L’AI è parte della vita di tutti noi e molti la usano anche per il cicloturismo, pianificando un viaggio in bici: occhio però agli errori.

È innegabile come l’AI, l’intelligenza artificiale, sia ormai presente nella società quotidiana. Dal turismo alla sicurezza stradale, passando per sport e settore automotive: ormai chiunque si affida a questo strumento tecnologico.

Negli ultimi tempi anche gli appassionati di cicloturismo hanno deciso di provare l’AI per pianificare un viaggio in bici. Il risultato? Diversi errori, percorsi sbagliati e molte segnalazioni al Soccorso Alpino. Perché succede?

Viaggio in bici pianificato dall’AI: perché ci sono errori?

Gli errori di chatbot e assistenti digitali AI che pianificano un viaggio in bici si possono spiegare facilmente. Questi strumenti digitali operano attraverso l’elaborazione di grandi volumi di dati disponibili online. Il loro principale punto di forza risiede nella capacità di integrare informazioni eterogenee e di presentarle in modo coerente, fluido e comprensibile.

Tuttavia, tali sistemi non possiedono una conoscenza diretta del territorio. Per un algoritmo una strada, un sentiero o una pista ciclabile possono apparire equivalenti. Per chi viaggia in bicicletta, invece, le differenze sono sostanziali e incidono in modo determinante sull’esperienza e sulla sicurezza: traffico, tipologia del fondo, pendenze, continuità del percorso e disponibilità di servizi sono elementi cruciali.

Ecco perché vengono fatti errori comuni nella pianificazione dell’itinerario come tratti promiscui con il traffico automobilistico presentati come percorsi ciclabili, strade sterrate impegnative indicate come tappe semplici e infrastrutture ciclabili chiuse o interrotte che risultano ancora percorribili nelle banche dati.

Il rischio maggiore riguarda in particolare i cicloturisti meno esperti, che possono affidarsi a indicazioni formulate con apparente sicurezza ma non verificate nella realtà. Nel contesto di un viaggio in bicicletta, una scelta errata non comporta solo un disagio: può tradursi in un concreto problema di sicurezza.

Qual è la soluzione per un cicloturismo sicuro?

Quindi, l’AI è il problema? In realtà no. Anzi, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per pianificare velocemente un viaggio in bici, un’attività solitamente complessa e impegnativa, potrebbe avvicinare più persone all’hobby del cicloturismo.

Dunque, quale potrebbe essere la soluzione per evitare errori nella pianificazione del percorso con IA? Creare un’intelligenza artificiale pensata esclusivamente per chi viaggia in bici. A differenza degli strumenti generalisti, quest’AI dovrebbe essere progettata e addestrata su dati specifici e verificati: reti ciclabili reali, percorsi bike-friendly, tipologie di bicicletta, livelli di difficoltà concreti, strutture ricettive attrezzate e servizi di mobilità condivisa disponibili lungo il percorso.

Un’intelligenza artificiale simile avrebbe l’obiettivo di supportare il cicloturista nella costruzione di viaggi più sicuri, coerenti e realistici, ponendo attenzione agli elementi che realmente influenzano l’esperienza: continuità dei percorsi, traffico, fondo stradale, pendenze sostenibili e disponibilità di assistenza e accoglienza lungo il tragitto.

Si tratta di un’utopia? Tutt’altro, sembra che un’AI capace di pianificare un viaggio in bici con precisione e accuratezza verrà presentata alla prossima Fiera del Cicloturismo di Padova. L’evento si terrà dal 27 al 29 marzo 2026 e tale strumento punterà a rivoluzionare il modo in cui gli appassionati preparano i loro viaggi in sella. Non resta far altro che attendere un altro po’, dopodiché l’AI sarà in grado di pianificare viaggi in bici senza errori.