L’artista francese realizza progetti che uniscono impegno sociale e arte urbana attraverso il coinvolgimento delle comunità. Il tutto mettendo al centro delle opere le persone: sempre come soggetti di gigantesche fotografie, a volte anche come autori di performance che diventano esse stesse opera d’arte. Un viaggio nel mondo di JR attraverso i suoi progetti più significativi.

Il volume che raccoglie la produzione dell’artista francese JR ha un titolo che spiega molto della sua personalità: Artist Until I Find a Real Job. Ironico, pop, impegnato su temi sociali con la capacità di saperli raccontare e mettere in evidenza attraverso opere gigantesche di arte urbana site specific, il quarantenne parigino è un globetrotter creativo.
Racconta le comunità rurali della Francia e il dramma della guerra in Ucraina, le difficilissime condizioni delle Favelas brasiliane e la vita di migliaia di persone comuni, attraverso monumentali installazioni fotografiche o tramite collage diffusi nel tessuto delle città.
Soprattutto, JR riesce a farlo sapendo risvegliare nello spettatore, che spesso è anche attore, delle opere lo stupore puro di fronte alla sua arte, effimera ma anche di enorme impatto. È un atto creativo destinato a scomparire nella sua materialità ma a rimanere nel ricordo.

Dai primi collage nelle periferie al Face2Face

Source: JR-art.net

Le banlieue della Capitale francese sono la sua palestra artistica. Prima i tag e i graffiti, poi JR comincia presto a fotografare gli amici street artist all’opera. Su quegli stessi tetti, dentro palazzi abbandonati, nei tunnel dismessi incolla i loro ritratti fotografici in bianco e nero. A Clichy-Montfermeil spuntano le prime installazioni in formato maxi con i volti dei ragazzi dei quartieri che circondano Parigi. Sono carichi di umanità, i loro occhi sorridono. Sono distanti anni luce dagli stereotipi a loro associati.
Per capire meglio il conflitto tra Israele e Palestina si reca a Betlemme, parla con la gente del posto, scatta foto a persone che da una parte e dall’altra del “muro” che li divide fanno lo stesso lavoro, hanno una quotidianità simile. Le attacca su quella fredda parete, una accanto all’altra: impossibile capire la comunità di provenienza. Sembrano tutti “soltanto” esseri umani. È il 2006 e il progetto Face2face lancia il nome di JR a livello mondiale.

Inside Out, il progetto di tutti

Già mezzo milione di persone in 150 paesi hanno preso parte all’Inside Out Project, a partire dal 2011, quando fu lanciato durante il Ted Prize. Chiunque può condividere il proprio ritratto con il resto del mondo, poi esposto all’interno delle comunità di appartenenza, e raccolto nel sito web dedicato. Al festival della fotografia di Arles ci si metteva in coda dentro un immenso hangar. Le rotative di una vecchia tipografia facevano planare dall’alto le immagini appena realizzate dentro una cabina per fototessere. Online, è possibile creare una group action per un messaggio condiviso. In occasione di mostre personali, un furgoncino diventa set e camera oscura per l’installazione instant.

De Niro ed Ellis Island

Dentro un ospedale abbandonato di Ellis Island, Robert De Niro, riporta alla luce le vicende di tanti immigrati, i cui volti sono incollati negli spazi dismessi della struttura. Ellis (2015) è un cortometraggio diretto da JR che riapre una pagina di storia americana dolorosa ma fondante.

Gli occhiali e Agnes Varda

Jr con occhiali da sole
Source: Gallerie d’Italia

È proprio a bordo di un pulmino che JR viaggia con la regista Agnes Varda tra villaggi e fabbriche francesi, per raccontare, sempre tramite i volti dei protagonisti, storie di persone e delle loro vite. Il documentario si intitola Visages, Villages (2017). Varda ricorda un cortometraggio dell’amico Jean-Luc Godard nel ruolo di attore, in cui indossava sempre occhiali da sole, proprio come JR nella vita di tutti i giorni. La regista ha il desiderio di re-incontrare il filmmaker francese: lui si nega. La delusione è stemperata dalla concessione di JR: le mostrerà i suoi occhi, che anche lo spettatore vede proprio come lei: sfuocati, a causa della vista che la sta abbandonando.

Arte su arte, il Louvre e la Ferita

Prima nel 2016 fa scomparire la Piramide del Louvre ricoprendola con un’opera di anamorfosi. Poi per il suo trentennale tre anni dopo, JR coinvolge centinaia di volontari nell’allestimento di un gigantesco collage che crea l’illusione ottica di un cratere da cui la struttura emerge direttamente dal sottosuolo. Migliaia di strisce di carta sono incollate per il breve tempo in cui possono resistere al passaggio della gente e agli agenti atmosferici.
In Italia, a Palazzo Strozzi a Firenze con “La Ferita” e quindi a Palazzo Farnese a Roma apre giganteschi squarci che per qualche tempo attivano un salto temporale sul passato dei due storici edifici.

Déplacé·e·s

Mostra JR Gallerie d'Italia
Source: Gallerie d’Italia

I bambini rifugiati nel mondo sono milioni. JR racconta con Déplacé·e·s la storia di alcuni di loro attraverso gigantesche immagini su teli, fino a 45 metri di lunghezza. Nell’ultima mostra a Torino, i bambini trascinati da decine di volontari si muovono per la città, come in una danza, sembra che possano giocare insieme. Invece disordini sociali, conflitti e cambiamenti climatici costringono Valeriia, Thierry, Jamal, Andiara, Mozhda e le loro famiglie a vivere in non-luoghi dove provano a ricostruire una vita e un’idea di comunità, anche grazie all’attenzione che ricevono attraverso l’opera di JR. Fino a quando non troverà un vero lavoro.