È ormai più di un anno che i Tutor 3.0 sono entrati in funzione sulle autostrade d’Italia. Il nuovo sistema di rilevamento della velocità si sta rivelando particolarmente efficace nell’individuare i trasgressori. Scopriamo di più su questo sistema.
I nuovi Tutor sono attivi lungo la rete autostradale del nostro paese dal mese di marzo 2025. Già dai primi tempi, secondo i dati di Autostrade per l’Italia diffusi poco dopo il lancio, su alcune tratte si è registrato un calo del -20% di transiti oltre i limiti.
Sono 26 le tratte autostradali sorvegliate dai Tutor 3.0 (tra cui Autostrada del Sole, A14 Bologna-Taranto e A4 Milano-Venezia), per un totale di 178 tratte monitorate da un sistema safety tutor di nuova o vecchia generazione. I chilometri interessati dalla mappa dei tutor sono complessivamente 1.800. Ricordiamo ora il funzionamento degli strumenti più recenti.
Tutor 3.0 e vecchi tutor: le differenze
Il sistema Tutor in funzione sulle autostrade prima di marzo 2025, e che comunque permane in tutte le tratte non interessate da quelli nuovi, permette di effettuare una misurazione della velocità media in un tratto e di rilevare inoltre la velocità di un veicolo al suo passaggio sotto le telecamere (come per gli autovelox per le multe).
In pratica, in presenza di Tutor non è sufficiente rallentare per non essere “beccati” dalla telecamera e poi limitarsi a frenare in prossimità della successiva. Il dispositivo, infatti, rileva il tempo impiegato per percorrere il tratto da un punto all’altro. In caso di tempo ridotto rispetto allo standard, significa che l’auto ha marciato oltre i limiti di velocità. Ed è allora che parte la segnalazione.
Invece, come funzionano i Tutor 3.0? Nello stesso modo, ma con l’aggiunta di ulteriori specifiche finalizzate a individuare comportamenti scorretti al volante. Il sistema rileva infatti sorpassi rischiosi (o contravvenzioni al divieto di sorpasso), distanza di sicurezza insufficiente, utilizzo improprio della corsia di emergenza.
Tutor 3.0 di notte e multe
I Tutor 3.0 sono attivi anche di notte, quando le multe per eccesso di velocità sono più salate. Quindi, chiunque si trovi a guidare in autostrada oltre i limiti nell’arco compreso tra le ore 22:00 e le 8:00 è tenuto a mantenere un livello di attenzione ancor più elevato. Stesso discorso per le situazioni di scarsa visibilità come pioggia e nebbia.
Superare il limite anche di soli 10 km/h, come ad esempio andando a 140 km/h in un tratto in cui il tetto massimo è 130, può costare da un minimo di 42 euro fino ad un massimo di 173 euro, mentre se si supera il limite di almeno 40 km/h, a quel punto si può arrivare a 3.000 euro in caso di infrazioni molto gravi al Codice della Strada.
Per questo motivo, i Tutor 3.0 rappresentano oggi uno degli strumenti di controllo più severi e temuti dagli automobilisti che viaggiano abitualmente in autostrada.
Controllo stradale: le prospettive future
In tutto ciò, i sistemi di rilevamento della velocità stanno diventando sempre più sofisticati e precisi grazie all’evoluzione tecnologica e all’intelligenza artificiale. I nuovi dispositivi sono infatti in grado di elaborare grandi quantità di dati in tempo reale, migliorando il riconoscimento dei comportamenti pericolosi e aumentando l’efficacia dei controlli.
In prospettiva potrebbe diffondersi anche la possibilità di identificare automaticamente i veicoli privi di assicurazione auto o revisione, integrando le verifiche con le banche dati nazionali e rafforzando ulteriormente il monitoraggio della circolazione stradale.








