportive. Il nome deriva dall’antico vitigno gòza d’òr, che un tempo veniva coltivato proprio qui. Un’altra meta amata dai trentini è il Doss Trento, la collina che domina la città, sede di eventi come il Poplar, tra i festival musicali più interessanti in Italia.
Chi preferisce spazi ancora “più naturali” può esplorare il Bosco della Città, nella zona di Villazzano. Si tratta di un’area di oltre cento ettari tra zone boschive, parco botanico e percorsi escursionistici. I sentieri formano un anello panoramico che consente di camminare immersi nella vegetazione, con scorci sulla città e fontane d’acqua potabile lungo il percorso. Perfetto per chi sogna un po’ di “forest bathing” a due passi da casa.
Nel cuore della città, invece, vale la pena fermarsi nel giardino del Castello del Buonconsiglio, aperto gratuitamente al pubblico. Restaurato negli anni Venti del Novecento, conserva la geometria e l’atmosfera dei grandi giardini italiani, tra panchine all’ombra, siepi ben curate e, nelle giornate limpide, una vista inedita sulle mura del castello e sui tetti del centro. Mentre camminando o pedalando lungo le piste ciclabili che costeggiano l’Adige, ci si ritrova in pochi minuti circondati da alberi e sentieri che salgono verso il Monte Bondone, la “montagna dei trentini”. Da qui partono numerose escursioni, con itinerari che si affacciano sulla valle e raggiungono malghe e punti panoramici mozzafiato.

Quartieri e rigenerazione urbana: da Le Albere ai volti storici della città

Vista aerea del Museo delle Scienze
Vista aerea del Museo delle Scienze

Il simbolo più evidente di questo cambiamento è il quartiere Le Albere, nato dal progetto di Renzo Piano sull’area dell’ex fabbrica Michelin. Inaugurato nel 2013, è un esempio concreto di come un’area industriale possa trasformarsi in un quartiere verde e sostenibile. Le palazzine, costruite in legno e vetro, si affacciano su canali e piazze pedonali immerse in un parco di cinque ettari, dove auto e traffico sono completamente assenti e la mobilità si sposta sottoterra. Ogni edificio è progettato per ridurre i consumi energetici, con pannelli fotovoltaici e materiali locali. L’intero complesso ospita abitazioni, uffici, negozi e il Museo delle Scienze (MUSE), che ne è il cuore culturale.
Accanto a questa zona moderna, tappa più classica di una vacanza a Trento sono i suoi quartieri storici. Il centro città, con le sue piazze rinascimentali, i portici e i palazzi decorati, resta il punto di riferimento della vita cittadina. Poco più in alto, San Donà e Cognola regalano tranquillità e paesaggi spettacolari. La Bolghera, verde e residenziale, è una delle zone più eleganti, mentre Villazzano conserva un’atmosfera più rilassata, con case basse e giardini che ricordano il ritmo lento dei piccoli sobborghi.
Nella parte nord della città, Gardolo e Meano sono quartieri ben collegati al centro e in continua crescita, con nuovi servizi e aree verdi. In tutti si ritrovano la stessa attenzione alla funzionalità, ai collegamenti e agli spazi pubblici. Il quartiere Santa Chiara è invece al centro di un piano che prevede un grande parco, nuovi edifici per giovani, imprese e associazioni, e la riqualificazione dell’ex facoltà di Lettere. Anche Piedicastello, un tempo area industriale, è diventato un punto d’incontro importante, grazie al recupero delle gallerie trasformate in spazi espositivi e alla presenza del Museo Storico del Trentino.

