Il Parco del Valentino, l’area verde di Torino che scorre lungo il fiume Po, sta per iniziare una nuova fase della sua vita. Lo fa partendo da un’area che per diversi anni è rimasta sospesa e incompiuta. Ora, invece, si appresta a diventare uno dei nuovi poli culturali della città, con il punto di riferimento della Biblioteca Centrale che sta sorgendo proprio lì.
Dal Parco del Valentino al Teatro Nuovo, dal Borgo medievale al futuro Campus del Politecnico, fino all’Orto Botanico e agli spazi dell’Università su corso Massimo d’Azeglio. Si chiama VALE il progetto che rivoluzionerà il polmone verde di Torino, lungo il Po. Il punto focale della svolta è il trasferimento della nuova Biblioteca Centrale, che aprirà al pubblico entro la fine dell’anno, negli spazi dello storico complesso architettonico di Torino Esposizioni, progettato da Pier Luigi Nervi.
Una public library spettacolare per Torino

La nuova biblioteca, con la sala di lettura più grande d’Europa, si allargherà anche al confinante Padiglione Sottsass, che ha ospitato il Teatro Nuovo per tanti anni. Il progetto, firmato da Isolarchitetti con lo Studio Rafael Moneo, recupera gli spazi esistenti e li integra con nuove superfici, per un totale di circa 20mila metri quadrati distribuiti su tre livelli.
2.400 metri quadrati saranno destinati a spazi verdi tra patio, corte e roof garden. La biblioteca sarà pensata secondo il modello delle moderne public library europee: non solo scaffali e sale studio, ma anche laboratori, spazi per bambini e ragazzi, auditorium, caffetteria, bookshop e aree per incontri e attività culturali.
L’apertura della Biblioteca a fine 2026

Tre piani, centinaia di migliaia di volumi e tanti spazi aperti alla cultura. Sono previste 246mila opere a scaffale aperto e altre 678mila nei depositi, oltre a circa 1.400 posti tra sedute per lo studio e aree informali. Due gli accessi previsti, da corso Massimo d’Azeglio e dal Valentino, a rafforzare il legame tra la biblioteca, il parco e la città. Un luogo pensato quindi non soltanto per consultare libri, ma per studiare, incontrarsi, partecipare e vivere la cultura.
I primi lavori, iniziati nell’estate del 2023, sono ormai nella fase conclusiva: dopo gli interventi edilizi e di restauro si procederà con arredi e allestimenti, in vista dell’apertura al pubblico prevista ufficialmente l’11 dicembre 2026. Il percorso di avvicinamento alla data sarà scandito già a partire da novembre da una serie di eventi che prenderanno luogo nelle sedi storiche della cultura e della divulgazione di Torino.
“Quello che sta prendendo forma al Valentino è uno dei più grandi progetti urbani della storia recente di Torino.”
Stefano Lo Russo, sindaco di Torino
Un nuovo polo tra cultura, università e città

L’obiettivo è costruire un nuovo polo culturale inclusivo, accessibile e aperto, capace di mettere in rete università, fondazioni e istituzioni di Torino, per trasformare uno dei luoghi più riconoscibili della città in uno spazio aperto, accessibile e vivo durante tutto l’anno.
Con Vale, si cerca di superare la logica del singolo intervento, per costruire un vero e proprio sistema culturale con una serie di nuove attività dedicate alla cultura, alla conoscenza e alla partecipazione, all’interno di spazi funzionali. Il progetto nasce dalla volontà di valorizzare il patrimonio del Valentino collegando luoghi e funzioni differenti.
Dal Borgo Medievale al campus universitario

Una parte importante del progetto riguarda il Borgo Medievale. Il falso storico d’autore, realizzato su progetto di Alfredo d’Andrade per l’Esposizione Generale Italiana del 1884, sarà destinato a una nuova fase di valorizzazione. L’obiettivo è restituire alla città un luogo identitario trasformandolo in uno spazio dedicato alla cultura, all’educazione e all’incontro. Una prima parte del Borgo aprirà nella primavera del 2027.
Parallelamente, il Valentino continuerà a essere uno dei principali luoghi universitari della città. Il Politecnico di Torino sta infatti sviluppando qui il proprio Campus dell’Architettura, del Design e della Pianificazione Urbana, nei padiglioni a fianco della nuova Biblioteca. Anche la storica sede dell’Orto Botanico e gli spazi su corso Massimo d’Azeglio dell’Università di Torino (Castello del Valentino) saranno ripensati e compresi in una nuova visione dell’intera area.
In questi spazi, aperti alla città, a ridosso del fiume e all’interno di uno dei suoi parchi più importanti, studenti e ricercatori potranno lavorare e formarsi in un ambiente di grande qualità e di respiro internazionale.
Stefano Corgnati, rettore del Politecnico di Torino
Vale come laboratorio permanente
Il nome stesso del progetto racconta l’ambizione e l’obiettivo che ci stanno dietro. VALE viene presentato come un “laboratorio permanente di cittadinanza e cultura“: non una semplice operazione di riqualificazione, ma un programma destinato a svilupparsi nel tempo attraverso eventi, attività e nuove forme di partecipazione.
L’obiettivo, spiega Maurizia Rebola, direttrice della programmazione culturale, è “rendere la cultura un servizio pubblico sempre più accessibile a tutte e tutti”. È una trasformazione che guarda quindi anche al modo in cui Torino vive i propri spazi pubblici. Il Valentino potrebbe diventare un punto di connessione tra il centro della città, il Po, il mondo universitario e le istituzioni culturali.








