Tra quartieri creativi e antichi villaggi marinari, mercati, giardini, rifugi antiaerei e parchi faunistici, ecco cosa fare e vedere a Valencia per sentirsi local.
Visitare Valencia significa immergersi in una città dove tradizione e contemporaneità convivono armoniosamente: terza città della Spagna per numero di abitanti, dopo Madrid e Barcellona, è una destinazione ideale da vivere in coppia, tra amici e con tutta la famiglia, che solo per un weekend o all’interno di un on the road.
Valencia: alla scoperta delle tante anime della città

Valencia è una città dalla doppia anima (se non tripla o quadrupla): da un lato moderna e proiettata verso il futuro, dall’altro profondamente legata alle sue tradizioni, ai suoi mercati, ai suoi quartieri popolari e a un ritmo di vita scandito dal sole e dal mare. E ancora, nei decenni si è sempre di più scoperta green, venendo eletta nel 2024 Capitale Verde Europea. Insomma, non è un caso se nell’immaginario collettivo la si colleghi al suo piatto iconico, la paella, o alla leggenda del Santo Graal, custodito nella Cattedrale, che proprio nel 2025 festeggia il suo anno giubilare (un po’ come Roma).
Tra i luoghi simbolo ci sono pure l’avveniristica Città delle Arti e delle Scienze firmata dall’archistar Santiago Calatrava, e la vivace spiaggia della Malvarrosa: tappe imprescindibili che, però, possono essere affiancate a zone meno battute, ma sempre interessanti. Ecco la nostra guida dedicata alla Valencia autentica e alternativa, compresa quella che si trova sottoterra.
Ruzafa: il quartiere bohémien tra arte e gastronomia

Sono bastati dieci anni per far diventare Ruzafa il cuore creativo di Valencia. Un tempo quartiere operaio a sud del centro, adesso è un concentrato di caffetterie indipendenti, gallerie d’arte, negozi vintage e coworking per giovani lavoratori. Passeggiare per le sue strade significa immergersi in un mix di culture, tra graffiti colorati e facciate in stile modernista, che ne conservano lo spirito autentico.
Il perno attorno a cui ruota tutto è il Mercado de Ruzafa, progettato negli anni ‘50, dove i residenti vanno ogni giorno a fare la spesa: il cibo qui rispecchia l’integrazione e la contaminazione, tra tapas creative e cucina fusion. Se ne sono accorti persino gli chef, che hanno fatto del distretto la location ideale per locali gourmet.
El Cabanyal: il volto marinaro di Valencia

Siamo di fronte alla spiaggia urbana di Las Arenas, che i valenciani chiamano ancora così in riferimento a un’antica stazione termale ora tramutata in un hotel di lusso. Il nome “vero”, però, è quello di El Cabanyal, che deriva da un umile villaggio di pescatori: si tratta quindi del quartiere marinaro, dove le vie sono caratterizzate da casette colorate rivestite dalle tradizionali piastrelle in ceramica smaltata tipiche dell’architettura modernista, creando un gioco cromatico davvero pittoresco.
Ci sono locali che fanno musica dal vivo e ristorantini di pesce che servono specialità come arroces marineros (riso con pesce e frutti di mare), clóchinas a la marinera, versione valenciana delle cozze, al vapore o alla piastra, condite con aglio, aceto e limone e, qualche volta, un po’ di prezzemolo e titaina, una sorta di sughetto a base di pomodoro, pinoli e tonno da consumare come antipasto spalmato sul pane o come farcitura di bocadillos.
I giardini del Turia: un’oasi verde nel cuore della città

Se c’è un luogo che incarna lo spirito sostenibile di Valencia, quello è il Parco del Turia (Jardí del Turia in valenciano), polmone verde amatissimo da abitanti e visitatori che vengono a correre, rilassarsi, camminare, andare in bicicletta, fare pic-nic per passare il tempo libero all’aria aperta. In passato, l’area corrispondeva a quella dell’omonimo fiume che attraversava la città: dopo la drammatica inondazione del 14 ottobre 1957 si decise di deviarlo verso sud, lasciando vuoto il vecchio alveo che circonda il centro da ovest a est. In un primo momento se ne voleva fare una autostrada, per alleggerire il traffico, ma la proposta fu ampiamente criticata da cittadini e ambientalisti: così, negli ‘80 partì la grande riconversione green, che lo trasformò in giardino lungo quasi 9 chilometri.
Mercati e botteghe: il gusto autentico di Valencia

Abbiamo detto che Valencia non è solo paella: provala, ovviamente, ma non fermarti lì. Per immergerti nella variegata gastronomia locale niente è meglio dei mercati. Non passa certo inosservato il Mercado Central, il più famoso, ma anche il più affollato: altrettanto affascinanti per la loro storicità sono il sempre spazioso Mercado de Colón (nella foto), con la sua splendida architettura modernista che risale al 1914-16, mentre il Mercado de Mossén Sorell, situato nel quartiere del Carmen, è perfetto per scoprire prodotti freschi di qualità in un’atmosfera più raccolta.
La Valencia sotterranea: esplorare il lato (davvero) nascosto della città

Valencia custodisce una serie di luoghi sotterranei che raccontano la sua storia da una prospettiva inedita. C’è il Refugio de Serranos, nell’omonima calle: uno dei tanti rifugi antiaerei del periodo della Guerra Civile Spagnola (1936-39), aperto al pubblico, che permette di comprendere la vita dei valenciani durante i bombardamenti: poteva ospitare 400 persone.
Il Museo de la Almoina (nella foto), invece, vicino alla Cattedrale, torna decisamente più indietro nei secoli svelando con un bel percorso guidato i resti archeologici romani e visigoti ritrovati sotto il livello della città moderna.
Cosa fare a Valencia con i bambini: divertimento assicurato

Concludiamo con l’avventura alternativa per eccellenza: ovvero andare alla scoperta di una nuova città con i bambini. Anche da questo punto di vista, Valencia non ha nulla da invidiare a Barcellona, per restare in patria, o Londra, parlando di capitali. Le attività per le famiglie sono davvero tante. Oltre all’imperdibile Oceanogràfic, il più grande acquario d’Europa, esistono luoghi altrettanto divertenti ed educativi dove trascorrere una giornata piacevole con i bambini.
Nei giardini del Turia, già citato, si trova il Parque Gulliver (nella foto), una tappa obbligata: un’enorme struttura di 70 metri a forma di Gulliver (proprio il protagonista dei racconti di Jonathan Swift) è adagiata a terra e i bambini come dei Lillipuziani, possono arrampicarsi sul suo “corpo”, munito di corde, scivoli, scale.
All’estremità nord degli stessi giardini c’è un altro luogo magico: il Bioparc, un parco zoologico concepito con un approccio innovativo, che permette di osservare gli animali (dai lemuri ai coccodrilli, passando per gli scimpanzè) senza barriere visibili, in ambienti che riproducono fedelmente gli habitat naturali. Per un’esperienza più interattiva, adatta a bambini dai 7-8 anni in poi, invece, il Museo delle Scienze Principe Felipe è la scelta azzeccata: con giochi ed esperimenti per aguzzare l’ingegno annoiarsi è impossibile.