Un tour alternativo di Trento: tra sotterranei, street art e scorci inediti sulla città

Mausoleo di Cesare Battisti, Doss Trento
Mausoleo di Cesare Battisti

Oltre alle sue piazze rinascimentali e ai palazzi nobiliari, Trento offre percorsi meno convenzionali che permettono di scoprire la città da prospettive inaspettate. Il punto di partenza resta il centro storico, dove si trovano i luoghi simbolo come Piazza Duomo, la Cattedrale di San Vigilio, il Palazzo Pretorio e il Castello del Buonconsiglio con il suo giardino, tutte notevoli testimonianze del passato vescovile e della ricchezza artistica della città.
Ma basta scendere di pochi metri per ritrovarsi in un’altra epoca: sotto Piazza Cesare Battisti si nasconde lo Spazio Archeologico Sotterraneo (SAS), uno dei siti più affascinanti della Trento romana, dove percorrere l’antico decumano massimo di Tridentum, fondata nel I secolo a.C. Il percorso si snoda per oltre 1.700 metri quadrati e include anche i resti di una basilica paleocristiana e della Casa di Orfeo, con un prezioso mosaico dedicato al mito greco.
Dopodiché, la visita può continuare “in verticale”. Dalla Torre Civica di Piazza Duomo, alta circa 46 metri, si gode una vista completa sui tetti della città, sulla cattedrale e sulle montagne circostanti. Un’altra prospettiva interessante si trova sulla Torre della Tromba, in via Cavour. Più piccola ma altrettanto suggestiva, conserva graffiti e iscrizioni lasciati dai prigionieri di un tempo e, ogni giorno intorno alle 12:00, fa risuonare la sirena che ricorda i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Saliamo ancora prendendo la vecchia funivia di Sardagna, che in pochi minuti collega il centro con il piccolo borgo affacciato sulla valle, oppure andando al Doss Trento, area verde che ospita il Mausoleo di Cesare Battisti, il Museo degli Alpini e un belvedere panoramico.
Chi, invece, preferisce l’arte contemporanea può scoprire Trento attraverso la sua street art, che negli ultimi anni ha colorato diversi muri della città. Tra i più noti ci sono il Pallone che diventa colomba di Senka Semak nei pressi dello stadio Briamasco, le opere di Joys in via Santa Margherita e il grande Ragno delle Dolomiti di Umberto Rigotti in via Giusti. In via Canestrini, nel sottopasso che collega l’ex Sit al centro, sedici artisti da tutto il mondo hanno trasformato le pareti in una galleria a cielo aperto, con murales astratti e realistici.

Cosa mangiare a Trento: non solo canederli

La tradizione gastronomica trentina unisce influenze alpine e venete, con piatti che nascono da materie prime del territorio e attenzione alla stagionalità. Oltre alle specialità più note, come i canederli, grossi gnocchi di pane raffermo con speck o formaggio, serviti in brodo o con burro fuso, altra ricetta contadina simbolo della regione sono gli strangolapreti, a base di spinaci e pane.
Immancabile anche la carne salada, carne bovina marinata con spezie e servita cruda o leggermente scottata, spesso accompagnata da fagioli o patate. A fine pasto non mancano lo strudel di mele, più morbido rispetto alla versione austriaca, e la zelten, dolce natalizio con frutta secca e canditi. E poi ci sono i formaggi, come il Trentingrana e il Puzzone di Moena, prodotti sulle malghe del Monte Bondone e delle Giudicarie, e gli sfiziosi salumi locali: speck, luganega e mortandela, che poco ha a che fare con la mortadella bolognese.
Chi vuole provare la cucina locale trova numerose osterie e ristoranti tradizionali nel centro storico e nei dintorni. Tra Piazza Duomo e via Manci si alternano trattorie che servono piatti della tradizione in chiave semplice, mentre nei quartieri di Bolghera e Piedicastello si trovano locali più recenti che abbinano cucina del territorio e interpretazioni moderne. E con il “grocery tourism” tra i nuovi trend di viaggio, meritano un tour i mercati cittadini, come quello di Piazza Santa Maria Maggiore, dove assaggiare prodotti tipici e acquistare miele, confetture e vini delle valli trentine.
Anche la tradizione vinicola ha infatti un ruolo importante: i bianchi profumati come il Nosiola, i rossi Teroldego Rotaliano e Marzemino, e soprattutto le bollicine metodo classico del Trentodoc, simbolo dell’enologia trentina, sono assolutamente un must.