Il governo giapponese ha annunciato una profonda revisione delle tariffe legate al visto d’ingresso. Si tratta del primo adeguamento dei costi dopo quasi mezzo secolo.
Dal prossimo 1° luglio entreranno in vigore nuove tariffe per diverse tipologie di visto destinate a chi desidera entrare o soggiornare in Giappone. La revisione comporterà aumenti significativi rispetto agli importi attuali e rappresenta il primo aggiornamento delle cifre richieste dalle autorità nipponiche dalla fine degli anni Settanta.
Secondo quanto spiegato dall’esecutivo di Tokyo, la decisione è stata presa considerando diversi fattori economici, tra cui l’inflazione accumulata negli ultimi decenni e le variazioni registrate nel valore dello yen rispetto alle principali valute internazionali. Le autorità ritengono che l’intervento non dovrebbe produrre effetti immediati sui flussi turistici verso il Paese.
Dunque non una misura per contrastare l’overtourism in Giappone, fenomeno che quest’anno ha portato all’annullamento del Festival dei Ciliegi. Ma che potrebbe avere riflessi positivi anche rispetto a questo tema delicato. Per chi sta programmando un viaggio nel Paese del Sol Levante, diventa quindi ancora più importante organizzare con attenzione tempi e costi della trasferta, valutando anche il servizio Fast Track, che consente di velocizzare il passaggio ai controlli di sicurezza negli scali aderenti e rendere più agevoli le operazioni di partenza.
Detto questo, vediamo nel dettaglio il coto del nuovo visto e le altre novità decise dall’amministrazione nipponica.
Visto per il Giappone: quanto costerà con l’aggiornamento
Con l’entrata in vigore delle nuove regole, il visto standard per l’ingresso in Giappone passerà da 3.000 a 15.000 yen, equivalenti a circa 80 euro. Anche i permessi che consentono ingressi multipli subiranno un forte aumento, passando da 6.000 a 30.000 yen, pari a circa 160 euro.
Le nuove tariffe riguardano soprattutto i cittadini provenienti da Paesi per i quali il visto è obbligatorio, oltre a coloro che intendono trasferirsi nel Paese per periodi prolungati. Per i cittadini italiani che si recano in Giappone per turismo, visite private o viaggi di lavoro fino a 90 giorni, invece, l’esenzione dal visto continua a rimanere valida.
Negli ultimi anni il Giappone ha beneficiato di una valuta particolarmente debole rispetto a euro e dollaro, circostanza che ha favorito l’arrivo di visitatori stranieri. Parallelamente, però, il Paese ha registrato un incremento dell’inflazione, fenomeno storicamente poco frequente nell’economia giapponese e che ha recentemente spinto la banca centrale a innalzare i tassi di interesse ai livelli più alti degli ultimi decenni.
Previsti rincari anche per rinnovi e permessi di soggiorno
L’aumento delle tariffe non riguarderà soltanto i visti di ingresso. Una legge approvata nei mesi scorsi dal Parlamento giapponese introduce infatti nuovi importi anche per altre pratiche amministrative legate all’immigrazione.
Tra le misure previste figura il forte incremento del costo per il rinnovo dei visti, che in alcuni casi passerà da circa 10.000 a 100.000 yen. Aumenti ancora più consistenti interesseranno le richieste di residenza permanente, con tariffe che potranno raggiungere i 300.000 yen, pari a circa 1.600 euro.
Il governo ha motivato la scelta sostenendo la necessità di allineare il sistema giapponese a quello adottato da numerosi Paesi occidentali, dove le procedure relative a visti e permessi di soggiorno comportano già da tempo costi sensibilmente più elevati.








