Biocarburanti ed e-fuels sono carburanti a basso impatto ambientale che potrebbero rappresentare una soluzione per la decarbonizzazione dei trasporti. Ma la loro diffusione è ancora limitata e dibattuta a livello europeo.

L’obiettivo di ridurre le emissioni nel settore dei trasporti è una priorità per l’Europa. L’elettrificazione è considerata la soluzione principale, ma i carburanti a basso impatto ambientale emergono come una possibile alternativa.

I carburanti a basso impatto ambientale: di cosa si tratta e quali sono

I carburanti a basso impatto ambientale sono combustibili di origine biogenica o sintetica in grado di ridurre le emissioni di CO2 rispetto ai carburanti tradizionali. Si dividono in diverse tipologie:

  • Biocarburanti liquidi avanzati – Ottenuti da materiali di scarto di origine organica, come oli vegetali esausti o grassi animali;
  • Biometano e bio-GNL – Prodotti dall’upgrading del biogas, che a sua volta può essere ottenuto da scarti agricoli, reflui zootecnici o fanghi di depurazione;
  • Recycled carbon fuels – Ricavati da rifiuti indifferenziati e plastica non riciclabile, offrono una seconda vita a questi materiali;
  • E-fuels – Carburanti sintetici ottenuti combinando idrogeno rinnovabile – prodotto tramite elettrolisi dell’acqua alimentata da fonti rinnovabili – e anidride carbonica catturata dall’atmosfera o da fonti concentrate;
  • Idrogeno (verde o blu) – Utilizzabile direttamente in Fuel Cell Electric Vehicle (FCEV) o in motori a combustione interna modificati, ma richiede la creazione di una rete di distribuzione dedicata.

Biocarburanti vs. e-fuels: il dibattito europeo sui carburanti a basso impatto

I biocarburanti sono considerati una soluzione importante per la decarbonizzazione dei trasporti, in quanto possono essere utilizzati nelle infrastrutture esistenti con eventuali adattamenti, in particolare per voli e viaggi in nave. La domanda è in crescita, ma la produzione deve aumentare per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), entro il 2030 la produzione di biocarburanti dovrebbe raggiungere oltre 10 EJ, con una crescita media annua dell’11%.

Il regolamento dell’UE che impone lo stop alla vendita di auto inquinanti dal 2035 ha un’unica deroga per i veicoli alimentati esclusivamente con e-fuel. L’Italia ha tuttavia chiesto una deroga anche per i biocarburanti, evidenziando il loro potenziale nel ridurre le emissioni senza la necessità di rinnovare il parco veicoli, ma la richiesta è stata respinta.

Gli e-fuel sono considerati una soluzione promettente per la decarbonizzazione, in quanto teoricamente possono raggiungere zero emissioni nette di CO2 se prodotti utilizzando energia rinnovabile. Tuttavia, la loro produzione è ancora costosa e complessa, richiede grandi quantità di energia rinnovabile e acqua per l’elettrolisi.

Sfide e prospettive future dei carburanti a basso impatto

Per i biocarburanti sarebbe necessario aumentare la produzione in modo sostenibile, evitando la competizione con la produzione alimentare – vista l’origine organica dei materiali – e utilizzando materie prime di scarto o colture non alimentari. Per gli e-fuel, la sfida è quella di ridurre i costi di produzione e aumentare l’efficienza dei processi, oltre a garantire la disponibilità di energia rinnovabile sufficiente per la loro produzione.

I carburanti a basso impatto ambientale, tuttavia, potrebbero favorire la decarbonizzazione soprattutto nei settori nei quali l’elettrificazione è difficile come nell’aviazione e nel trasporto marittimo. In tal senso, la ricerca e l’innovazione tecnologica sono fondamentali per migliorare l’efficienza e la sostenibilità di questi carburanti.