Triumph prepara un tassello chiave per completare la propria gamma: la Trident 800. L’idea è semplice, ma centrata: prendere l’accessibilità e lo stile “neo-classic” della Trident 660 e affiancarle un tre cilindri di cubatura superiore, più spinta in alto e più corpo ai medi, senza scivolare nell’estremismo della Street Triple. Un modello intermedio, pensato per chi vuole una naked di media cilindrata moderna e concreta, da usare tutti i giorni e capace di divertire quando la strada si fa interessante.
Il progetto arriva nel solco del rinnovamento Triumph: dopo la Tiger Sport 800, con cui condividerà il cuore meccanico, la Trident 800 dovrebbe debuttare in forma definitiva nel 2025 (palcoscenico naturale EICMA 2025), con commercializzazione prevista per la stagione 2026. Le foto spia circolate negli ultimi mesi delineano un’identità chiara: linee pulite, proporzioni più muscolose della 660, serbatoio maggiorato e sella biposto più generosa, senza tradire il faro tondo che è diventato firma della famiglia Trident.
Triumph Trident 800: motore e carattere, il tre cilindri da 798 cm³ come base
La base tecnica è nota: il probabile tre cilindri di 798 cm³ già visto sulla Tiger Sport 800. In questa configurazione sviluppa 115 CV e 84 Nm, un salto netto rispetto agli 81 CV della Trident 660. Su una naked, è lecito aspettarsi una mappatura più reattiva, con risposta al gas più diretta e sound enfatizzato dai regimi medio-alti. La scelta del triple resta il tratto distintivo di Triumph: coppia utile ai medi per la guida quotidiana, allungo credibile quando si forza il ritmo, vibrazioni tenute a bada e carattere pieno senza essere impegnativo.
La trasmissione resta a sei rapporti, con la concreta possibilità che il quickshifter bidirezionale sia di serie sulle versioni più complete (o almeno a listino come accessorio ufficiale). L’erogazione “tri-cylinder” dovrebbe rendere la 800 una compagna intuitiva anche per chi arriva dalla 660, con un margine di prestazione in più che non spaventa.
Ciclistica e freni: upgrade dove serve
Il telaio dovrebbe differire rispetto alla 660 per irrigidimenti mirati e punti di attacco rivisti, a beneficio della precisione di guida. La forcella a steli rovesciati, verosimilmente Showa, è attesa con registri in compressione ed estensione. Dietro, troviamo un mono regolabile nel precarico pensato per sostenere anche un uso in coppia, complice la sella posteriore più ampia.
Il capitolo freni segna l’evoluzione più visibile: all’anteriore compaiono pinze radiali e dischi maggiorati, mutuati dall’impianto della Tiger Sport 800, con taratura orientata alla modulabilità prima ancora che alla pura potenza.
I cerchi potrebbero arrivare dalla Street Triple 765, soluzione logica per contenere pesi e montare coperture sportive diffuse. L’assetto oggettivamente “stradale” e il baricentro compatto sono gli ingredienti giusti per una roadster che deve restare amichevole nel traffico e precisa tra le curve.
Elettronica: IMU e controlli di ultima generazione
Sul fronte elettronico la Trident 800 è attesa con pacchetto completo: piattaforma inerziale a sei assi, ABS e traction control con funzione cornering, riding mode selezionabili (Road, Sport, Rain) e probabilmente una modalità configurabile. Cruise control, launch assist e anti-impennata rientrano tra le funzioni plausibili, mentre la strumentazione a colori dovrebbe integrare connettività smartphone nativa per navigazione turn-by-turn e gestione delle chiamate.
Questa dotazione, ereditata in larga parte dalla 660 ma portata a un gradino superiore, è coerente con la vocazione del modello: fruibilità quotidiana e sicurezza attiva anche su fondi variabili. Dato il valore del mezzo e la presenza di componentistica premium, bisognerà ragionare in anticipo nella valutazione del costo complessivo anche su un’assicurazione moto che copra furto, atti vandalici ed eventi naturali, oltre a valutare franchigie e massimali per gli accessori originali.
Triumph Trident 800 scheda: ergonomia e dettagli, più spazio, stessa identità
Le immagini di pre-serie mostrano una sella sdoppiata più ampia, un manubrio largo e relativamente rialzato e pedane in posizione neutra: triangolazione pensata per tenere a bada l’affaticamento nell’uso quotidiano senza perdere confidenza nella guida brillante.
Il serbatoio scolpito favorisce l’incastro delle ginocchia, mentre un piccolo plexi e un puntale (visti sul prototipo) dovrebbero restare a catalogo come accessori. Lo scarico laterale appare più voluminoso della 660, segnale di adeguamenti alla contropressione e all’omologazione acustica.
Posizionamento in gamma e tempi
La Trident 800 si collocherà tra la 660 e la Street Triple 765, coprendo lo spazio per chi vuole qualcosa in più della entry-level senza entrare nel territorio più specialistico.
Per Triumph sembra essere la mossa giusta: amplia il pubblico e consolida la famiglia Trident con una proposta dal rapporto prestazioni/versatilità molto competitivo nel segmento delle medie naked.
L’anteprima a EICMA 2025 appare la finestra più probabile, con arrivo in concessionaria nel 2026.
Scheda tecnica Triumph Trident 800 (dati attesi)
Motore e trasmissione
- Tipologia: tre cilindri in linea
- Cilindrata: 798 cm³ circa
- Potenza: fino a 115 CV (configurazione Tiger Sport 800)
- Coppia: fino a 84 Nm
- Cambio: 6 marce
- Quickshifter: bidirezionale (atteso)
- Omologazione: Euro 5+
Ciclistica
- Telaio: tubolare in acciaio, aggiornato rispetto a Trident 660
- Forcella: USD regolabile (compressione/estensione)
- Ammortizzatore: posteriore regolabile nel precarico
- Freni anteriori: doppio disco con pinze radiali
- Freno posteriore: disco singolo
- Cerchi: lega leggera, possibile derivazione Street Triple 765
- Pneumatici: misura da media naked (17”)
Elettronica e assistenza
- IMU a 6 assi
- ABS cornering
- TC cornering
- Riding mode: Road, Sport, Rain (+ Custom attesa)
- Cruise control
- Display TFT con connettività
- Illuminazione full LED








