Rocche medievali, torri difensive e manieri carichi di misteri: il vicentino svela un volto diverso dalla perfezione palladiana. Tra faggeti e colline, si nascondono storie di nobili amori, regine crudeli e battaglie che hanno forgiato questo territorio.

Quando si pensa a Vicenza, vengono in mente le perfette proporzioni della Basilica Palladiana e le eleganti ville venete. Ma se si cambia prospettiva e si alza lo sguardo verso le colline, si scopre tutto un altro mondo: quello delle fortificazioni medievali, dei manieri arroccati sulla roccia e delle leggende che ancora risuonano tra le mura di pietra.

Prima che la città diventasse il salotto della borghesia veneta, prima che Andrea Palladio ne disegnasse la bellezza, esisteva una Vicenza fatta di lotte, faide familiari e conquiste. Questo tour ti porterà a scoprire proprio quel mondo antico e misterioso, viaggiando tra i castelli di Vicenza – e dintorni.

Vicenza medievale: oltre il volto palladiano

Usciamo dalla narrazione classica della città perfetta e apriamoci a una Vicenza diversa, più ruvida e guerriera. Quella dei torrioni medievali che oggi convivono con l’arte contemporanea. Qui, abbiamo selezionato i due che valgono una visita.

Il Torrione di Porta Castello

Poche costruzioni rappresentano meglio l’incontro tra epoche diverse come il Torrione di Porta Castello. Costruito nel XII secolo come struttura difensiva, questo torrione ha conosciuto guerre, assedi e il lento scorrere dei tempi fino a quando la Fondazione Coppola non l’ha recuperato e trasformato in uno spazio espositivo all’avanguardia. Oggi puoi visitarlo e ammirare mostre d’arte contemporanea mentre dal suo punto più alto godi di una vista panoramica che abbraccia la Basilica Palladiana e il Duomo.

La struttura mantiene intatto il suo carattere fortificato, con mura spesse e finestre strette, ma l’interno è stato sapientemente adattato per accogliere visitatori e opere d’arte. Se cerchi un modo diverso per conoscere Vicenza, parti da qui: ti renderai conto che la città non è solo armonia rinascimentale, ma anche forza medievale. E se stai organizzando le tue vacanze di ottobre, questo è il periodo perfetto per visitarlo senza la folla estiva.

Il Castello di Thiene

A pochi chilometri dal centro città si erge il Castello di Thiene, una costruzione quattrocentesca che sfida ogni classificazione. Guardandolo dall’esterno potresti pensare a un classico magazzino veneziano trasportato sulla terraferma e non sbaglieresti: la sua forma richiama i fondaci lagunari, ma la sostanza rimane quella di un vero maniero. La pentafora che decora il fronte principale è unica nel suo genere, così come i camini che ricordano Venezia più che il contado veneto.

Questo castello è rimasto nella stessa famiglia per generazioni e oggi la principessa Francesca di Thiene lo fa rivivere con progetti culturali e visite guidate. Lei stessa ti racconta come la passione per le dimore storiche le sia stata tramandata dal padre Clemente, architetto e accademico, e dal nonno diplomatico sposato con una Valmarana, altra grande famiglia vicentina.

La combinazione tra elementi difensivi e raffinatezza veneziana ha affascinato persino Hollywood: proprio qui, infatti, Al Pacino ha girato alcune scene de Il Mercante di Venezia.

Da Arzignano a Marostica

Da Vicenza città, ci spostiamo nei suoi dintorni, partendo con il nostro tour virtuale dalla zona nord-ovest, con Arzignano, Montecchio Maggiore e Marostica.

Arzignano e la regina crudele di San Matteo

Ad Arzignano la storia si intreccia con la leggenda in modo indissolubile. Il territorio ospita due castelli: uno ancora visitabile e uno completamente scomparso, ma legato a una storia inquietante. Il castello di Arzignano si raggiunge tramite un percorso da trekking della durata di due ore, tra boschi di castagni e faggeti. La fatica viene ricompensata dalla vista panoramica e dalla possibilità di partecipare a visite guidate o, in estate, alle feste medievali che riportano in vita quel mondo antico.

Ma c’è un colle ancora più alto, quello di San Matteo, reso celebre dalla musica di Bepi De Marzi. Qui sorgeva un secondo castello, oggi ridotto a pochi sassi anneriti, teatro di una leggenda oscura. Vi abitava una regina crudele, innamorata del capitano delle sue guardie che la fuggiva terrorizzato. La città di Arzignano, protetta dal dio bifronte Giano, conosceva bene quella passione malata e ne parlava sottovoce. Del maniero non resta quasi nulla, ma la storia continua a vivere nelle canzoni e nelle memorie locali.

Se ami i viaggi on the road, questa zona si presta perfettamente all’esplorazione in auto, con soste nei punti panoramici e nei piccoli borghi che punteggiano le colline.

