I borghi italiani conquistano sempre più turisti stranieri in cerca di autenticità, relax e un contatto autentico con il territorio.

Negli ultimi anni si è consolidato un vero e proprio boom del turismo nei borghi più belli d’Italia, che da alternativa di nicchia stanno diventando la destinazione principale di moltissimi viaggiatori, anche stranieri, in cerca di un turismo lento e sostenibile. Così, mentre città d’arte come Firenze, Roma e Venezia vengono letteralmente prese d’assalto dai turisti – l’overtourism sta diventando un problema in tante località, non solo in Italia – i piccoli borghi conquistano perché capaci di offrire maggiore autenticità.

A confermarlo sono anche i dati elaborati da Ruralis, che evidenziano come i viaggiatori internazionali stiano diventando sempre più i protagonisti di questa tendenza.

Da dove vengono i turisti nei borghi italiani

L’interesse verso i borghi italiani arriva da un pubblico internazionale sempre più ampio e organizzato. Secondo le analisi di Ruralis, per la primavera 2026 i turisti stranieri hanno prenotato con largo anticipo: la finestra media di prenotazione è di 99 giorni, superando di quasi tre settimane quella degli italiani, che si fermano intorno agli 80 giorni.

Quelli “più veloci” a prenotare provengono soprattutto dal Regno Unito (ben 128 giorni di anticipo), seguiti da Australia (116 giorni), Germania (112 giorni), Paesi Bassi (108 giorni) e Repubblica Ceca (103 giorni).

Sul volume di prenotazione complessivo in base alla nazionalità, gli italiani restano il gruppo principale con il 59% delle prenotazioni. Subito dopo si posizionano gli Stati Uniti (12%) con Germania (9%) e Francia (8%) a seguire.

Tra turisti stranieri e italiani cambia poi molto anche la disponibilità di spesa. I primi spendono mediamente di più e scelgono soluzioni indipendenti, come intere proprietà immerse nella natura, piuttosto che semplici camere. La ricerca di privacy, comfort e standard elevati diventa quindi centrale nella scelta della destinazione.

Turismo nei borghi, il benessere è al primo posto

A guidare le scelte dei visitatori internazionali è soprattutto il tipo di esperienza che il borgo è in grado di offrire. Si cercano in particolare mete per rilassarsi e ricaricarsi, dotate di piscina o idromassaggio, insieme alla possibilità di vivere attività all’aria aperta come passeggiate rilassanti nella natura, tra panorami collinari e, quando possibile, viste sul mare. Tutti fattori determinati nella selezione dell’alloggio.

I borghi non vengono scelti solo per l’aspetto storico-culturale, ma si preferisce un turismo più esperienziale, che combina paesaggio, relax e qualità della vita, lontano dai ritmi e dal caos delle grandi città d’arte. Anche l’uso di servizi di telepedaggio aiuta a rendere il viaggio più sereno, evitando traffico e code ai caselli, un problema soprattutto in alta stagione turistica.

Il boom dell’enoturismo

Sempre più popolari sono anche i borghi del vino. L’enoturismo sta infatti diventando uno dei principali motori economici di molte zone interne italiane.

L’Italia poi ha una ricca tradizione vitivinicola – pensiamo ad esempio al Barolo, Chianti, Prosecco, Moscato d’Asti o Vermentino – che attira molto i turisti stranieri, in particolare coppie e piccoli gruppi. Degustazioni, incontri con i produttori, workshop e visite nelle cantine compaiono addirittura nei filtri di ricerca più utilizzati.

Le visite in cantina, ad esempio, sono cresciute del 15%, trainate dalla possibilità di abbinare il vino al meglio della cucina regionale italiana. Allo stesso tempo, si assiste a una flessione del 12% sui tour intensivi con più tappe. Segno che il viaggiatore è sempre più attento alla qualità, alla sostenibilità e all’autenticità dell’esperienza di viaggio.