La mobilità urbana è un tema decisivo quando si parla di salute della Terra, dell’ambiente che la circonda e delle persone che la vivono. Ecco quali sono le prospettive e alcune sfide che si è posta l’Europa per i prossimi anni.

Se da un lato le grandi città europee sono sempre ricche di opportunità, eventi e luoghi di socializzazione, dall’altro non possono essere ignorati fenomeni gravi in costante aumento, come l’inquinamento atmosferico, il traffico e la frenesia della vita di tutti i giorni. A questo va aggiunto un dato: la popolazione nelle città continua ad aumentare, e spostarsi nei vari quartieri diventa sempre più complesso (stare pressati per ore nella metro di Milano non è una bella sensazione). In questo quadro problematico, programmi come l’EIT Urban Mobility stanno cercando di affrontare le tematiche e le sfide legate alla mobilità sostenibile nelle città europee.

EIT Urban Mobility: l’iniziativa europea per migliorare la mobilità urbana delle città

EIT Urban Mobility è un progetto avviato dall’Unione Europea che identifica le startup più interessanti a livello di mobilità e fornisce loro supporto e finanziamento.

Una di queste è Vonzu, una piattaforma SaaS di gestione delle consegne e della logistica, volta a fornire alle aziende un gestionale per una panoramica completa di tutte le loro consegne urbane, dalla catena di fornitura ai corrieri. Un esempio di come l’intelligenza artificiale può essere un valido aiuto per la mobilità urbana.

Un’altra interessante startup su cui EIT Urban Mobility ha investito è Nudged, azienda che incoraggia scelte sostenibili attraverso il design comportamentale. Un progetto pilota a Gotland, isola svedese, è riuscito a ridurre il traffico in auto del 14% semplicemente “spingendo” le persone a scegliere opzioni più rispettose del clima. Un altro a Göteborg ha contribuito a rendere gli utenti più positivi del 76% riguardo al passaggio alla bicicletta. Nel frattempo, Stoccolma ha vietato l’ingresso in centro alle auto.

Fredrik Hanell, direttore di Impact Ventures presso EIT Urban Mobility, ha dichiarato: «Crediamo che non abbia senso che le persone trascorrano la loro vita facendo i pendolari pressati oppure in auto nel traffico più congestionato».

EIT Urban Mobility ha sede a Barcellona, una delle prime metropoli a introdurre i “superblocchi“, isolati urbani a traffico limitato. Studi recenti hanno rilevato che nella città catalana c’è stata una diminuzione del 25% dei livelli di NO2 e una diminuzione del 17% dei livelli di particelle PM10. Buone pratiche di questo tipo sono state promosse ad esempio anche a Bruxelles, dove Place la Bourse, un tempo trafficata, è stata ripavimentata e designata solo pedonale, a e Bucarest, dove l’iniziativa “Open Streets” fa chiudere le strade centrali ai veicoli per un fine settimana e ospita eventi per far uscire le persone. Ma non sempre sono viste di buon occhio: ad esempio le aziende che devono trasportare merci non sono soddisfatte di questo approccio.

«Non odiamo le auto, ma vediamo che il loro posto naturale deve cambiare. Dobbiamo guardare a iniziative che possano contribuire al cambiamento della città. Una delle conseguenze che si vedono da tutto ciò è che l’aspettativa di vita aumenta, gli incidenti diminuiscono e, naturalmente, diminuisce l’inquinamento», afferma Hanell.

La transizione all’elettrico cambierà la mobilità europea?

Ovviamente queste iniziative non vogliono demonizzare l’uso dell’automobile, ma semmai renderlo virtuoso. Anche perché delle auto avremo sempre bisogno, specie per i viaggi lunghi. Sicuramente cambierà l’alimentazione delle vetture: il passaggio ai veicoli elettrici rappresenta un importante passo avanti per la riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico. Ma anche da questo punto di vista ci sono sfide molteplici.

Una delle più cruciali è il reperimento delle batterie. In effetti, l’UE prevede che la domanda e la produzione di batterie per veicoli elettrici aumenteranno a un ritmo rapido fino al 2030. Come rendere l’Europa meno dipendente dalle tecnologia cinesi? La startup svedese Elonroad ritiene che la soluzione potrebbe risiedere nell’elettrificazione delle strade europee. L’azienda ha sviluppato un binario conduttivo che, proprio come una power bank, è in grado di caricare le auto mentre viaggiano in autostrada o i camion quando sono parcheggiati in una zona di carico. Ciò dovrebbe porterebbe ad un alleggerimento del carico di lavoro per le colonnine di ricarica.

Un’altra startup interessante che lavora per affrontare questa sfida è Circu Li-ion, che mira a massimizzare il potenziale di ogni batteria attraverso l’upcycling. Invece di concentrarsi sulla produzione di nuove batterie, dare una seconda vita alle batterie esistenti è un ottimo modo per risparmiare CO2 e ottenere il massimo dalle preziose materie prime al loro interno. E anche gli investitori ne vedono il potenziale: Circu Li-ion ha recentemente raccolto 8,5 milioni di euro in finanziamenti iniziali.