Soluzione economica e sostenibile, il retrofitting è comunemente impiegato in molti campi dell’industria e della società. Conosciuto anche come ammodernamento, è una pratica che consente di rinnovare e reimpiegare elementi obsoleti, evitando così la maggiore produzione di rifiuti.

Il mondo contemporaneo è in continuo mutamento. Le innovazioni tecnologiche, come ad esempio le smart home, e le materie che contribuiscono a creare ambienti green, come l’ecodesign, richiedono un quasi continuo ricambio degli strumenti e dei materiali a disposizione.

Tutto ciò rischia di essere controproducente per l’ecologia.

Infatti quello che si ha a disposizione può diventare vecchio e inutilizzabile nel giro di pochi anni, andando a creare un circolo vizioso dal forte impatto ambientale.

Il retrofitting è un’intelligente risposta verde a tutto questo.

Cos’è il retrofitting?

Retrofitting o retrofit è un termine della contemporaneità che descrive la pratica di modifica e ammodernamento, generalmente tramite l’aggiunta di funzionalità tecnologiche, di un sistema esistente che non è più in grado di soddisfare le esigenze attuali e le normative vigenti.

Grazie a questa soluzione, è possibile migliorare un prodotto e allungare il suo ciclo di vita.

In poche parole, il retrofit è un aggiornamento retroattivo, una sorta di riciclo che permette di dotare sistemi obsoleti di elementi innovativi e sostenibili, in grado di metterli al pari, o quasi, di produzioni più recenti.

Dove è possibile applicare il retrofit?

Il retrofitting è un procedimento che può essere impiegato in vari settori. Ecco i principali:

  • Architettura ed edilizia: pur avendo un ciclo di vita lungo, molti edifici presenti in tante città, soprattutto italiane, risalgono al secondo dopoguerra e non rispettano i più recenti criteri di funzionalità, spazialità e sostenibilità energetica. Con il retrofit queste costruzioni, ma anche complessi e interi quartieri, non vengono ristrutturati ma entrano a far parte di progetti precisi di adeguamento per la costruzione di città smart;
  • Meccanica: anche il settore delle auto e delle moto fa largo uso del processo di ammodernamento, ad esempio attraverso l’aggiunta di un filtro antiparticolato o di un catalizzatore a un motore endotermico. Visti i crescenti servizi di ricarica elettrica, non mancano le conversioni di vecchie auto con motori a combustione interna a veicoli elettrici;
  • Impiantistica: l’ammodernamento è una pratica molto utile negli impianti perché consente di aumentare la sicurezza del personale e ottimizzare la velocità e qualità dei processi di produzione, nonché renderli più green attraverso la sostituzione di particolari componenti e l’aggiunta di macchinari innovativi. In particolare, nell’industria energetica, il retrofitting può essere utilizzato per migliorare le prestazioni delle centrali elettriche mediante l’adozione di tecnologie più moderne e sostenibili.
  • Illuminazione Pubblica: Le città possono adottare il retrofitting per aggiornare i sistemi di illuminazione pubblica sostituendo le vecchie lampade con tecnologie più efficienti dal punto di vista energetico, come i LED.
  • Trasporti Pubblici: Le flotte di veicoli nei servizi di trasporto pubblico possono essere oggetto di retrofitting per ridurre le emissioni inquinanti, migliorare l’efficienza del carburante e integrare nuove tecnologie.

Cosa può fare il retrofitting per la sostenibilità?

L’approccio del retrofitting si fonda su tre principi chiave: riduzione, riciclo e riutilizzo. Insieme, permettono ad aziende ed enti di riqualificare i propri strumenti o i propri prodotti usando risorse già a disposizione, senza il bisogno di creare rifiuti.

Il retrofitting rappresenta dunque un efficace contributo alla sostenibilità ambientale, poiché offre un’opzione economica e versatile per ridurre l’impatto ambientale in diversi settori, senza richiedere investimenti elevati o tecnologie avanzate non accessibili a tutti.

Progetti di retrofitting in Italia

Molti paesi europei si stanno impegnando in progetti di retrofitting in vari settori della società, e l’Italia non è da meno.

A Milano, ad esempio, è molto celebre il progetto portato avanti dallo studio Park Associati, che prevede l’applicazione del retrofit a edifici simbolici della capitale meneghina, come la Serenissima di via Turati. Questa presenta facciate vetrate e una rielaborazione degli spazi interni, con l’inserimento di un giardino accessibile a tutti che porta il verde nella città.

In campo automotive, Stellantis, in collaborazione con il SENAI (Servizio Nazionale di Apprendistato Industriale), sta portando avanti dal 2022 un progetto di retrofit elettrico per la conversione di veicoli commerciali leggeri (Fiat Fiorino e Peugeot Partner Rapid), sia nuovi che usati, precedentemente dotati di motore a combustione interna. L’obiettivo è  di equipaggiarli con un powertrain elettrico. Quest’ultimo è un insieme di componenti che trasmettono potenza meccanica dal motore principale ai componenti azionati.
La conversione prevedere che il propulsore a combustione venga disinstallato e sostituito dal kit di trasformazione e dal pacco batterie. I nuovi componenti vengono alloggiati nel vano di carico del veicolo, senza dover apportare modifiche strutturali. Per il SENAI, il progetto rappresenta un’opportunità per sviluppare competenze nel settore e favorire l’evoluzione delle tecnologie mirate alla decarbonizzazione dell’economia. L’obiettivo è orientarsi verso la sostenibilità e l’economia circolare, fornendo risorse, know-how e capitale intellettuale per rafforzare la competitività dell’industria automobilistica.