Se stai cercando una meta per andare in vacanza senza aereo, un tour della Calabria on the road potrebbe essere esattamente quello che cerchi. In questo articolo ti daremo ispirazione per un tour di 7 giorni tra mare turchese e borghi sospesi sulle rocce.

La Calabria è una regione che molte persone conoscono troppo poco, eppure chi la visita per la prima volta non vede l’ora di tornarci. Forse perché il mare del Tirreno, qui, ha davvero quella sfumatura di turchese che ricorda i Caraibi, forse perché i borghi arroccati sulle rupi sono ancora abitati da persone che ti salutano quando passi, o forse per l’immenso patrimonio storico – greco, normanno, arabo, borbonico.

La regione si percorre comodamente in auto lungo l’A2, la storica “Autostrada del Mediterraneo” che scende da nord a sud fiancheggiando il Tirreno. Quest’arteria stradale è gratuita, ma, sui tratti autostradali a pedaggio, il nostro consiglio è di sfruttare i servizi di telepedaggio per saltare la coda al casello.

Il road trip che ti proponiamo parte dal Pollino a nord e scende fino allo Stretto, per poi risalire verso l’interno, fino a Cosenza.

In vacanza senza aereo: tour della Calabria in 7 giorni on the road

Sette giorni non sono tantissimi per una regione lunga quasi 250 chilometri, ma sono sufficienti per vedere il meglio senza trasformare il viaggio in una corsa. L’itinerario scende lungo la costa tirrenica, tocca Scilla e lo Stretto, si affaccia sullo Ionio e chiude il cerchio a Cosenza. Ogni tappa è diversa dalla precedente ed è questa incredibile varietà, forse, il vero punto di forza della Calabria.

Calcola il pedaggio, il consumo di carburante e il tempo di percorrenza per questo tragitto

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Giorno 1 – Civita e il Parco del Pollino

Prima di vedere il mare, sali in montagna. Il Parco Nazionale del Pollino è il più grande d’Italia e il borgo di Civita – fondato da una comunità arbereshe (albanese) nel Quattrocento – è uno dei punti d’accesso più suggestivi. Il paese sorge su uno sperone di tufo sopra la Gola del Raganello, un canyon che puoi percorrere a piedi, tra pareti rocciose, pozze d’acqua limpida e un silenzio irreale. Qui, assaporando le ricette tipiche della tradizione – lagane e cicciari, pitta ‘mpigliata – riesci a entrare in sintonia con la vera Calabria.

Giorno 2 – Pizzo Calabro e la Costa degli Dei

Scendendo verso il mare la prima tappa è Pizzo Calabro, un borgo che sembra cresciuto su una scogliera di arenaria color ocra. La Chiesetta di Piedigrotta, un santuario rupestre del Seicento interamente scavato nella roccia da alcuni naufraghi napoletani, già da sola vale questa tappa. Prima di ripartire, fermati in Piazza della Repubblica per un tartufo di Pizzo, il gelato con il cuore di cioccolato fuso. Qui, le prime calette della Costa degli Dei iniziano a darti un assaggio di quello che ti aspetta.

Giorno 3 – Tropea

La celeberrima Tropea è la cartolina della Calabria e si guadagna ogni centimetro di quella reputazione. Il centro storico medievale si affaccia su una rupe di tufo a sessanta metri sul mare, con il Santuario di Santa Maria dell’Isola sullo scoglio e la sagoma di Stromboli all’orizzonte. I vicoli profumati della pregiata cipolla rossa – quella di Tropea ha il marchio IGP ed è dolcissima – poi scendi alle spiagge: sabbia bianca finissima, acqua trasparente, fondali visibili. A pochi chilometri c’è Capo Vaticano, dove la Baia di Grotticelle è una delle spiagge più belle del Mediterraneo.

Giorno 4 – Palmi e la Costa Viola

Proseguendo verso sud, il paesaggio inizia a cambiare. La Costa Viola prende il nome dal colore che il mare assume al tramonto, quando la luce dell’Aspromonte regala mille sfumature di viola e arancio. Palmi è la tappa principale: affacciata su una costa fatti di strapiombi e calette, custodisce anche un museo etnografico tra i più ricchi della Calabria. Poco più a sud, Bagnara Calabra è famosa per il pesce spada e per i pescatori-palombari che ancora praticano la mattanza secondo la tradizione più antica.

Giorno 5 – Scilla

Scilla è il luogo dove Omero e gli antichi greci ritenevano abitasse il mostro marino che terrorizzava i naviganti. Il Castello Ruffo si erge su uno sperone di roccia a picco sullo Stretto di Messina, con la Sicilia visibile a occhio nudo di fronte. Sotto il castello, il quartiere di Chianalea è costruito direttamente sull’acqua: qui le case dei pescatori sono così vicine al mare che i davanzali sembrano pontili. Le spiagge di Marina Grande e Cala delle Rondini sono tra le più belle di tutta la Calabria.

Giorno 6 – Gerace e Locri

Attraversa l’Aspromonte e affacciati sullo Ionio: il mare cambia colore, il paesaggio si fa più asciutto, l’orizzonte si allarga. Gerace è uno dei borghi medievali più belli del Sud, aggrappato a una rupe a 500 metri, con la Cattedrale normanna del 1045 che è la più grande della Calabria, in stile romanico puro, con le colonne di spoglio e una luce che filtra bassa tra le navate. Scendi poi a Locri Epizephiri, colonia greca fondata nel VII secolo a.C.: il sito archeologico con i resti del Tempio di Marasà e il museo annesso raccontano una storia così antica da rimettere in prospettiva tutto il resto.

Giorno 7 – Cosenza

Cosenza è una città che la maggior parte dei turisti sottovauta e che invece vale assolutamente una visita. Il suo centro storico medievale scende tra vicoli, scale e chiese barocche fino alla confluenza tra i fiumi Crati e Busento, dove la leggenda vuole che Alarico, re dei Visigoti, sia stato sepolto con i suoi tesori nel 410 d.C. Il Duomo di San Salvatore custodisce la tomba di Isabella d’Aragona, regina di Francia, un capolavoro di scultura medievale. E poi c’è il Musaba, il museo all’aperto sul Corso Mazzini con le opere di Dalí, Mitoraj e molti altri, che regala a tutti l’arte contemporanea in mezzo alla città, senza biglietto d’ingresso. Cosenza è una città colta, un po’ rumorosa, generosa, esattamente come la regione che hai appena attraversato.