Cinque giorni tra spiagge bianche, calette dalle acque trasparenti, sentieri nella macchia mediterranea e isole quasi disabitate: un itinerario nell’arcipelago de La Maddalena, da Caprera a Spargi fino a Santa Maria, senza prendere l’aereo.

Nel nord-est della Sardegna, davanti alle coste della Gallura e a pochi chilometri dalla Corsica, l’arcipelago de La Maddalena custodisce uno dei paesaggi più spettacolari del Mediterraneo.

La Maddalena, Caprera, Spargi, Budelli, Razzoli e Santa Maria sono alcune delle isole comprese nel Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, primo parco nazionale istituito in Sardegna.

Granito modellato dal vento, macchia mediterranea, spiagge chiarissime e un mare che cambia continuamente tonalità accompagnano il viaggio. Cinque giorni permettono di costruire un itinerario piuttosto completo alternando mare, escursioni e storia.

Itinerario di 5 giorni nell’Arcipelago de La Maddalena

Il punto di partenza più pratico è Palau, collegata regolarmente via mare con La Maddalena. Chi arriva in Sardegna dalla Penisola può organizzare in anticipo anche la traversata verso l’isola attraverso servizi navi e traghetti, utili per prenotare e acquistare i biglietti direttamente online e in app, con la possibilità di imbarcare l’auto arrivando dalla Penisola. Nell’arcipelago, ci si può poi spostare direttamente in barca e traghetto.

Cinque giorni non bastano naturalmente per conoscere ogni angolo e caletta dell’arcipelago, ma consentono di dedicare una giornata alle sue isole principali e di lasciare spazio sia alle spiagge sia alle escursioni.

Giorno 1: da Palau a La Maddalena

Dopo la traversata da Palau si può iniziare dal centro storico di La Maddalena, tra vicoli, piazzette e palazzi che raccontano la storia dell’unico vero centro abitato dell’arcipelago. Vale la pena raggiungere anche Cala Gavetta, storico porticciolo affacciato sul cuore della cittadina.

Nel pomeriggio si può scegliere una delle spiagge dell’isola. Cala Spalmatore è una delle più conosciute, mentre più a nord si incontra Bassa Trinita, circondata da delicate dune. Un’altra alternativa è la particolare Spiaggia di Testa del Polpo, sull’isola di Giardinelli, famosa per le grandi rocce granitiche levigate dal vento.

Giorno 2: Caprera, l’ultimo rifugio Garibaldi

La seconda giornata porta a Caprera, collegata a La Maddalena attraverso il Passo della Moneta. Qui Giuseppe Garibaldi trascorse gli ultimi decenni della sua vita fino alla morte, avvenuta nel 1882. Nel Compendio Garibaldino si visitano la Casa Bianca, gli ambienti della sua tenuta e la tomba, custodita sotto un grande masso di granito.

Dopo la visita si può scendere verso Cala Garibaldi, con le sue sabbie dorate e acque trasparenti. Per gli appassionati di immersioni, invece, i fondali dell’arcipelago offrono numerosi siti raggiungibili affidandosi ai centri diving autorizzati. Tra questi c’è la Secca dei Monaci, vicino alle omonime isole, dove si trovano diversi punti di immersione ricchi di fauna marina.

Giorno 3: le spiagge di Spargi

Il terzo giorno è dedicato quasi interamente al mare. Spargi, terza isola per grandezza del Parco, è celebre soprattutto per le baie della costa orientale e meridionale. Tra le più scenografiche ci sono Cala Corsara, con sabbia chiarissima e acqua turchese, e Cala Soraya, più raccolta e circondata dagli scogli.

Poco distante emerge Spargiotto, importante anche per la nidificazione di diverse specie di uccelli marini, mentre ancora più a ovest si trova Spargiottello. Anche qui, i fondali della zona sono particolarmente apprezzati da chi pratica diving e snorkeling.

Giorno 4: Razzoli e l’isola di Budelli

Si continua verso nord con Razzoli, una delle isole più selvagge dell’arcipelago. Una sosta a Cala Lunga permette di concedersi qualche ora di mare prima di addentrarsi nell’isola e dirigersi verso l’area del Faro di Razzoli, affacciato sulle Bocche di Bonifacio.

In alternativa, la giornata può essere dedicata a viaggi in barca tra Razzoli e Budelli. Qui si trova una delle spiagge colorate più belle d’Italia: la celebre spiaggia rosa di Budelli, il cui arenile è però sottoposto a tutela e non può quindi essere calpestato (si rischiano fino a 3.000 euro di multe per chi raccoglie sabbia e conchiglie). Il Parco consente comunque di ammirarla a distanza attraverso percorsi autorizzati.

Giorno 5: Santa Maria, un ultimo sguardo sull’Arcipelago

L’ultima giornata conduce sull’isola di Santa Maria, separata dalla vicina Razzoli dallo stretto Passo degli Asinelli. Qui si apre Cala Santa Maria, una delle spiagge più grandi dell’arcipelago, ideale per rilassarsi tra sabbia chiara e acqua trasparente.

Chi preferisce una piccola escursione può inoltrarsi nell’interno dell’isola fino alla piccola Cappella dell’Assunta, costruita nel 1954. Nei dintorni della cappella si gode di punti panoramici che abbracciano il mare e le altre isole dell’arcipelago: uno scenario perfetto per l’ultima fotografia del viaggio prima di rientrare verso La Maddalena.