Un viaggio tra colline, borghi medievali e cantine storiche: il tour dei Castelli di Jesi è un’esperienza da non perdere per scoprire il cuore verde e dorato delle Marche, dove nasce il celebre Verdicchio.
L’Italia è un mosaico di sapori e tradizioni, con una cucina regionale ricca e variegata e vini d’eccellenza, dalle Langhe del Barolo alle dolci colline del Prosecco. Le Marche, in particolare, stanno vivendo una nuova stagione di attenzione anche online: una meta sempre più cercata per l’enoturismo e i percorsi legati al buon vivere.
Oltre alle spiagge e ai sentieri del Parco del Conero, l’entroterra anconetano offre un viaggio diverso, tra colli e borghi medievali che custodiscono secoli di storia. È qui che si snoda il tour dei Castelli di Jesi, patria del Verdicchio, uno dei vini bianchi italiani più premiati e longevi. Fresco, minerale e raffinato, il Verdicchio nasce in queste terre dal profilo collinare, dove vigne e uliveti si alternano a stradine di campagna e torri storiche.
Un territorio da vivere lentamente, perfetto per un tour on the road alla scoperta di borghi, cantine e panorami unici.
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Calcola oraTour tra i Castelli di Jesi, nelle terre del Verdicchio: l’itinerario
Disposti a ferro di cavallo intorno alla valle del fiume Esino, i Castelli di Jesi comprendono una ventina di piccoli centri che condividono la stessa anima rurale e il legame profondo con la viticoltura. Qui il Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC, riconosciuto dal 1968, è molto più di un vino: è un simbolo identitario.
Dal giallo paglierino con riflessi verdolini (da cui il nome) il Verdicchio racchiude note floreali di biancospino e frutta matura, con un tipico finale di mandorla amara. È il compagno ideale dei piatti di pesce della costa adriatica, ma anche delle carni bianche e delle ricette contadine tipiche della cucina marchigiana.
Tra le colline e i filari che circondano Jesi si snoda un percorso che tocca alcuni dei borghi più belli delle Marche: Arcevia, Serra San Quirico, Cupramontana, Montecarotto e Serra de’ Conti. Cinque tappe che raccontano, ciascuna a modo proprio, la storia e la cultura del Verdicchio.
Arcevia
Abbarbicata sul Monte Chisciano, a pochi chilometri dalla costa, Arcevia è un borgo incastonato tra le colline del Verdicchio. Le vigne che ne circondano il territorio rientrano nella denominazione DOC dei Castelli di Jesi, e molte cantine locali – come la Cantina Broccanera, piccolo gioiello a 350 metri sul livello del mare, a due passi dal Castello di Montale – offrono degustazioni e visite guidate.
Anche il centro storico, ancora cinto dalle mura trecentesche, merita una visita. Da non perdere la Collegiata di San Medardo, che custodisce opere di Luca Signorelli e Giovanni della Robbia, e il complesso di San Francesco, oggi centro culturale e spazio espositivo.
Serra San Quirico
Situato all’interno del Parco Naturale della Gola della Rossa e di Frasassi e tappa del Cammino dei Cappuccini, Serra San Quirico è il punto d’incontro perfetto tra natura, storia e sapori. Le Copertelle, suggestivi camminamenti coperti lungo le mura, conducono al cuore medievale del paese, dove si susseguono chiese barocche, torri e piccoli musei.
Qui il Verdicchio accompagna piatti genuini come il “calcione“, dolce tipico con formaggio e zucchero, e i formaggi locali serviti con miele e olio marchigiano. Per un calice, invece, il posto giusto è la Cantina SassodiVino, con una ricca selezione di vini delle Marche.
Cupramontana
Capitale storica del Verdicchio, Cupramontana è una delle tappe imprescindibili per gli amanti del vino. Il suo nome deriva dalla dea Cupra, simbolo di fertilità, e non è un caso che da secoli queste colline producano vini d’eccellenza.
Cupramontana è anche il paese della celebre Sagra dell’Uva, una delle più antiche d’Italia, e della “Notte del Verdicchio“, evento estivo che celebra le etichette locali tra musica e degustazioni.
Montecarotto
Antico castello medievale immerso tra le valli del Misa e dell’Esino, Montecarotto custodisce una lunga tradizione vitivinicola e artigiana. Qui nacquero celebri costruttori di orologi da torre e di organi a canne, e ancora oggi il borgo conserva un’atmosfera antica.
Il Verdicchio di Montecarotto, nelle sue diverse varianti – Riserva, Classico, Superiore e Spumante – è tra i più apprezzati della denominazione. Ogni luglio il paese celebra il vino con la rassegna “Verdicchio in festa“, un’occasione per scoprire produttori e antiche cantine. Mentre tutto l’anno si può fare una visita alla Cantina Terre Cortesi Moncaro, per portarsi a casa vini, distillati e altri prodotti locali.
Serra de’ Conti
Arroccata a 217 metri d’altezza, Serra de’ Conti è uno dei borghi meglio conservati dell’entroterra marchigiano. Il centro storico, racchiuso da una cinta muraria con dieci torrioni, custodisce chiese, chiostri e il suggestivo Museo delle Arti Monastiche, dedicato alle antiche attività dei conventi femminili.
Il paese è noto anche per la cicerchia, legume locale diventato Presidio Slow Food e protagonista della “Festa della Cicerchia” di novembre. Anche qui il Verdicchio accompagna perfettamente i sapori genuini della tradizione contadina, con possibilità di tour e degustazioni. Dove? Alla Cantina CasalFarneto, attenta alla sostenibilità e con numerosi vini premiati.
Come arrivare e come muoversi nei Castelli di Jesi
Il territorio dei Castelli di Jesi si trova nel cuore delle Marche, facilmente raggiungibile da Ancona (circa 40 km) e da Fabriano. In auto, l’uscita più comoda è quella di Jesi o Ancona Nord lungo l’A14 Adriatica, da cui si prosegue verso l’interno lungo le strade provinciali che collegano i vari borghi.
Per un viaggio senza pensieri, è utile affidarsi ai servizi di telepedaggio autostradali, così da evitare code ai caselli e godersi al meglio il tour, specialmente in alta stagione.
Per chi preferisce i viaggi in treno, la linea ferroviaria Ancona-Roma serve la stazione di Jesi, da cui partono autobus regionali verso le località collinari. Muoversi in auto rimane comunque la soluzione migliore per un itinerario libero tra le cantine e le colline del Verdicchio.








