Il Comune di Venezia valuta una revisione del ticket d’ingresso per i turisti giornalieri. Dal 2027 il ticket potrebbe diventare strutturale, con tariffe più alte rispetto agli attuali 5-10 euro e un calendario di applicazione più ampio.
Il ticket d’ingresso a Venezia potrebbe cambiare volto nei prossimi anni. Dopo tre anni di sperimentazione, il contributo richiesto ai visitatori giornalieri è destinato a diventare una misura stabile dal 2027, con possibili aumenti delle tariffe e nuove regole sul periodo di applicazione.
A parlarne è stato Michele Zuin, assessore comunale al Bilancio, tributi e società partecipate, in un’intervista al Gazzettino di Venezia. Secondo l’amministrazione, le cifre attuali non sarebbero più sufficienti a scoraggiare l’overtourism in città nei momenti di maggiore pressione.
Il tema non riguarda solo l’incasso, ma soprattutto la gestione dei flussi. L’obiettivo dichiarato è ridurre l’afflusso nei giorni più critici, quando il numero di visitatori rischia di pesare sulla città, sui residenti e sull’organizzazione dei servizi.
Perché Venezia vuole aumentare il ticket d’ingresso
Secondo Zuin, il sistema attuale con ticket da 5 e 10 euro avrebbe perso parte della propria efficacia. Le somme richieste sarebbero ormai troppo basse per funzionare davvero come deterrente nei confronti del turismo “mordi e fuggi”.
L’assessore ha spiegato che la richiesta al governo di autorizzare un contributo più elevato non nasce dalla volontà di fare cassa, ma dall’esigenza di rendere la misura più incisiva. Il rischio, secondo il Comune, è che importi così contenuti siano alla portata di tutti e non inducano i visitatori a scegliere date meno affollate o destinazioni alternative.
Per questo si ragiona su un aumento significativo. In passato si era parlato anche di una soglia da 50 euro per entrare in città, ma l’ipotesi oggi considerata più realistica potrebbe essere intorno ai 30 euro.
L’obiettivo: frenare il turismo giornaliero nei giorni più affollati
Il nuovo ticket punterebbe soprattutto a incidere sui comportamenti dei visitatori occasionali. L’idea è che un contributo più alto possa spingere chi vuole visitare Venezia in una giornata di forte afflusso, per esempio durante ponti o festività, a scegliere un altro momento o una meta diversa.
La misura sarebbe quindi pensata non come una tassa turistica generalizzata, ma come uno strumento di regolazione dei flussi. Resta da capire quale sarà il calendario definitivo, se verranno aumentati i giorni soggetti a pagamento e quali categorie continueranno a essere esentate.
Dal 2027, dunque, Venezia potrebbe passare dalla fase sperimentale a un sistema più stabile e più severo, con l’obiettivo di proteggere la città nei periodi di maggiore pressione turistica.
Come muoversi a Venezia senza stress
Venezia è una città afflitta da overtourism, per cui è ideale pianificare i propri spostamenti in anticipo per godersi al meglio la città e i suoi eventi.
Il Venezia Unica City Pass può rappresentare una soluzione pratica per accedere ai servizi e alle attrazioni incluse nel proprio itinerario, mentre chi arriva in automobile può lasciare il proprio veicolo presso parcheggi convenzionati nei pressi degli ingressi alla città, proseguendo poi a piedi o con i mezzi pubblici.