Montecchio Maggiore: i castelli di Romeo e Giulietta

Pochi sanno che la storia di Romeo e Giulietta non è nata dalla penna di Shakespeare, ma da quella del vicentino Luigi da Porto, che la scrisse nel 1524. E il luogo dove ambientò la tragedia è proprio Montecchio Maggiore, con i suoi due castelli che dominano il borgo dall’alto. Il Castello della Villa, chiamato anche di Romeo, fu costruito da Cangrande II della Scala nel 1354 e smantellato dai Veneziani nel 1514. Oggi ne rimangono lo scheletro, il mastio e la torre, che diventano scenografia naturale per eventi e concerti estivi.

A poche centinaia di metri si trova il Castello della Bella Guardia, attribuito a Giulietta, più scenografico e ben conservato grazie a un accurato lavoro di restauro. Ogni anno qui si rivive la contesa tra Capuleti e Montecchi con la rievocazione storica La Faida, dove dame, cavalieri e bandiere riportano indietro nel tempo.

Il Castello di Marostica

Marostica è conosciuta in tutta Italia per la celebre partita a scacchi con personaggi viventi, ispirata alla leggenda di Lionora e dei due nobili rivali, Rinaldo e Vieri. Ogni due anni, a settembre, la piazza principale si trasforma in una scacchiera a cielo aperto: dame, cavalieri, giocolieri e sbandieratori animano uno spettacolo che intreccia storia e teatro popolare, attirando visitatori da tutta Europa.

Ma prima di diventare il simbolo di una tradizione così famosa, la città fu parte del progetto difensivo voluto da Cangrande I della Scala. Capo della lega ghibellina del Nordest, guerriero e mecenate, Cangrande fu amico di Giotto e di Dante Alighieri, che gli dedicò il cantico del Paradiso nella Divina Commedia. La sua rete di città fortificate e rocche, costruita per controllare il territorio veneto, includeva anche Marostica, con il suo castello disposto su due livelli: quello inferiore, interamente visitabile, e quello superiore, da cui lo sguardo si apre su Bassano del Grappa, la valle del Brenta e i Colli Berici.

I Colli Berici

Dal nord, passiamo al sud di Vicenza, dove si estendono i Colli Berici, un sistema collinare che nasconde altri castelli e storie meno conosciute ma altrettanto affascinanti.

Lonigo e la Torre delle Carceri

Scendendo verso sud, tra vigneti e dolci pendii, si incontra Lonigo, borgo medievale con un centro storico che vale la pena esplorare a piedi. La Torre delle Carceri domina il profilo urbano, testimone di un’epoca in cui ogni borgo doveva difendersi da solo. Le prime fonti che parlano del castello di Lonigo risalgono al 976, ma secondo alcuni studiosi le sue mura potrebbero essere state erette già in epoca romana, tra il 150 e il 100 a.C., quando i Romani fondarono diverse colonie nel vicentino per vigilare sui monti e difendersi dalle invasioni degli Alemanni.

Nella frazione di Monticello di Lonigo si trova Villa Favorita, chiamata La Favorita, che sorge su un colle in posizione scenografica. Il territorio circostante è costellato di ville venete e antichi conventi, come quello di San Daniele risalente al XIII secolo, ancora retto dai Francescani Minori.

Monte Berico: il santuario che guarda la città

Anche se non è propriamente un castello, Monte Berico merita una menzione nel nostro tour dei castelli di Vicenza e dintorni. Questo colle alto poco più di 100 metri rappresenta la parte più settentrionale dei Colli Berici e domina Vicenza dall’alto.

Sulla sua cima sorge il Santuario della Madonna di Monte Berico, patrona della città e il percorso per arrivarci attraversa zone dove un tempo sorgevano torri di avvistamento e piccole rocche difensive. La vista dalla sommità abbraccia tutta la città e le colline circostanti, permettendoti di capire perché questo punto fosse strategicamente importante

Le pendici del colle sono oggi occupate da ville signorili costruite nel Novecento, ma basta guardare la conformazione del territorio per immaginare come fosse un tempo: un punto di osservazione perfetto, un luogo da cui controllare gli spostamenti nemici e lanciare segnali.

Consigli pratici per il tuo tour tra i castelli di Vicenza e dintorni

Organizzare un tour tra i castelli di Vicenza e dintorni richiede qualche giorno: non limitarti a una visita mordi e fuggi, ma prenditi il tempo per salire sulle colline, ascoltare le guide locali e magari partecipare a una delle rievocazioni storiche che si tengono nei vari borghi.

Se arrivi da fuori regione in autostrada, attiva il servizio di telepedaggio per evitare le code ai caselli, soprattutto nei weekend quando il traffico aumenta. Non scordare, poi, di consultare il calendario delle domeniche ecologiche, soprattutto se non hai un’auto elettrica, per evitare di entrare in zone dove non è possibile circolare.

Se viaggi in primavera o autunno troverai meno turisti e un clima ideale per le camminate. Porta scarpe comode perché alcuni castelli si raggiungono solo a piedi su sentieri di montagna. E non dimenticare la macchina fotografica: i panorami da queste fortificazioni sono spettacolari, soprattutto al tramonto quando la luce radente accende di colori caldi le pietre antiche.