Mentre Tesla tocca i minimi in Borsa e le vendite crollano in Europa, lo scontro tra Trump e Musk si trasforma in una crisi politica ed economica che mette a rischio il futuro degli incentivi rimasti per le auto elettriche dell’azienda.

La rottura è ormai totale. A pochi giorni dal loro apparente commiato pacifico, Donald Trump ed Elon Musk sono passati dalle strette di mano agli insulti, in una lite esplosa in diretta sui social X e Truth.

In ballo ci sono molto più che simpatie personali: il presidente Usa ha apertamente minacciato di tagliare i sussidi pubblici a Tesla e SpaceX, accusando Musk di aver voltato le spalle dopo aver beneficiato per anni degli incentivi statali. Il patron di Tesla, dal canto suo, ribatte colpo su colpo: accusa Trump di ingratitudine, minaccia di fondare un nuovo partito e lancia addirittura una bomba politica sul caso Epstein. Tutto mentre le azioni di Tesla crollano a Wall Street e la casa automobilistica continua a perdere terreno in Europa, dove a maggio ha appena toccato i minimi storici nelle vendite.

Lite Trump-Musk: cosa sta succedendo

Tutto è iniziato con l’accoglienza alla Casa Bianca del cancelliere tedesco Friedrich Merz, durante la quale Trump ha espresso tutta la sua frustrazione per le critiche ricevute da Musk sulla nuova legge fiscale americana. Il fondatore di Tesla l’ha infatti definita un «disgustoso abominio», soprattutto per la parte relativa ai tagli agli incentivi ambientali. Secondo Trump, però, la vera ragione dell’ira di Musk sarebbe la rimozione del cosiddetto “mandato EV”, l’obbligo per i produttori di auto di rispettare specifiche quote di vendita per i veicoli elettrici.

Trump ha definito questo obbligo una forzatura imposta agli americani e ha rivendicato di averlo cancellato, sostenendo che Musk abbia reagito con rabbia proprio perché quel sistema aveva favorito Tesla per anni. Un cambio di tono radicale rispetto ai mesi scorsi, quando l’imprenditore e il presidente si scambiavano parole al miele. Ora invece Trump nega qualsiasi ruolo decisivo di Musk nella vittoria elettorale e rilancia: «Avrei vinto la Pennsylvania anche senza di lui» (uno degli stati-chiave nelle ultime elezioni USA).

La risposta del diretto interessato non si è fatta attendere. Su X, Musk ha accusato Trump di falsità e di voler scaricare su di lui la responsabilità per una legge approvata «nel cuore della notte, senza che nemmeno il Congresso avesse il tempo di leggerla». Poi ha attaccato duramente la disparità tra i tagli ai sussidi verdi e quelli ancora garantiti all’industria del petrolio e del gas, definendo la legge «molto ingiusta».

Fine degli incentivi? Il futuro di Tesla

Ma la minaccia che agita i mercati arriva dritta dalla Casa Bianca: Trump ha lasciato intendere la possibilità di tagliare ogni forma di finanziamento pubblico alle aziende di Musk. Secondo il Presidente americano, sarebbe il modo più rapido per risparmiare miliardi di dollari nel bilancio federale. Parole che hanno avuto un impatto immediato: nel giro di poche ore, le azioni Tesla hanno perso oltre il 14% al Nasdaq.

La tensione tra Musk e l’amministrazione Usa non arriva nel momento migliore. Tesla è già in crisi: le vendite in Europa sono in calo costante da mesi, l’azienda ha perso quote di mercato anche in patria e la sua posizione dominante nel settore EV è sempre più insidiata da competitor cinesi ed europei (e infatti ad aprile in Europa Tesla è stata già superata da Byd). Questo nonostante una crescita nelle vendita di auto elettriche.

L’ipotesi di un taglio ai contratti governativi – dai lanci spaziali di SpaceX fino agli incentivi per la mobilità elettrica – rappresenterebbe un duro colpo per un gruppo che ha costruito parte della sua ascesa proprio grazie agli appalti pubblici.

Musk fonderà un nuovo partito?

Come se non bastasse, Elon Musk ha infiammato ulteriormente la polemica lanciando un sondaggio su X: «È ora di creare un nuovo partito politico che rappresenti davvero l’80% delle persone al centro?». L’84% dei votanti ha risposto sì. Un passo provocatorio ma non troppo lontano dalla realtà, considerando il crescente attivismo politico del miliardario, sempre più critico nei confronti di entrambi i partiti tradizionali.

Fonte foto: sito ufficiale Casa Bianca.