Lo splendido Vallone dei Mulini di Sorrento è uno dei luoghi più fotografati della Penisola Sorrentina: del resto non può che essere ammirato dall’alto, visto che il cancello di accesso è chiuso da quasi due secoli. È così che la natura lo ha riconquistato e ha reso questo luogo ricco di storia uno dei più suggestivi della Campania. Lo scopriamo in questo articolo.

Se vai alla scoperta di Sorrento per la prima volta, ti consigliamo di iniziare dal Vallone dei Mulini, uno scenario che decisamente inusuale in un centro abitato.

Le origini della valle risalgono a oltre 35.000 anni fa, mentre il nome richiama l’antico mulino, di cui oggi restano solo i ruderi, che è rimasto attivo fino ai primi del Novecento.

La storia del Vallone dei Mulini di Sorrento

Il Vallone dei Mulini prese forma 35.000 anni fa a seguito di una violenta eruzione dei Campi Flegrei che seppellì di detriti l’area compresa tra Punta Scutolo e Capo di Sorrento. Le acque sorgive dei ruscelli Sant’Antonino e Casarlano, che si incontravano poco prima della valle, scavarono nel tempo una profonda gola per trovare il naturale sbocco verso il mare.

In epoca romana dunque Sorrento era attraversata da tre valli collegate tra loro. Il Vallone dei Mulini, al centro di questo sistema, era affiancato da una valle che conduceva a Marina Grande e da un’altra, coltivata ad agrumi, che si estendeva verso l’interno fino alle colline della città. Queste due valli, oggi in parte scomparse, lasciarono spazio a strade ed edifici grazie a diversi interventi di riempimento.

Nel Cinquecento la zona divenne proprietà delle famiglie nobiliari prima dei Tasso e poi dei Correale, che avviarono la costruzione del porto di Capo Cervo, oggi noto come Marina Piccola. Successivamente sul fondo della valle fu costruito un mulino che, sfruttando le acque del torrente, macinava il grano destinato alla vendita ai sorrentini. Accanto ad esso sorse una segheria, dove venivano lavorati legni pregiati come ciliegio, ulivo e noce, poi trasformati dagli artigiani locali in manufatti di pregio. Il complesso includeva anche un lavatoio pubblico.

I ruderi di queste strutture sono oggi ancora visibili. I costoni della vallata, inoltre, furono probabilmente utilizzati come cave di tufo per la costruzione degli edifici di Sorrento, mentre le grotte create dall’estrazione vennero adattate a pozzi per la raccolta dell’acqua.

Il restauro ottocentesco e il successivo abbandono

Nel 1842 Enrico Falcon, un ingegnere napoletano di origini francesi, acquistò una parte del Vallone con l’intenzione di riqualificare il vecchio mulino e convertirlo in uno a vapore. Tuttavia, nel 1848 dovette fuggire in Francia perché ricercato dalla polizia borbonica.

In passato Sorrento era collegata al resto della costiera da un ponte stretto che attraversava la valle. Nel 1866 l’amministrazione comunale decise di demolire il ponte e sostituirlo con una piazza, ottenendo lo spazio necessario grazie al parziale riempimento della gola.

Questa trasformazione divise il Vallone dei Mulini in due parti: da un lato lo sbocco verso il mare, poi occupato dalla strada per il porto, e dall’altro un piccolo complesso industriale. Quest’ultimo cessò di funzionare all’inizio del XX secolo, sia a causa della mancanza d’acqua, ormai incanalata altrove, sia per ragioni climatiche: l’assenza di vento e l’elevata umidità, costantemente intorno all’80% a causa dello sbarramento artificiale, resero impossibile ogni forma di vita umana nella valle.

Gli abitanti quindi abbandonarono la valle, che si trasformò presto in un luogo incontaminato e selvaggio, come si presenta ancora oggi. Attualmente sono in corso dei lavori di restauro per prevenire crolli, ma ogni progetto di valorizzazione è reso complesso dalla frammentazione della proprietà: mentre una parte del Vallone appartiene allo Stato, la maggioranza è in mani private.

Come raggiungere il Vallone dei Mulini e Sorrento

Il Vallone dei Mulini è facilmente raggiungibile anche con i mezzi pubblici. Da Napoli ti basta prendere la Circumvesuviana fino alla stazione di Sorrento e, da lì, proseguire con una passeggiata di dieci minuti oltre Piazza Tasso, da dove è possibile ad ammirare uno scorcio sulla valle. Se arrivi in auto puoi dirigerti verso via Fuorimura, che offre una vista diretta sul Vallone.

È bene tenere presente che questo luogo suggestivo non è visitabile: il cancello d’accesso è sempre chiuso e questo ne ha preservato la natura rigogliosa. Tra la vegetazione spontanea cresce anche una particolare specie di felce priva di fiori e semi, caratterizzata da foglie intere. Oggi il Vallone dei Mulini, immerso in un’atmosfera che sembra ferma nel tempo, resta uno spettacolo da ammirare e da fotografare dall’alto.