Un itinerario che attraversa duemila anni di storia, tra forre scavate nel tufo, necropoli rupestri e borghi sospesi nel tempo. La Via Amerina è uno dei cammini più suggestivi del Lazio e conduce i viandanti nel cuore dell’antica Etruria meridionale, tra i suoi paesaggi più autentici.
Negli ultimi anni il crescente interesse per il trend dei cammini ha portato molti viaggiatori a riscoprire itinerari meno battuti rispetto alle grandi rotte europee. Tra questi spicca la Via Amerina, un’antica strada romana che attraversa l’Agro Falisco e la Tuscia viterbese, collegando Roma all’Umbria lungo un tracciato che conserva ancora oggi basolati originali, ponti antichi e testimonianze del popolo falisco-etrusco.
Un percorso che si inserisce pienamente nel turismo sostenibile. Offre un’alternativa alle mete più affollate e regalando panorami e atmosfere che meritano di entrare tra le mete da non perdere per chi ama il trekking nella natura, sia durante le vacanze estive sia nei mesi più freschi dell’anno.
Il percorso della Via Amerina
Costruita dai Romani dopo la conquista dell’Etruria meridionale nel 241 a.C., la Via Amerina ricalca in gran parte antichi tracciati falisci ed etruschi. Nel Lazio il percorso si sviluppa per circa 60 chilometri, dalla Valle di Baccano fino ad Amelia, in Umbria, attraversando comuni ricchi di storia come Campagnano di Roma, Nepi, Civita Castellana, Castel Sant’Elia, Corchiano, Gallese, Fabrica di Roma, Vasanello e Orte.
Il cammino, conosciuto anche come “Cammino della Luce“, è generalmente suddiviso in più tappe giornaliere. Sono percorribili sia a piedi sia in mountain bike, con un livello di difficoltà medio, adatto a chi ha già una discreta preparazione fisica. Le tappe principali del tratto laziale sono:
- Campagnano di Roma – Nepi;
- Nepi – Civita Castellana;
- Civita Castellana – Corchiano;
- Corchiano – Vasanello;
- Vasanello – Orte.
Lungo il tragitto si alternano boschi incontaminati, campagne coltivate, corsi d’acqua e i celebri “tagliate falische”, profondi solchi scavati nella roccia tufacea dagli antichi abitanti del territorio per facilitare i collegamenti tra gli insediamenti.
Cosa vedere lungo il cammino etrusco
Uno degli elementi che rende la Via Amerina un’esperienza unica è la varietà di paesaggi e testimonianze storiche che si incontrano lungo il percorso. Le gole di tufo che si aprono nei pressi di Civita Castellana e Corchiano regalano alcuni dei panorami più spettacolari dell’intero itinerario, con pareti verticali scavate dall’erosione e dal lavoro dell’uomo. Perfette per chi cerca spot fotografici fuori dal comune.
Tra le tappe più suggestive si trovano le necropoli rupestri di epoca falisca, con le loro tombe scavate nella roccia, e i resti dell’antica città di Falerii Novi, ancora oggi racchiusa da una lunga cinta muraria in blocchi di tufo. Da non perdere anche Castel Sant’Elia, con il suo scenario naturale a strapiombo sulla forra. Da non perdere anche i piccoli borghi medievali che punteggiano il cammino, custodi di chiese, conventi e tradizioni locali che raccontano secoli di pellegrinaggi lungo questa antica direttrice tra Roma e l’Umbria.
Autunno lungo la Via Amerina: sentieri silenziosi e colori caldi
Se l’estate resta la stagione più amata per affrontare il cammino grazie alle lunghe giornate di luce, la Via Amerina regala emozioni particolari anche nei mesi autunnali. Con l’arrivo di ottobre i boschi che costeggiano le forre di tufo si accendono di sfumature calde, offrendo l’occasione perfetta per ammirare il foliage lontano dal caos delle grandi mete turistiche.
I sentieri d’autunno lungo il percorso diventano ancora più suggestivi, avvolti da un silenzio quasi surreale che permette di vivere il cammino con un ritmo lento e contemplativo. Riscoprendo così il legame profondo tra il territorio e la sua storia millenaria.
Come raggiungere la Via Amerina
Il punto di partenza più utilizzato per affrontare il tratto laziale della Via Amerina è Campagnano di Roma, dove il cammino incontra anche la Via Francigena. Chi invece preferisce partire dal tratto più settentrionale può fare riferimento a Orte, ben collegata dalla linea ferroviaria che unisce Roma a Firenze.
Chi viaggia in auto può raggiungere comodamente le tappe principali del percorso percorrendo l’autostrada A1 Roma-Firenze, con uscite a Magliano Sabina, Orte o Attigliano, oppure la via Cassia per chi parte dalla zona di Campagnano di Roma e Nepi. Per rendere il viaggio più comodo, soprattutto nei weekend di maggiore affluenza, è possibile affidarsi ai servizi di telepedaggio. Essi consentono di superare più rapidamente le code ai caselli autostradali e ottimizzare i tempi di percorrenza lungo il tragitto verso la Tuscia.








