Tra borghi alpini, boschi e le alte cime delle Dolomiti, la Val di Funes è la meta ideale per una vacanza lontano dall’afa, senza prendere l’aereo.

La Val di Funes si allunga per circa 24 chilometri dalla Valle Isarco fino a Santa Maddalena, ultimo paese prima che prati e boschi lascino spazio alle montagne del Parco naturale Puez-Odle. All’ingresso, la strada attraversa una gola stretta tra pareti rocciose; poi, poco alla volta, il paesaggio si apre in una valle più ampia, punteggiata da pascoli, masi e piccoli borghi alpini.

Sullo sfondo si alzano le Odle, il cui nome in ladino significa “aghi”. Le loro cime sottili e frastagliate accompagnano il viaggio lungo tutta la valle, dominando i paesi di San Pietro, Tiso, San Valentino e Santa Maddalena e cambiando colore con la luce del giorno e della stagione (il foliage in autunno è meraviglioso).

Sette giorni permettono di esplorare questo angolo dell’Alto Adige senza fretta, alternando passeggiate tra i prati, visite ai borghi, soste nelle malghe e camminate in montagna.

Tour di sette giorni in Val di Funes: itinerario e consigli utili

La Val di Funes si raggiunge dalla vicina Valle Isarco attraverso la strada che parte nei pressi di Chiusa e attraversa la vallata. Da San Pietro si può inoltre proseguire verso la Valle di Eores e il Passo delle Erbe, passando dal Russiskreuz, a 1.729 metri di altitudine.

Chi arriva da sud può percorrere l’autostrada A22 del Brennero, uscire a Chiusa e seguire le indicazioni per la Val di Funes. Prima della partenza meglio controllare il traffico in tempo reale, percorso e disponibilità dei parcheggi vicino ai sentieri.

Per semplificare gli spostamenti in autostrada si possono utilizzare i servizi di telepedaggio. Una volta arrivati, l’auto può essere alternata alle passeggiate e alle forme di mobilità dolce promosse nella valle.

Giorno 1: San Pietro, Santa Maddalena e il Centro visite Puez-Odle

Il viaggio può iniziare da San Pietro, località principale e sede comunale di Funes. Il paese si trova a circa 1.130 metri di altitudine ed è il centro più grande della valle.

Qui sorge la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, conosciuta come il “Duomo della Valle” per le sue dimensioni e per il campanile con cupola bulbiforme, alto 65 metri. All’interno si trovano pitture tardogotiche dell’artista tirolese Joseph Schöpf.

La giornata può proseguire a Santa Maddalena, dove si trova il Centro visite del Parco naturale Puez-Odle. Le sezioni espositive raccontano la geologia delle Dolomiti, gli animali, le piante alpine e la storia dell’alpinismo, con uno spazio dedicato anche a Reinhold Messner, la cui famiglia è originaria del paese.

Giorno 2: trekking ai piedi delle Odle

Il secondo giorno può essere dedicato ai sentieri della parte più interna della valle, dominata dalle Odle di Funes. Il gruppo comprende cime come la Grande Fermeda, la Piccola Fermeda, il Sass Rigais, la Furchetta e la Torre di Campill.

Il Sass Rigais e la Furchetta raggiungono i 3.025 metri, ma non è necessario affrontare percorsi difficili per osservarli da vicino. Dalla zona di Malga Zannes partono infatti numerose passeggiate tra boschi, pascoli e malghe.

La scelta dell’itinerario può essere adattata alla preparazione dei partecipanti, lasciando spazio a trekking “fotografici”. La zona è particolarmente suggestiva anche al tramonto, quando la luce si riflette sulle pareti delle Odle.

Giorno 3: San Giovanni in Ranui e i sapori locali

La terza giornata può iniziare con una passeggiata verso la chiesetta di San Giovanni in Ranui, nella zona di Santa Maddalena. Costruita nel 1744, è uno dei luoghi più fotografati della valle grazie alla posizione nei prati e allo sfondo delle Odle. L’edificio barocco conserva un altare in legno marmorizzato con due dipinti. Il percorso per raggiungerlo è semplice e adatto anche alle famiglie.

Il resto della giornata può essere dedicato ai paesaggi intorno a Santa Maddalena e ai piatti tipici del Trentino-Alto Adige. Nei masi e nelle aziende della valle si possono assaggiare speck, formaggi, pane nero e frutta di stagione.

Durante le passeggiate è possibile incontrare anche le pecore con gli occhiali e le mucche grigio alpine, due razze tradizionali conservate nel territorio.

Giorno 4: Tiso e il Museo mineralogico

Il quarto giorno può essere riservato a Tiso, nella parte iniziale della valle. Qui si trova il Museo mineralogico, che ospita la collezione di Paul Fischnaller e racconta la geologia del territorio. Un filmato introduttivo illustra le caratteristiche dei cristalli esposti. Vengono inoltre organizzate escursioni guidate alla ricerca delle geodi, con elmetto, scalpello e martello.

Dopo la visita si può fare una passeggiata nella parte bassa della Val di Funes, dove il paesaggio è più raccolto e la valle torna gradualmente a restringersi.

Giorno 5: San Valentino, Eores e Valluzza

Il quinto giorno porta verso San Valentino e la zona di Eores, raggiungibile attraverso la strada che da San Pietro sale verso il Russiskreuz e il Passo delle Erbe. La giornata può essere organizzata in modo tranquillo, tra piccoli nuclei abitati e passeggiate panoramiche, oppure prevedere un’escursione più lunga verso Valluzza.

La scelta dipende dalla preparazione e dal tempo a disposizione. Questa parte della valle è indicata soprattutto per chi cerca sentieri meno affollati, boschi e paesaggi più appartati.

Giorno 6: il sentiero attrezzato Günther Messner

La sesta giornata è la più impegnativa del tour. Dalla strada verso la Valle di Eores parte il sentiero attrezzato Günther Messner, dedicato al fratello di Reinhold Messner, morto durante una spedizione sul Nanga Parbat.

Il percorso attraversa le Odle di Eores, all’interno del Parco naturale Puez-Odle, e raggiunge quote superiori ai 2.600 metri. Presenta alcuni tratti attrezzati ed è consigliato agli escursionisti più allenati. La durata indicativa è compresa tra le sei e le otto ore. Lunghezza, altitudine e passaggi attrezzati richiedono esperienza, preparazione ed equipaggiamento adeguato.

Chi preferisce una giornata più semplice può scegliere una passeggiata nella Valle di Eores oppure tornare sui sentieri intorno alle malghe.

Giorno 7: giornata gastronomica tra i masi

L’ultima giornata può essere lasciata più libera e dedicata a una passeggiata tra San Pietro e i masi circostanti. Dai margini del paese si raggiungono in poco tempo prati, filari di alberi e percorsi con le Dolomiti sullo sfondo. Un possibile itinerario prosegue verso Gsoi e il maso Drockerhof, attraversando un paesaggio rurale legato all’allevamento e all’agricoltura.

Le soste nei masi permettono di assaggiare i prodotti della valle e conoscere più da vicino le attività locali. La mattinata può quindi concludersi con gli ultimi acquisti prima del viaggio di ritorno.